Un grande appuntamento con la musica dal vivo, al Tenax domenica 16 dicembre


Sul palco del locale fiorentino – ingresso 36.000 lire, inizio ore 21,30 – sarà la volta infatti di Tricky, tra i più acclamati triphopper della scena mondiale. Occasione buona dunque per ascoltare l’ultima fatica discografica dell’artista di Bristol, BLOWBACK, album realizzato con il contributo di personaggi del calibro di Alanis Morissette, Red Hot Chili Peppers, Ambersunshower e Cindy Lauper. Tricky è tornato! Non in quel modo semplicistico con cui le case discografiche annunciano il ritorno di un loro artista quando cercano di pubblicizzare il suo nuovo album o l'inizio di un suo nuovo tour… Tricky è tornato nel vero senso della parola. E' tornato dai posti oscuri e scomodi in cui ha vissuto negli ultimi anni. E' tornato di nuovo nella sua pelle, ancora più fiducioso, più concentrato e creativo di sempre. E' tornato con l'album che, per sua stessa ammissione, avrebbe dovuto essere il seguito dell'acclamato Maxinquaye, del 95 - uno dei dischi più determinanti e influenti degli ultimi dieci anni. "So che la gente stava aspettando che facessi questo album – dice - ma un tempo li mandavo al diavolo: non lavoravo per dare alla gente quello che voleva". Tutti i miei album dopo Maxinquaye dicevano <>. Insomma, stavo facendo dischi deliberatamente perché non fossero trasmessi per radio. Era come se volessi mandare tutto al diavolo, "qualsiasi cosa ti piaccia, farò l'esatto contrario di album"" Adesso con Blowback, Tricky ha finalmente realizzato l'album che i suoi fan desideravano da tempo. "Voglio che questo album sia trasmesso alla radio", dice, "voglio essere su MTV e VH1. La mia vita è cambiata in meglio, è finita la paranoia. Ho di nuovo l'energia di un tempo e questo album vuole di nuovo comunicare e socializzare con la gente”. Il cammino da Maxinquaye a Blowback è un viaggio sorprendente , a tratti pauroso. Tricky ha ammesso recentemente che stava facendo musica "sull'orlo della pazzia" e che era vicino ad essere internato in un ospedale. Poi l'indirizzamento verso un nuovo dottore poco più di un anno fa gli ha dato il primo barlume di speranza. Gli era stata diagnosticata una malattia rara, quindi è stato messo a dieta ferrea, eliminando cibi che gli stavano distruggendo il sistema immunitario e colpendolo psicologicamente. Il cambiamento della dieta ha cambiato letteralmente la sua vita. I risultati incredibili del suo miglioramento sono testimoniati dall'album Blowback, il più aperto, accessibile e ….ebbene sì, commerciale album in sei anni. Nato a Bristol nel 1964, Ticky arriva alla ribalta dieci anni fa come guest vocalist di Blue Lines dei Massive Attack e del gruppo di sostegno Protection. Ingaggiato per un album da solista con Island, il suo album di debutto Maxinquaye esce nel 1995 e la sua fusion di rap, rock e r&b porta a definire il sound che ne scaturisce come trip-hop. L'album è in alcuni punti oscuro, ossessivo e inquietante. Ma è anche inventivo, audace e penetrante, salutato immediatamente dai critici come un capolavoro. Arriva terzo nella classifica dei più venduti in Gran Bretagna e diviene uno di quegli album spartiacque che influenzano tutto ciò che arriva dopo di sé. Un album che cambia quasi letteralmente il volto della musica britannica. Nearly God, l'album che ha seguito Maxinquaye , esce nel 1996, vi partecipano Damon Albarn, Bjork e Neneh Cherry, Lo stesso anno vede la pubblicazione del suo terzo album, Pre-Millennium Tension, registrato in Jamaica. Tricky è molto prolifico ed entrambi gli album contengono della bella musica. Certo però non sono dischi proprio accessibili. L'ossessione oscura inizia a diventare come una paranoia claustrofobica. Angels with Dirty Faces del 1998 è un passo ulteriore verso quella strada, molte canzoni riflettono la sua insoddisfazione nei confronti delle case discografiche. Segue Juxtapose, l'ultimo album per Island, del 1999. "E' impressionante quanto può essere buia la tua vita senza che tu lo noti neppure", Tricky racconta ricordando quei giorni. "Si scivola sempre di più. Pensi che sia solo stress così continui ad andare avanti, ma la cosa peggiora sempre di più. Avevo bisogno di aiuto." Arriva in diverse forme. Profondamente scontento per la situazione economica, Tricky cambia management e etichetta discografica - il suo nuovo manager non è altri che Chris Blackwell, il primo boss della Island che lo aveva ingaggiato originariamente per la label nella metà degli anni 90. Trova un dottore che gli dice che non ha bisogno di psichiatri o Prozac o di andare all'ospedale e che i suoi problemi sono dovuti a uno squilibrio ormonale causato dall'alimentazione. Il nuovo tricky è più felice, più rilassato. Ci sono ancora note oscure nella sua musica ma il cambiamento in positivo nella sua vita è riflesso in Blowback. "La mia vita è ripartita", dice. "Avevo un sacco di problemi - depressione, sbalzi d'umore… Ho avuto un paio d'anni in cui sono andato proprio di fuori e per le persone vicine a me è stato difficile starmi accanto.Ma alla fine ho riavuto indietro la mia vita e questo è ciò di cui parla Blowback”. Molto del lavoro migliore di Tricky è stato fatto in collaborazione, sia con Martina, la sua onnipresente musa dei primi album, Bjork, il cui album Post è stato in parte prodotto da Tricky, e anche i Garbage, con cui ha scritto nel 1996 la hit Milk. Su Blowback Tricky lavora con una gamma ancora più eclettica di artisti, come Ed Kowalczyk, il cantante dei Live, Alanis Morissette, i Red Hot Chili Peppers, Ambersunshower e Cyndi Lauper, che lui dice essere "una delle più grandi cantanti che abbia mai sentito”. Poi arriva Hawkman, un giovane amico giamaicano di New York, dove vive adesso Tricky. "Esco con lui spesso, la mia vita è diventata davvero normale dopo tutti quegli anni pazzi. Giriamo per il Bronx in una vecchia piccola Toyota e chiacchiero al microfono. Ecco come ho iniziato. Non l'avevo più fatto da quando avevo 16 anni. E' come ritornare alla strada”. Il risultato è un album pieno di contrasti e di sorprese. L'emozione, l'immaginazione e l'audacia che hanno fatto Maxinquye un album pioneristico sono tornate. "Quando ho fatto il primo album avevo il sogno di cambiare il mondo - racconta Tricky - capisci dopo un paio d'anni che non lo farai e che è un tutto un mucchio di stronzate. Quindi ti sembra tutto ok e vai avanti. Ma adesso ho di nuovo quel sogno. La musica è rimasta ferma per 5 anni ed è tempo di cambiarla di nuovo."

Dopo l’incredibile session dello scorso ottobre, graditissimo ritorno sul palco del Tenax per gli X-Press 2, la griffe della dance dietro cui si celano i Dj Ashley Beadle, Rocky e Diesel, ospite del Nobody’s Perfect di sabato 15 dicembre. Un gruppo, quello degli X-Press 2, che in Gran Bretagna è seguito e amato come una pop-band, con frequenti apparizioni sulla BBC e collaborazioni con i principali artisti della scena internazionale. Niente di strano quindi che un personaggio come David Byrne, fondatore degli indimenticati Talking Heads, abbia chiesto e ottenuto di collaborare alla realizzazione del nuovo album del trio inglese, di imminente pubblicazione. Da sempre gravitanti in orbite house e tribal, gli X-Press 2 sono attivi sulla scena musicale dalla seconda metà degli anni ’90. Il gruppo è stato subito arruolato nella scuderia della Skint Records – la stessa di Fatboy Slim – e ha scalato le classifiche del globo con i Cd Ac/Dc, The Sound e, soprattutto, il recente Muzikizum contenente tra l’altro il gettonatissimo remix di “Toot Toot Beep Beep” di Rec Rangers, trasformato per l’occasione in una batucada infernale. Fondatore e figura di spicco del progetto X-Press 2 è Ashley Beadle, uno dei più prolifici Dj/producer/remixer della scena britannica, conosciuto anche con gli pseudonimi di The Delta House of Funk, The Ballistic Brothers (che con l’album Rude System ha scalato le vette delle classifiche mondiali) Disco Evangelists, Roots Revolutions, The Black Jazz Chronicles... Resident Dj della serata Alex Neri, un maestro della consolle che ha imposto il Nobody’s Perfect tra i principali eventi del nightcubbin’ internazionale. In poco più di due anni, grazie alla sua personale versione dell’house, Firenze è diventata una delle capitali europee della cultura dance. Alex Neri è attivo anche come musicista: è una delle menti dell’ambizioso progetto Planet Funk, una proposta che ha superato di slancio tutta quella diffidenza che accompagnava le produzioni house italiane, ottenendo sin dall’esordio un grande successo internazionale.
In occasione del Nobody’s Perfect di sabato 15 dicembre, Tenax è lieto (e orgoglioso) di ospitare la regista e gli attori principali di GIORNI, il film di Laura Muscardin dedicato a Aids e omosessualità, in programmazione proprio in questi giorni nelle sale cinematografiche di tutta Italia (a Firenze al Fiamma Sala 2). Oltre alla regista e coautrice Laura Muscardin, saranno presenti gli attori Thomas Trabacchi, Riccardo Salerno, Davide Bechini, Monica Rametta e Riccardo De Filippis. Gli artisti saranno a disposizione del pubblico per eventuali domande. GIORNI (sceneggiatura vincitrice del “Premio Solinas” nel 1997) racconta la storia di un 35enne sieropositivo e del suo rapporto con Claudio. “Giorni è una storia d’amore – spiega la regista Laura Muscardin - in questo film cerco di capire quanto forte possa essere l’impatto dell’amore e della passione su qualcuno che deve affrontare giorno dopo giorno l’idea della morte, come Claudio – il protagonista- dice al suo medico: La terapia è uno sforzo senza fine. L’omosessualità è la cornice di questa storia, ma non è il tema del film. Dato che la maggior parte dei personaggi sono gay è ovvio che questo definisca un certo ambiente, ma io continuo a pensare a Claudio e ad Andrea come due persone innamorate, niente di più. Per il cinema italiano questo è un tema forte. Non riesco a ricordarmi un ritratto di un personaggio gay senza l’aggiunta di un tono tragico o comico per sottolinearne una supposta “anormalità”. E in qualche modo posso dire lo stesso riguardo ai sieropositivi. Al di là di questo, questa storia parla di chiunque, come diceva un poeta, tutti abbiamo incontrato la malattia del vivere. Soffriamo a causa della nostra condizione umana e la <> per questo è uno sforzo senza fine, è la vita stessa”.

Redazione Nove da Firenze