Rubrica — Fiorentina

L'analisi tecnica: un'altra Fiorentina triste a Bologna

Immagine concessa da violachannel.tv
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Allo stadio Renato Dall’Ara finisce 0-0


La pioggia è stata lo sfondo ideale degli ultimi risultati viola: una squadra scoraggiata, pallida e triste.

Questo pomeriggio non sono stati visti cambiamenti, né da Pioli né tanto meno dai calciatori. Erano troppo persi in leziosità tecnico-tattiche che hanno perso concretezza e precisione. Siamo arrivati ai 5 pareggi consecutivi e a quasi 2 mesi con assenza di vittoria. Tutto ciò offre uno scenario opaco che ha molta nebbia all’orizzonte. Dovrà pur succedere qualcosa, qualche drasticità che rompa gli schemi ripetitivi e meccanici dei dogmi i quali, oramai, hanno supplito ai prìncipiForse un vento che porti ebbrezza festosa e fastosa, perché alla squadra più giovane d’Europa manca gioventù.

Essere grandi è il passo semplice, ma essere piccoli è veramente quello pieno delle maggiori difficoltà. La voglia, le capacità e le ambizioni rientrano nella seconda categoria, e sono quelle essenzialità che distinguono le grandi squadre, mentre i doveri rappresentano la prima e si legano ai caratteri della leadership che dovrebbe accompagnare ogni allenatore. Quando Biraghi dice che “facciamo quello che dobbiamo fare” viene naturale capire perché non riescano a farlo.

Ecco il problema fondamentale per cui avviene un’applicazione errata del concetto stesso di “dovere“. Infatti, chi deve, deve fare a meno e chi vuole dona. Tale effetto è osservabile in tutti i campi europei, dove la figura del coach sta perdendo valore accaparrandosi un posto che non gli compete. Il talento appartiene a colui che lo pratica dentro al campo. Quindi, attenzione a non sovrapporre due ruoli opposti che una lunga storia unisce. 

Fiorentina — rubrica a cura di Manuel Cordero

Manuel Cordero

Manuel Cordero — Nato a Firenze nel 1995, è appassionato di giornalismo e tifoso della Fiorentina

E-mail: fiorentina@nove.firenze.it