Arno: la sponda diventa spazio artistico-culturale, ricreativo e di ristoro

Potranno essere previsti al massimo 12 eventi artistico-culturali e di spettacolo in orario notturno nell'intera stagione


Valorizzare le sponde fiorentine dell’Arno per restituire il fiume ai cittadini con iniziative artistico-culturali, ricreative e di ristoro, questo l’obiettivo del bando congiunto tra Regione Toscana e Comune di Firenze che sarà pubblicato in applicazione dell’accordo firmato tra i due enti a marzo 2017.

La giunta di Palazzo Vecchio ha dato il via libera alla proposta presentata dall’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re. Attraverso l’avviso pubblico sarà individuato il soggetto che potrà realizzare il servizio nella zona di lungarno Pecori Giraldi appartenente al demanio fluviale.

La concessione, relativa al periodo primaverile ed estivo, avrà una durata di nove anni. Nell’assegnazione si terrà conto, tra l’altro, della qualità e consistenza dell'offerta culturale, sportiva e di intrattenimento, al numero degli eventi e alla loro gratuità, alla qualità degli allestimenti.
La programmazione dello spazio dovrà essere realizzata principalmente di giorno e potranno essere previsti al massimo 12 eventi artistico-culturali e di spettacolo in orario notturno nell’intera stagione.

“Un’opportunità in più per avvicinare l’Arno ai fiorentini e ai turisti – ha detto l’assessore Del Re – che potranno godersi la città dall’alveo del fiume con le attività culturali e ricreative che verranno svolte”.

"Iniziative come queste – ha detto l'assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni – ci danno la possibilità di proseguire nel processo di contaminazione del tessuto sociale, economico e culturale, consapevoli dell'importanza della tutela dei corsi d'acqua. Questo, in sinergia con quanto prevedono le disposizioni contenute nelle direttive europee: la Direttiva Quadro sulle Acque e la Direttiva relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi alluvioni. Senza considerare che far vivere e vivere i fiumi, in questo caso l’Arno, è anche un modo per recuperare antiche tradizioni, per socializzare e perché no, aiutare l'economia”.

Tutte le autorizzazioni e soluzioni progettuali per lo svolgimento delle attività dovranno essere richieste alla Regione Toscana dal concessionario.

Redazione Nove da Firenze