Daspo ridotto al tifoso troppo agitato

Il Tar ha fatto passare da 5 a 1 anno la sanzione a carico di un supporter del Viareggio che ha mancato di rispetto a un poliziotto


(DIRE) Firenze, 17 giu. - Inveisce contro un poliziotto durante una partita di Coppa Italia dilettanti fra Real Forte Querceta e Viareggio 2014, beccandosi per questa condotta un Daspo di cinque anni. Il Tar della Toscana, però, lo scagiona in parte riducendo da un lustro a un solo anno la durata della sanzione. La sentenza della seconda sezione dei giudici amministrativi va a dirimere un caso controverso emerso alla fine di agosto dell'anno scorso. Al trentesimo del secondo tempo allo stadio 'Necchi e Balloni' di Forte dei Marmi, secondo la ricostruzione della questura, il tifoso si sarebbe arrampicato sulla sommità della recinzione per andare a scagliarsi contro l'arbitro. Dinanzi all'intervento del servizio d'ordine avrebbe esclamato improperi di questo tenore all'indirizzo di un poliziotto 'che cazzo guardi, cosa cazzo vuoi, se sei un uomo levati la divisa', aumentando il tenore delle provocazioni mostrandogli i genitali e rivolgendogli un bacio.

Il tifoso ha contestato, però, sia la ricostruzione della polizia per mancanza di prove e difetto di motivazione che la legittimità di applicare il provvedimento anche fuori dagli stadi. Al tifoso col Daspo, in effetti, viene vietato l'accesso alle manifestazioni calcistiche, con l'obbligo di presentazione alla polizia ogniqualvolta gioca il Viareggio.

Al tempo stesso non gli è consentito avvicinarsi neppure ai luoghi adiacenti. Col ricorso il legale del tifoso, di conseguenza, ha chiesto o l'annullamento del provvedimento o la riduzione della sanzione a 1 anno. La pronuncia del Tar alla fine opta per la seconda strada, accogliendo solo parzialmente i motivi della doglianza. Del resto, dalle foto e dai video prodotti dalla questura viene confermato soltanto che durante il match (conclusosi con la sconfitta del Viareggio per 4 a 1) il supporter passa velocemente dinanzi a un gruppo di ultras particolarmente agitati e pronuncia la frase 'che cazzo vuoi' all'indirizzo dell'agente che in quel momento si avvicina per fermarlo.

Una condotta che indubbiamente per i giudici rappresenta un incitamento alla violenza o comunque una minaccia idonea a turbare l'ordine pubblico, ma non al punto tale da giustificare un allontanamento di 5 anni. La durata del divieto, pertanto, secondo le toghe di via Ricasoli risulta "irragionevole" e "sproporzionata". Neppure il fatto che lo stesso tifoso fosse stato già oggetto di un Daspo più di sei mesi prima può costituire, d'altronde, un presupposto per determinare l'irrogazione del massimo della sanzione prevista. Viene ritenuta appropriata, invece, la decisione di applicare il diniego all'accesso anche agli spazi adiacenti alle partite di calcio, poiché pienamente legittimato da una solida giurisprudenza in materia.

Redazione Nove da Firenze