Summit dei parlamentari grossetani sull'emergenza delle aggressioni alle greggi


L'incontro, promosso dal Presidente della Provincia Lio Scheggi sul fenomeno delle aggressioni alle greggi con i parlamentari eletti nel territorio grossetano, la Regione Toscana e i Comuni e che si è tenuto questa mattina nella sala delle conferenze di Palazzo Aldobrandeschi, ha visto la partecipazione dei senatori Giuliano Amato e Franco Mugnai e del deputato Claudio Franci, oltre ai sindaci Alessandro Giustarini di Roccalbegna, Luigi Vencia di Santa Fiora, Giovanni Battista Biserni di Scansano, Attilio Marino di Arcidosso, Luciano Petrucci di Semproniano, Ivo Relitti di Castell'Azzara, il consigliere regionale Loriano Valentini, il Prefetto Giuseppe Amoroso, l'avvocato Luciano Giorgi, un funzionario della Regione Toscana e numerosi allevatori.
"Questo incontro nasce dalla volontà di affrontare anche a livelli istituzionali più alti il fenomeno delle aggressioni alle greggi che sta assumendo proporzioni davvero preoccupanti per l'economia provinciale -ha affermato il Presidente Lio Scheggi- Nel nostro territorio esistono circa 2000 aziende che allevano ovini e caprini per un totale di 272 mila capi, circa il 50 per cento della produzione regionale. Il 60 per cento di quella provinciale si concentra, tra l'altro, sulle colline del Fiora e dell'Albegna, laddove appunto il fenomeno delle aggressioni da parte di lupi e cani randagi è più evidente. In ogni caso i numeri complessivi di questo problema sono di per sé espliciti: nel '98 i capi uccisi sono stati 1675, nel '99 1861, nel 2000 1973 e nel primo trimestre del 2001 648. Oltre ai capi abbattuti per gli allevatori ci sono anche i danni indotti dalle aggressioni, come aborti, calo nella produzione del latte e smarrimenti di pecore e capre".
Il Presidente ha proseguito precisando che per certe zone della nostra provincia l'attività dell'allevamento è di grande importanza e va in ogni modo mantenuta. "Tra l'altro è possibile farlo nell'ambito della tutela ambientale, anzi è proprio la salvaguardia dell'ambiente una delle principali garanzie della qualità del prodotto -ha sostenuto- In questo quadro la Provincia e la Regione si sono attivate adottando più misure a sostegno degli allevatori, come contribuire al costo per lo smaltimento delle carcasse e al ticket per gli accertamenti veterinari da compiere sui capi uccisi. Inoltre sempre la Provincia di Grosseto, di concerto con la Asl 9, si è fatta promotrice di una campagna per limitare il randagismo. Nonostante tutto ciò siamo di fronte ad un fenomeno di proporzioni eccellenti e quindi sono necessarie altre azioni da mettere in campo. La normativa attuale è carente ed ha bisogno di essere adeguata e trasformata. Per questo abbiamo chiesto il coinvolgimento dei parlamentari eletti in Maremma".
Scheggi ha aggiunto anche che il rischio è che si sviluppi anche una contraddizione di fondo tra sviluppo economico e tutela dell'ambiente: "Bisogna evitare che accada perché se la qualità dell'ambiente rappresenta per l'azienda un valore aggiunto, è comunque vero che dobbiamo fare di tutto per mettere l'azienda in condizioni di lavorare, nel modo più naturale possibile e nel rispetto della tradizione".
"Dobbiamo sapere quanto questo fenomeno delle aggressioni è imputabile ai lupi e quanto ai cani randagi. E', quindi, necessario compiere prima un monitoraggio, che servirà anche a capire se si tratta di un fenomeno fisiologico oppure patologico. Nel caso si tratti di un fenomeno patologico e, quindi, di carattere eccezionale si dovrà intervenire con mezzi eccezionali procedendo al contenimento dei predatori con gli abbattimenti. Se la legge attuale non è sufficiente da consentire certe misure bisognerà fare in modo di integrarla o di modificarla. In ogni caso prima bisogna partire da una base certa e con dati precisi. Il mio invito è quello di svolgere questo monitoraggio in tempi brevi", è intervenuto il senatore Franco Mugnai.
Il sindaco di Scansano, Giovanni Battista Biserni, ha poi sottolineato che il fenomeno delle aggressioni alle greggi si concentra soprattutto nei comuni di Scansano, Arcidosso, Roccalbegna e Semproniano tutti territori vicini al Parco faunistico del Monte Labbro dove c'è un'area recintata in cui sono custoditi alcuni esemplari di lupo. "Forse riescono a scappare, o forse attirano semplicemente altri lupi", ha detto. "Non possono scappare _ ha assicurato il sindaco di Arcidosso Attilio Marino _ il fatto, invece, che gli animali dentro la recinzione possano attirare altri lupi è da verificare".
"Questo problema deve essere risolto in maniera definitiva -è intervenuto Martellini della Cia- La Provincia deve coordinarsi con i più alti livelli istituzionali per modificare una normativa che è insufficiente, sia per quanto riguarda il rimborso dei danni che per poter mettere in campo soluzioni definitive al problema".
Il direttore del Museo di Storia naturale Andrea Sforzi ha invitato tutti a prendere come punto di partenza una base scientifica, di fare cioè, prima un attento monitoraggio e poi, solo dopo avere l'esatto quadro del problema decidere le soluzioni da intraprendere. "Quando si opera in natura un'unica soluzione non risolve mai il problema perché si va ad agire su un sistema complesso su cui insistono più componenti", ha spiegato rinnovando l'invito a fare, prima di agire, un'attenta analisi del fenomeno basata su dati scientifici.
"Il problema è molto più ampio di quello illustrato dai dati in nostro possesso -è intervenuto l'avvocato Luciano Giorgi, portavoce degli allevatori- Il nodo del problema sta nel fatto che lo Stato per tutelare dei beni di tutti i cittadini come l'ambiente e le specie protette danneggia alcuni privati che certo non possono assumersi questo pesante onere. Gli allevatori non vogliono i risarcimenti, che peraltro chiederemo a tutti i responsabili e a tutti i livelli, ma non vogliono i danni. E', quindi, necessario agire per ripristinare le condizioni che esistevano ormai dieci anni fa. Voglio, poi, chiarire che chi abbatte un predatore mentre assalta un gregge o è sul punto di farlo, agisce per legittima difesa".
"E' bene non fare fughe in avanti -ha detto Loriano Valentini- Bisogna, quindi, agire su due fronti: quello immediato a tutela ed assistenza degli allevatori che hanno subito delle aggressioni, e quello meno immediato, ma risolutivo che deve prima partire da un'analisi del problema per poi giungere ad individuare delle soluzioni. Se a compiere queste aggressioni sono soprattutto i lupi bisognerà adeguare una normativa, se sono cani randagi bisognerà provvedere a modificare od integrare quella legge che regola il randagismo".
"Questa riunione si è rivelata utile perché ha permesso di discutere di questo problema con toni meno accesi dei precedenti incontri e, nel contempo, ha consentito di far conoscere le misure messe in campo per costruire gli strumenti necessari a risolvere il problema. Per poter intervenire e modificare la normativa attuale abbiamo bisogno di dati e di verifiche. Potremo procedere a livello istituzionale sono con una documentazione adeguata. In questo senso mi impegno a dare tutto il mio contributo", è intervenuto l'onorevole Claudio Franci.
"Senza dubbio è positiva la disponibilità espressa dai parlamentari presenti a rivedere la normativa attuale. Da parte sua la Regione ha portato avanti gli impegni presi: l'eliminazione del ticket per gli accertamenti veterinari, l'attuazione di un coordinamento delle Asl per il riconoscimento dei danni indotti, il trasferimento alla Provincia di Grosseto di 50 milioni per effettuare il monitoraggio del fenomeno, una convenzione con un inceneritore di Arezzo per lo smaltimento delle carcasse con conseguente riduzione dei costi del trasporto.
Rimane la realizzazione di una nuova normativa. Noi siamo pronti, ma non sarà facile. Esistono, infatti, delle precise indicazioni in materia dettate dalla Comunità europea a cui non è possibile sottrarsi. Nel frattempo stiamo prendendo accordi con alcune assicurazioni per snellire la procedura dei rimborsi dei danni subiti", è intervenuto il funzionario della Regione.
"Per poter lavorare ad una nuova normativa abbiamo bisogno di dati precisi, di atti da poter mostrare e su cui poi poter costruire -è intervenuto il senatore Giuliano Amato- in ogni caso concordo con l'avvocato Giorgi sul fatto che un allevatore che uccide un predatore sul punto di assaltare un gregge o mentre lo sta aggredendo agisce per legittima difesa".
"E' bene precisare che le istituzioni non sono certo distratte o, peggio ancora, assenti di fronte a questo problema. Piuttosto ci sentiamo impotenti nel trovare soluzioni a breve termine -ha concluso il Presidente Lio Scheggi- da parte mia, comunque, mi impegno a realizzare questo monitoraggio nel minor tempo possibile e, nel frattempo, attiverò un coordinamento di forze, così da creare una presenza diffusa sul territorio di soggetti controllori, allo scopo di limitare il più possibile il fenomeno".

Redazione Nove da Firenze