Rubrica — Fiorentina

Un pomeriggio in viola con Antognoni, Graziani e Chiarugi

Il 4 luglio a Montepiano l’iniziativa per la Fondazione Tommasino Bacciotti: amichevole delle vecchie glorie di Montepiano contro Albergatori Amici per Firenze


Saranno Giancarlo Antognoni, Ciccio Graziani e Luciano Chiarugi a tenere a battesimo Un pomeriggio in viola, l’evento dedicato alla Fondazione Tommasino Bacciotti, a cui andrà l’intero ricavato, che il 4 luglio a Montepiano vedrà anche in campo le vecchie glorie di Montepiano contro gli Albergatori Amici per Firenze.

“Solidarietà e vicinanza per i bambini in cura all’ospedale Meyer e per le loro famiglie. È questo il gesto che un’intera comunità, quella appunto di Montepiano, intende fare giovedì prossimo accogliendo campioni viola e vecchie glorie del calcio nostrano – sottolineano il sindaco Giovanni Morganti e il presidente dell'ASD Montepiano Giuseppe Visi che patrocinano l’iniziativa - Abbiamo messo in moto tutti i volontari per far sì che, anche quest’anno tutto funzioni al meglio”.

Un pomeriggio in viola, alla sua terza edizione, ripresenta con orgoglio i campioni dello sport sul campo di Montepiano per una causa che oramai è stata sposata dalla comunità dell'Alto Bisenzio come una vera e propria missione di solidarietà a favore della Fondazione. Giancarlo Antognoni, Ciccio Graziani, Luciano Chiarugi e Aldo Firicano accompagnano Paolo Bacciotti, ospite d’onore della kermesse.

Il programma prevede alle 17 l’arrivo dei campioni al campo sportivo della Badia, con i saluti e la presentazione della Fondazione. Alle 18 via alla partita amichevole fra vecchie glorie di Montepiano e Albergatori Amici per Firenze. Alle 20 cena al Parco del Poggetto con prodotti tipici locali.

La prenotazione per la cena è obbligatoria, entro lunedì 1 luglio al 3334264370 (Giuseppe) oppure 3476869087 (Franco) o 3333529058 (Pietro).

Paolo e Barbara Bacciotti, genitori del piccolo Tommasino, che morì di un tumore infantile ventuno anni fa, offrono alloggio e sostegno alle famiglie dei piccoli pazienti con le loro ventuno "case Tommasino".

Redazione Nove da Firenze