L'appello di Legambiente per tentare di salvare gli accordi di Kyoto


"La Terra soffoca per l’inquinamento, anche il clima sembra impazzire -inizia così l'appello promosso da Legambiente Toscana- Al termine di un ventennio che ha visto crescere di quasi mezzo grado la temperatura media sulla Terra e aumentare il numero e l’intensità degli eventi meteorologici estremi (uragani, alluvioni, ondate di calore, siccità), in molti ormai ipotizzano che il cambiamento di clima sia già una realtà.
Certo il “riscaldamento” del nostro Pianeta, legato all’aumento dell’effetto serra, è una minaccia sempre più concreta, che rischia di diventare incontrollabile se continuerà ai ritmi attuali l’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica e degli altri “gas serra”, sostanze prodotte dalle attività industriali in particolare dalla combustione di carbone petrolio e metano – o liberate per effetto di fenomeni, come la deforestazione, causati dall’uomo. I rischi sono elevatissimi, perché un aumento ulteriore anche di pochi decimi di grado dalla temperatura terrestre innescherebbe una reazione a catena: parziale scioglimento delle calotte polari, innalzamento del livello dei mari, tropicalizzazione del clima in molte regioni oggi temperate (compresa parte dell’Italia).
In base al Protocollo di Kyoto, firmato nel 1997, ogni Paese deve darsi un obiettivo di riduzione delle emissioni che minacciano il clima e ai quali tocca perciò lo sforzo maggiore per una loro riduzione, solo l’Unione europea ha in parte tenuto fede ai suoi impegni, fissando l’obiettivo di ridurre del 65% entro il 2010 le emissioni di anidride carbonica rispetto ai livelli del ’90; quanto all’Italia, malgrado alcuni positivi passi in avanti – siamo stati uno dei primi Paesi ad adottare una “energy-carbon tax”, imposta che grava sugli usi energetici a maggior impatto sul clima -, la riduzione del 6,5% delle emissioni resta un traguardo lontanissimo.
Ora il fallimento della Conferenza dell’ Aja, dove l’Europa non è riuscita ad imporre a Stati Uniti e Giappone l’accettazione di misure incisive per curare la febbre del pianeta , mette tutti davanti a un bivio: o i governi , le forze politiche, i sistemi economici, gli stessi consumatori si muoveranno in fretta per fermare l’aumento delle emissioni che stanno alterando il clima e in particolare per ridurre il consumo di petrolio e carbone, oppure tra pochi anni il cambiamento climatico diverrà inarrestabile.
Proprio in questi giorni esponenti del costituendo governo Berlusconi hanno dichiarato che il nostro paese intende associarsi a Bush nella sua crociata contro il trattato di Kyoto. E’ una posizione molto grave che rischia di riportare la politica ambientale in Italia indietro di molti anni. Per tutto questo Legambiente ti chiede di sottoscrivere e di diffondere questo appello, tramite e-mail, fax o spedizione postale, che invieremo al Parlamento italiano e a quello europeo. Così aiuterai anche tu a curare la febbre del pianeta".
Per adesioni all'Appello promosso da Legambiente Toscana: legambiente.toscana@agora.it

Redazione Nove da Firenze