Turismo, la Toscana cambia le regole: ecco le novità

Sospensione per un anno dei corsi per l'abilitazione all'esercizio di guida turistica. Convegno giovedì 10 maggio -ore 9,30- alla sala convegni di Banca CR Firenze a Palazzo Incontri


Firenze, 9 maggio 2018- Approvata in consiglio regionale la legge di modifica al Testo Unico in materia di Turismo. Tra le novità principali l'adeguamento della normativa sugli affitti turistici a seguito delle recenti novità legislative introdotte dallo Stato, l'istituzione degli ‘ambiti turistici omogenei', disciplina più flessibile dell'albergo diffuso, un aggiornamento della definizione di camping village, la sospensione per un anno dei corsi per l'abilitazione all'esercizio di guida turistica fino alla definizione del profilo nazionale relativo e in generale modifiche varie che rivisitano l'intero TU in seguito a quelle intervenute a livello nazionale.

"Con il voto di oggi in aula – ha commentato soddisfatto l'assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo - portiamo a compimento il percorso normativo del TU definendo le norme sugli ambiti turistici omogenei che nel TU erano enunciati. In più, a un anno e mezzo dall'emanazione nel dicembre 2016, lo aggiustiamo e miglioriamo in alcuni punti in seguito a cambiamenti sopravvenuti della legislazione nazionale e ad un confronto con operatori ed enti locali. Adesso l'impianto è dotato di tutti i pilastri normativi su cui era stato concepito: un testo più al passo con i tempi che stiamo vivendo, maggiormente rispondente alle esigenze degli operatori del settore, all'insegna della semplificazione amministrativa, ma anche di turisti e consumatori, coniugando una miglior tutela e capacità di accoglienza nei loro confronti". "La grande novità di oggi – ha aggiunto Ciuoffo – è l'istituzione degli ‘ambiti omogenei': la legge 86/2016 disciplina il sistema della governance e prevedeva, in materia di informazione turistica e accoglienza, l'esercizio a livello sovra-comunale in forma associata all'interno di specifici ambiti che oggi abbiamo definito geograficamente. Un modo nuovo per programmare promozione e servizi ai visitatori, partendo dalle specificità dei territori i quali, a prescindere dai confini provinciali, possono fare sistema per far emergere le proprie peculiarità. Ringrazio per il lavoro prezioso e complesso svolto in questi mesi dagli uffici, dalla Seconda Commissione e del suo Presidente Gianni Anselmi e dal Consiglio nella sua interezza: non è così scontato individuare suddivisioni, specialmente in ambiti consolidati come quello del turismo. Il quadro disegnato da questo provvedimento – ha detto ancora l'assessore - dà omogeneità, aiuta a costruire pacchetti turistici che includono territori che già naturalmente condividono caratteristiche simili ed i comuni vengono perciò messi in condizione di agire, affinché il turismo diventi economia diffusa e permetta di valorizzare e far conoscere tutti i territori". "Abbiamo, infine, inserito due provvedimenti di rilevante interesse – ha concluso l'assessore -: da un lato adeguiamo la nostra normativa sugli affitti turistici a quanto previsto dal governo con l'art.4 del D.L.50/2017 che ha definito molte delle problematiche che avevamo provato a normare con la nostra legge. In particolare, il provvedimento nazionale definisce l'affitto breve, precisa il percorso normativo per giungere alla definizione di attività imprenditoriale e chiarisce l'applicazione a questa realtà della tassa di soggiorno. In ultimo raccogliamo le richieste delle delle associazioni per una sospensione dei corsi di abilitazione per l'esercizio di guida turistica per un periodo massimo di un anno o fino alla emanazione di un provvedimento nazionale che definisca il profilo della guida turistica nazionale".

Queste in sintesi le altre modifiche approvate
Per alberghi e strutture turistiche all'area aperta (campeggi e camping village, villaggi turistici) possibilità di esercitare saune e bagni turchi, limitatamente agli alloggiati, senza la presenza necessaria dell'estetista (mentre il servizio di centro benessere sia per gli alloggiati che per gli esterni dovrà necessariamente prevederla). Una più flessibile disciplina dell'albergo diffuso. Possibilità per i campeggi di assumere la denominazione di camping village qualora le piazzole allestite con casette mobili superino il 30% del totale e non oltre il 70%, di fatto consentendo la trasformazione da campeggio a camping village che si realizza velocemente e senza aggravi amministrativi urbanistici. Gli ambiti turistici proposti sono 28 e al loro interno i comuni potranno associare le funzioni di informazione e accoglienza turistica sovracomunale. Eventualità consentita anche in ambiti contigui qualora i comuni decidano di farlo. Alcuni degli ambiti (come il Chianti e l'Amiata) sono disegnati superando i confini provinciali, facendo prevalere le identità comuni ai tradizionali perimetri amministrativi. Ciascun ambito potrà svolgere attività di promozione in convenzione con Toscana Promozione Turistica, affermando così una sua visibilità e concorrendo con la sua specificità alla promozione della Toscana nel suo complesso. Questi i 28 ambiti: Firenze e Area Fiorentina, Chianti, Mugello, Empolese Val d'Elsa e Montalbano, Area Pratese, Arezzo, Casentino,Valtiberina Toscana,Valdarno Aretino,Val di Chiana Aretina, Val di Chiana Senese,Val d'Orcia,Terre di Siena,Amiata,Maremma Toscana Area Sud, Maremma Toscana Area Nord, Terre di Valdelsa e dell'Etruria Volterrana, Costa degli Etruschi, Elba e Isole di Toscana,Versilia, Livorno, Garfagnana e Media Valle del Serchio, Riviera Apuana, Lunigiana, Piana di Lucca, Pistoia e Montagna Pistoiese, Valdinievole, Terre di Pisa.

L’assessore regionale al Turismo Stefano Ciuoffo ha ricordato come “sia stato fatto un percorso impegnativo, che ha restituito alla commissione competente il proprio ruolo, e come il risultato sia una normativa di spessore, che rende la Toscana un punto di riferimento avanzato e un modello per le altre Regioni”. Ripercorrendo la vicenda dell’impugnativa del governo, Ciuoffo ha sottolineato che è necessario che il Governo e la Conferenza Stato-Regioni affrontino il nodo della definizione di attività professionale, in modo da avere regole certe, opportunità e costi compatibili fra tutti gli operatori del settore. In caso contrario “si rischia di lasciare aperti varchi in cui si possono fare strada, senza regolamentazione, attività tutt’altro che marginali”. Necessario, infine, “uscire dalle logiche di campanile e sollecitare gli amministratori a pensare in maniera organizzata e coordinata, in modo da promuovere il turismo in maniera adeguata e guardare verso l’Europa”.

Secondo il consigliere Gabriele Bianchi (M5S) sarebbe opportuno “ripensare al meccanismo per cui si fanno le norme in attesa di capire se sono costituzionali”. Per quanto riguarda i provvedimenti in discussione, a detta del consigliere “si tratta di atti che complicano, aumentano la burocrazia e alimentano un provincialismo diffuso”. Bianchi ha annunciato un emendamento sulla sospensione immediata dei corsi per guide turistiche, e ha chiesto che la Regione effettui controlli puntuali sulle professioni del settore.

La consigliera Luciana Bartolini (Lega) ha spiegato che “permangono tante criticità: una burocrazia eccessiva che si annida negli ambiti, il fatto che non siano previste professionalità specifiche nei centri benessere e nei villaggi, il fatto che le guide turistiche ricevano un’abilitazione non adeguata, che si dia mano libera a chi fa turismo a nero e con meccanismi fai-da-te”.

Simone Bezzini (Pd) ha sottolineato che il turismo, settore fondamentale in Toscana, ha avuto una funzione anticiclica, e che “con questi provvedimenti si è fatto un passo in avanti, introducendo elementi di semplificazione”. Si è inoltre preso atto di un’evoluzione normativa su fenomeni come quello degli affitti brevi, per cui “sono auspicabili ulteriori interventi e un maggiore potere in mano ai sindaci”. Bezzini ha inoltre annunciato un ordine del giorno che invita la Regione Toscana a prendere una posizione forte, nei confronti del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni, affinché sia definito un quadro unitario in materia di guide turistiche.

Secondo Paolo Marcheschi (FdI) è evidente che, “se si deve intervenire nuovamente su una legge del 2016, questo significa che qualcosa è stato fatto in fretta o in maniera sbagliata”. Il consigliere ha criticato l”’abitudine della Toscana a fare fughe in avanti e a voler essere la prima della classe, atteggiamento che l’ha spesso condannata a essere ridicolizzata”; ha inoltre criticato il fatto che non esista una strategia complessiva, né coordinamento tra i vari soggetti, né compatibilità fra i vari emendamenti.

Il parere di Monica Pecori (Gruppo Misto-Tpt) è che “si tratti di norme con più ombre che luci: se non destano troppe preoccupazioni gli ambiti, suscitano invece perplessità le cabine di regia, così come il fatto che si continui a fare formazione alle guide turistiche in condizioni di non chiarezza”. Per questo la consigliera ha annunciato di aver aderito alla mozione che chiede l’immediata sospensione dei corsi in attesa di un’indicazione normativa unica.

Marco Niccolai (Pd)ha osservato che “le critiche fatte agli ambiti implicano che si preferisca che ogni Comune faccia attività per il turismo in modo distinto e non coordinato. Occorre invece lavorare in maniera organizzata, evitando che ognuno agisca per contro proprio”. Il consigliere ha inoltre ricordato che nel 2016 è stato dato riconoscimento, tramite la legge, al ruolo delle associazioni pro-loco.

Per Serena Spinelli (Art.1-Mdp) “non è negativo il fatto che la Toscana provi a essere prima e d’esempio ad altri con le normative varate”. La consigliera ha sottolineato come “sia necessario e inevitabile tornare sulla questione degli affitti turistici, problema che viene affrontato in tutta Europa perché sta svuotando le città dai suoi abitanti e creando concorrenza sleale”, e ha ribadito che la promozione turistica è da farsi a livello regionale.

Una legge non rivoluzionaria, ma ragionata e migliorativa: questa l’opinione di Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra) secondo il quale “è positivo lo sforzo che la Regione Toscana sta facendo per dare respiro agli imprenditori turistici. Però questo dovrebbe accompagnarsi a un maggiore impegno per rimuovere il nero e garantire condizioni lavorative dignitose nel settore”. Anche secondo Fattori sarebbe opportuno sospendere i corsi per le guide turistiche in attesa di indicazioni univoche, così come, se la promozione deve avvenire a livello regionale, deve restare prerogativa di ogni territorio valorizzare le proprie specificità.

Giacomo Giannarelli (M5S) ha affermato come “in Toscana ci sia bisogno di un turismo strategico, innovativo, sostenibile e digitale, ma come la normativa in discussione non introduca nulla di tutto questo. Anzi, si aggiungono ulteriori elementi di burocratizzazione e manca completamente una visione strategica del settore”. Secondo il consigliere non sono garantiti gli standard qualitativi necessari, perché la Regione è venuta meno al suo compito di coordinamento e di vigilanza sulla qualità dei servizi offerti. Inoltre “occorre puntare maggiormente sulla professionalità delle guide turistiche, fatto di cui può beneficiare l’intero sistema e la percezione, nel resto del mondo, del livello del turismo in Toscana”.

Marco Stella (Fi) ha spiegato che non convince il complesso del sistema turismo così come previsto dalle modifiche al Testo Unico, pur condividendo alcuni articoli della legge. Per il consigliere “l’apertura alle attività di centro benessere è positiva mentre ha espresso apprezzamento con riserva alla possibilità, per gli alberghi, di offrire il servizio di ristorazione anche ai non alloggiati. Se infatti questo può essere un beneficio per le grandi città, nei piccoli centri potrebbe creare concorrenza tra attività”. Nel richiamare il gap infrastrutturale della Toscana, Stella ha ricordato la necessità “di dare il via al Master Plan aeroportuale che prevede la riqualificazione dello scalo di Firenze”.

Qual è il valore del turismo nell’attuale scenario competitivo? Quali le potenzialità di questo settore sempre più importante nell’economia nazionale e toscana?
Sono questi i temi al centro del Convegno Nazionale “Prospettive del Turismo 4.0: pubblico e privato a confronto, proposte per innovare e potenziare le politiche del settore”organizzato da Banca CR Firenze e CNA per giovedì 10 maggio presso la Sala Convegni di Banca CR Firenze a Palazzo Incontri. Un confronto a tutto tondo tra i rappresentanti del mondo istituzionale, finanziario e imprenditoriale per affrontare insieme le tematiche di maggiore rilevanza, attuale e prospettica, di un settore sempre più strategico, con ritmi di crescita in costante accelerazione e dalle grandi ricadute non soltanto sulle imprese del settore ma su tutta l’economia integrata e trasversale da esso impattata. Un settore dalle grandi prospettive di sviluppo a favore del quale Intesa Sanpaolo ha raggiunto, nel gennaio di quest’anno, un importante accordo triennale di collaborazione con il Mibact, un ideale punto di incontro di strategie e linee di azione comuni per le imprese e le filiere del settore in un’ottica di innovazione e valorizzazione delle risorse e competenze. L’apertura dei lavori è affidata a Luca Severini, Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo, a seguire i saluti del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani e del Presidente della CNA Toscana Andrea Di Benedetto. Seguirà il confronto fra i rappresentanti del mondo istituzionale, finanziario e imprenditoriale sul tema “Valore e potenzialità del turismo nell’attuale scenario competitivo” con gli interventi del Presidente CNA Turismo e Commercio Luca Tonini e di Fabrizio Guelpa, responsabile Industry and Banking Research di Intesa Sanpaolo, a cui spetterà la presentazione dello scenario competitivo e delle previsioni future relativamente al turismo 4.0 a livello nazionale, con un focus particolare sulla Toscana.

Per Luca Severini, Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo, “Parlare di turismo significa parlare di un sistema integrato di attività economiche, produttive, culturali, sociali, che l’Italia tutta deve sapere valorizzare per farne un capitale in grado di creare ricchezza e identità…per Banca CR Firenze, e per tutto il Gruppo Intesa Sanpaolo di cui la Banca fa partel’attenzione a sostenere e promuovere lo sviluppo di questo importante settore è sempre stata parte delle sue scelte operative e di presenza attiva su tutto il suo territorio di riferimento. Voglio qui solo riaffermare l’importanza dell’accordo di collaborazione tra noi e il Mibact firmato a gennaio e con il quale pensiamo di poter favorire linee di azione comuni per le imprese e le filiere del settore”

I dati del 2017 evidenziano che il settore del turismo in Italia vale l’11,8% del PIL nazionale, con un impatto sull’occupazione pari al 12,8%. Sono stati 122 milioni i turisti che hanno scelto l’Italia come destinazione, e le previsioni a livello mondiale sono per una domanda turistica in crescita accelerata a un ritmo del 3% medio annuo, con una proiezione, da qui al 2030, fino a oltre 1,8 miliardi di arrivi.

“Il turismo è per l’Italia un asset strategico. – afferma Luca Tonini, Presidente CNA Turismo e Commercio - Genera un valore aggiunto pari a 70,2 miliardi di euro, il 4,2% del prodotto interno lordo, con un milione e 300mila occupati. Con l’indotto raggiunge il 12% del Pil e un’ancor più marcata incidenza sull’occupazione. Eppure rimane uno dei settori economici dal maggiore potenziale di crescita. Il turismo italiano, però, si trova di fronte tante nuove sfide: dai cambiamenti demografici alla digitalizzazione dei canali di distribuzione; dallo sviluppo del consumo collaborativo alla crescente concorrenza delle mete emergenti; dal mutamento di comportamento dei consumatori, e dalle loro nuove richieste, a cominciare dalla esperienzialità, all’esigenza di servizi sempre più elevati qualitativamente e alla necessità di attrarre personale molto qualificato. Una serie di sfide tali che, per vincerle, è indispensabile si coalizzi l’intero sistema Paese”

In Toscana la stagione turistica 2017 è cresciuta del +4% nelle presenze, con un’incidenza dei posti letto di oltre l’11% sul dato nazionale,con alberghi di dimensione media in linea con il dato nazionale. Le attese per il 2018 prevedono un incremento di circa 2 milioni di presenze, trainate dalla componente estera e dal turismo culturale che diventa il primo comparto della regione. “A tal proposito - sostiene Fabrizio Guelpa, responsabile Industry and Banking Research di Intesa Sanpaolo - la Toscana è una delle destinazioni preferite per il turista che viene in Italia alla ricerca di cultura, buon vivere, ricchezze paesaggistiche. Lo dicono i dati, che evidenziano le rosee prospettive di sviluppo per tipologie di turismo quali quello enogastronomico, Luxury travel, Destination wedding, Shopping tourism

A Francesco Tapinassi della Direzione Generale Turismo del MIBACTil compito di parlare de “Il Piano Strategico del turismo”.

Il case history di FOODIES-trip “Per un’esplorazione più agevole delle destinazioni” segnerà il passaggio ad una tavola rotonda in cui sarà affrontato il tema del “L’impatto economico della filiera del turismo per la crescita del territorio”. Moderata dal Direttore del quotidiano La Nazione, Francesco Carrassi, vedrà la partecipazione di Stefano Ciuoffo Assessore al Turismo della Regione Toscana, Anna Paola Concia Assessore al Turismo del Comune di Firenze, Guido De Vecchi Vice Direttore Generale Banca CR Firenze, Marco Ficarra Ceo di Destination Italia, Cristiano Tomei Coordinatore Nazionale CNA Turismo e Commercio,Alessandro Tommasi Airbnb Public Policy Manager Italy.

Le conclusioni saranno a cura del Segretario Generale CNA,Sergio Silvestrini.

Redazione Nove da Firenze