Un filo mai interrotto: tornano a crescere le prenotazioni allo Student Hotel di Firenze

La struttura non ha mai chiuso neanche nella Fase 1. "E adesso siamo a prova di covid-19"


La speranza a Firenze si chiama anche The Student Hotel. La maxistruttura, comoda e modernista, di viale Spartaco Lavagnini, non ha mai chiuso, neanche durante la Fase 1 del Lockdown, dimostrando di essere un servizio di utilità pubblica a tutti gli effetti, anche perché per vari studenti era impossibile tornare nelle Regioni o nei Paesi di provenienza. Adesso i segnali che il peggio sia stato lasciato alle spalle, ci sono tutti. Il gruppo TSH apre le sue porte ai partner universitari in sei paesi europei per supportare le istituzioni accademiche con campus dall’elevata capienza per aiutarli a superare le difficoltà dovute ai severi vincoli legati alle dimensioni degli spazi di insegnamento a causa delle regole di distanziamento sociale per contrastare Covid-19, e la transizione verso nuovi modelli di apprendimento ibrido online e offline. E a Firenze, dalla settimana scorsa, sono ricominciate le prenotazioni di ospiti nuovi. 

“I nostri spazi si sono adattati via via alle necessità imposte dall’epidemia”, spiega Salvatore Marmolaro, direttore dello Student Hotel di Firenze. “Ci siamo aggiornati continuamente, di settimana in settimana -continua- e abbiamo miracolosamente tenuto il passo delle ordinanze e delle circolari che si sono succedute in questi mesi, anche nel periodo più difficile. Siamo rimasti sempre in contatto e in collaborazione con le istituzioni locali e sanitarie, nonché con la Confindustria. Questo ha fatto sì che adesso la nostra struttura è all’avanguardia proprio in chiave covid. Siamo pronti a tutto, eventuale seconda ondata compresa questo autunno”.

Facile come un videogioco.

Le nuove misure all’interno dello Student Hotel scorrono leggere come il percorso che, a terra, richiama i pallini e i personaggi del Pac Man: un modo molto simpatico per non sbagliarsi. Le postazioni rispettano il distanziamento sociale e l’impianto di aerazione, che già era stupefacente, contribuisce alla vivibilità e alla salubrità di ogni ambiente. I prezzi sono più che mai accessibili: per 99 euro al mese si può avere una postazione mobile. Una notte in camera al momento viene appena 59 euro.

“Abbiamo garantito la continuità del servizio -prosegue Marmolaro- diventando di fatto un test sostanzialmente per associazioni importanti come Confindustria”.

E poi ci sono la fiducia nel futuro e il carisma di Frank Uffen Partnership Director di TSH: “abbiamo adottato il nostro concept legato a una ospitalità smart con l’esigenza del distanziamento social. Stiamo ricevendo segnali incoraggianti anche sul piano del coworking, anche perché lo smart working non deve essere confuso col lavoro da casa. Qui i nostri ospiti trovano la giusta via di mezzo e tutta l'adattabilità possibile. E’ vero che possiamo imparare e lavorare online ma dobbiamo tornare ad essere di nuovo umani”. E piscina, palestra e spazi all'aperto, da ogni punto di vista, non guastano certo. 

Future world.

Al momento della chiusura per il coronavirus, allo Student Hotel di Firenze c’erano 150 studenti, per circa metà provenienti dall’estero, in gran parte del Nordamerica. “Un filo che si è interrotto ma non si è spezzato”, osserva Uffen. “Dobbiamo avere pazienza. E pensare positivo. Questo è decisivo non solo per noi ma per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Se diamo segnali positivi, affronteremo meglio le nuove misure e gli eventuali nuovi contagi in autunno. Non possiamo permetterci un tracollo nella direzione inversa”.

Lo Student Hotel rimane così una perfetta intersezione tra il meglio dell’imprenditoria privata e un servizio di fatto pubblico. “Siamo riconoscenti all’assessore Tommaso Sacchi, che è uno dei nostri principali ambassador. Abbiamo beneficiato del loro tramite con le istituzioni anche per capire come adattarci alle misure anticovid. Sicuramente collaboriamo anche per la ripartenza”, sottolinea Marmolaro.

Insomma: dove eravamo rimasti? Eravamo rimasti all’apertura della nuova struttura di Bologna, che a questo punto è prevista per il 1 ottobre. Mentre per chi non conosce la sede di viale Spartaco Lavagnini, l’occasione è da non perdere: perché negarsi un aperitivo al bar con piscina e veduta mozzafiato del piano attico? E per i giornalisti freelance, o che comunque vogliono uno spazio alternativo per concentrasi e lavorare e fissare interviste, SH lancia un free trial questa estate: una settimana di ospitalità e servizi completamente gratuiti. 

Marco Bazzichi