Turismo e Streetfood a Firenze: tra i monumenti con i panini in tasca

I consumatori lo chiamano "degrado da overdose di turismo"


Da domani in Via dei Neri, nel Piazzale degli Uffizi, in Piazza del Grano e in Via della Ninna, fino al 6 Gennaio 2019, fra le ore 12 e le ore 15, e successivamente fra le ore 18 e le ore 22, è vietato consumare alimenti soffermandosi e trattenendosi, anche singolarmente, sui marciapiedi, sulle soglie di negozi e abitazioni e sulle carreggiate. Lo prevede un’ordinanza del sindaco Dario Nardella sulle ‘Misure di prevenzione e tutela della vivibilità e del decoro di via de’ neri e aree limitrofe’. A controllarne l’applicazione sarà la Polizia Municipale.

La violazione dell’ordinanza è punita con il pagamento di una sanzione amministrativa da 150 a 500 euro (il trasgressore è ammesso a pagare in misura ridotta 167 euro entro 60 giorni dalla violazione). Gli esercenti dovranno esporre ben visibile alla propria clientela l’apposita grafica realizzata dal Comune che sintetizza i contenuti dell’ordinanza, in italiano e inglese.

Nell’ordinanza si ricorda che in via dei Neri operano alcune attività di somministrazione di alimenti e bevande con asporto e che con l’inizio della stagione estiva, soprattutto negli orari dei pasti, i clienti “hanno iniziato a fermarsi all’esterno delle stesse ed a consumare gli alimenti, invadendo, in particolare, i marciapiedi nonché le soglie di negozi e abitazioni dando luogo ad una situazione lesiva del decoro e della vivibilità dell’area, anche alla luce del valore di particolare pregio della stessa che è sita all’interno dell’area Unesco”. Nel testo viene anche ricordata la rissa del 20 agosto scorso tra alcuni turisti e un negoziante.

Il testo sottolinea come “è stato ripetutamente richiesto dai cittadini, tramite la centrale operativa, l’intervento della Polizia Municipale al fine di garantire la vivibilità dell’area” e che questi comportamenti “sfuggono ai divieti previsti dall’articolo 15 del Regolamento comunale di Polizia Urbana che vieta di bivaccare, mangiare, bere in forma palesemente indecente o occupando, con sacchetti o apparecchiature, il suolo pubblico”.

“Al fine di garantire il decoro e la vivibilità dell’area di Via dei Neri – prosegue il testo - si rende necessario imporre il divieto di consumare alimenti soffermandosi e trattenendosi, anche singolarmente, sui marciapiedi e sulle soglie di negozi e abitazioni e sulla carreggiata; inoltre al fine di prevenire che il citato fenomeno si sposti in aree adiacenti e, in particolare, nello spazio antistante la Galleria degli Uffizi e Palazzo Vecchio, ovvero il Piazzale degli Uffizi e Piazza del Grano, e in via della Ninna, si rende necessario estendere il divieto, in funzione preventiva, anche alle suddette aree, tutte pedonali”.

Il messaggio del sindaco Dario Nardella "È importante e giusto che tante persone possano vivere e ammirare la nostra città, ma a condizione che la rispettino. Il turismo di qualità è una risorsa da valorizzare. A volte, però, ci troviamo di fronte a turisti che mancano di educazione verso la nostra città, anche attraverso piccoli gesti. E questo non va bene, per nulla. Oggi ho firmato un’ordinanza contro chi mangia e bivacca in strada e sui marciapiedi di Via dei Neri, nel pieno centro di Firenze, patrimonio dell’Unesco. Non è una misura punitiva ma un deterrente concreto. I turisti, se si comportano da noi come farebbero a casa loro, sono e saranno sempre nostri graditi ospiti, soprattutto se vogliono gustarsi le nostre specialità gastronomiche, a partire dalle famose schiacciate. Solo chi ama Firenze merita Firenze".

La strada alle spalle di Palazzo Vecchio è stata rinominata Borg’Unto, "con un pindarico riferimento al cibo non sano che il termine unto richiama" commenta Vincenzo Donvito.

 "L’ordinanza di per sé, a nostro modesto avviso, è da incompetenti e tipica di chi vuole lavarsi la coscienza prendendo provvedimenti che di facciata sembrano risolutivi, ma che nella pratica sono solo più pericolosi della precedente situazione di mancanza di disposizioni. Dove dovrebbero andare a consumare - i turisti che hanno visto, e capito, i cartelli di preannunciate multe salate - i panini e le pizzette che comprano in quelle strade? Secondo l’ordinanza dovrebbero andare al giardino di villa Demidoff di lungarno Serristori o al giardino Martin Lutero di lungarno Torrigiani. Ma dove vivono i nostri amministratori per pensare una cosa del genere?".

Prosegue Donvito "Ve l’immaginate una persona che si compra un panino o una pizzetta, se la mette in tasca (si fa per dire estremizzando…) e poi si sposta in uno di questi luoghi per mangiarselo? E' proprio il contrario del motivo per cui si acquista un cibo del genere mangiato lì per lì e via. Cosa succederà quindi? Qualche multa esemplare con tanto di articoli e interviste sulla stampa locale, sì da mostrare il lato maschio dei nostri tutori dell’ordine e dell’amministrazione comunale, e poi nulla. A meno che al Comune non siano non solo incapaci per aver emesso una simile ordinanza, ma anche pazzi, perché una cosa del genere, vista l’importanza di Firenze nel mondo come meta turistica, come minimo rimbalzerà su tutte le cronache mondiali, considerandoci fra le righe come dei perfetti imbecilli".

Noi siamo convinti che l’amministrazione fiorentina voglia il bene della città, facendo aumentare il turismo, rendendolo più consapevole, più amico della città e dell’ambiente, che vogliamo fornire a questo turismo maggiori incentivi per crescere ma purtroppo, ci stanno solo mostrando di essere incapaci. Di lavorare solo alla costruzione di un alibi di facciata e di aggravare le situazioni già difficili che esistono… quanti, nel nostro caso di Borg’Unto, invece di migrare ai giardini consigliati consumeranno, per esempio, in piazza della Signoria?".

"Sono anni che questi problemi esistono e che vanno affrontati con degli investimenti e non con dei divieti e basta. Ma non accade nulla. Sembra che i soldi da investire non vengano valutati nel classico meccanismo di dare-avere, ma solo come una suppellettile inutile.
Per non esplodere l’amministrazione dovrà adottare l’unico provvedimento possibile: vietare la vendita di cibo da asporto in tutte queste strade oggi soggette all’ordinanza, che un domani non potrà che riguardare come minimo tutto il centro storico. Divieto che è molto probabile che non verrà mai preso, con una sola conseguenza: la moltiplicazione dei problemi attuali.
Crediamo che occorra una mentalità imprenditoriale, semplice ma decisa, per attuare ciò che noi auspichiamo. Pensare, cioé, che l’economia legata al turismo non sia solo una rendita di posizione o con qualche investimento di promozione pubblicitaria. Ma una scelta a tutto tondo, dove il dare-avere sia una conseguenza dei propri investimenti, considerando tutti i momenti di questo processo economico, e non solo quello promozionale" conclude Vincenzo Donvito, presidente Aduc.

Redazione Nove da Firenze