Rubrica — Europe Direct

UE: le imprese agricole si aspettano di più

Coldiretti: siamo a metà classifica nella capacità di spesa


Uno dei leitmotiv delle inefficienze della Pubblica Amministrazione è la difficoltà nell’erogare i contributi che arrivano dall’Unione Europea; in particolare, rischiano di tornare nelle casse di Bruxelles i finanziamenti europei per lo sviluppo rurale. Ci sono regioni come Puglia, Abruzzo, Liguria, Marche e Friuli Venezia Giulia – sottolinea la Coldiretti – che rischiano di perdere parte delle risorse perché non sono riuscite a pagare alle imprese, entro il termine dei tre anni dall’impegno.

Dallo stato di attuazione dei Programma di sviluppo rurale, aggiornato al 31 ottobre, emerge che la spesa relativa alla programmazione 2014-2020 è stata pari in media solo al 23% del totale con in testa – riferisce la Coldiretti - la Provincia di Bolzano (51%), il Veneto con il 39% come la Provincia di Trento e a seguire la Calabria che con il 30% è prima al Sud tallonata dalla Sardegna con un livello di spesa del 29%, il Piemonte (26%) come l’Umbria, la Toscana (25%) come l’Emilia, il Molise (24%), la Valle d’Aosta (23%) come la Sicilia, la Lombardia (20%), il Lazio (19%), la Campania (18%) e la Basilicata (17%). Complessivamente sono stati spesi 4,7 miliardi di euro (2,3 miliardi di fondi Feasr).

“La nostra regione – spiega Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – rispetto alle risorse pubbliche disponibili per il settennato, che ammontano a 945 milioni di euro di finanziamenti per misure finalizzate tra l’altro all’ammodernamento delle imprese agricole, ai progetti di filiera, al biologico, alla difesa della biodiversità, alla forestazione e all’insediamento dei giovani agricoltori, ha pagato al 31 ottobre 236,5 milioni di euro pari al 25%”. “Le cose quindi da noi non vanno male – continua Filippi - però bisogna accelerare le procedure di spesa per dare risposte sollecite alle imprese agricole toscane che vogliono realizzare nuovi investimenti ed evitare di ridare i soldi a Bruxelles: serve un cambio di passo altrimenti non siamo credibili”.

“Considerando che le risorse messe a bando in Toscana superano 830 milioni di euro – dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – ci sono circa 600 milioni di interventi per i quali è in itinere il lavoro di istruttoria. La nostra Organizzazione – continua De Concilio – ha messo più volte a disposizione della Regione tutta la propria struttura e la capacità di lavoro per rendere possibile una rapida evasione delle procedure con una sollecita liquidazione dei finanziamenti destinati alle imprese agricole, proponendo anche nuovi modelli di sussidiarietà. Occorre sostenere le attività delle aziende agricole ed impegnarsi ai massimi livelli affinché le preziose risorse europee arrivino il prima possibile ai beneficiari, non solo per scongiurare il ritorno nelle casse di Bruxelles, ma per non vanificare lo sforzo delle imprese che investono per produrre buon cibo e posti di lavoro per l’intera società”.

Redazione Nove da Firenze