Tpl e coronavirus: la Toscana condivide l'ordinanza del ministero

Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti alla Regione: “Si apra una discussione su come si riparte a settembre”


Firenze, 3-8-2020- La Toscana condivide le indicazioni riguardo alle misure per il contenimento della diffusione del Covid-19 a bordo dei mezzi pubblici di trasporto date dal Ministro della salute, cui riconosce il merito di aver, anche in questo caso, lanciato un segnale forte di precauzione, con misure preventive a tutela di quel bene primario che è la salute. La Regione, seguendo le indicazioni della propria avvocatura, riconosce come già operativa l’ordinanza del Ministro. La revisione dell'ordinanza regionale che regola le norme di comportamento a bordo dei mezzi pubblici - emanata a metà luglio sulla base del precedente decreto ministeriale - seguirà la riunione del Comitato tecnico scientifico nazionale, prevista per giovedì prossimo, e il successivo nuovo Dpcm. L'ordinanza regionale toscana, pur autorizzando l'uso di tutti i posti a sedere, prevedeva misure precauzionali aggiuntive come l'obbligo dell'uso della mascherina a bordo dei mezzi, la presenza di dispenser per la sanificazione delle mani, la sanificazione periodica dei mezzi e dei vagoni, l'occupazione dei soli posti a sedere (no persone in piedi).

Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti Toscana proprio hanno scritto alla Regione Toscana (e per conoscenza alle aziende toscane di trasporto pubblico) per “chiedere un chiarimento in merito alla questione distanziamento sociale sui mezzi di trasporto collettivi”.

“In questi mesi difficili, infatti, il settore del trasporto delle persone non si è mai fermato e noi abbiamo messo in campo tutte le iniziative utili a tutelare i lavoratori che lo hanno permesso. Questo settore ha anche subito ricadute gravissime sia in termini di numero di viaggiatori che di incassi da traffico, che potrebbero solo peggiorare a causa di una incertezza rispetto alle condizioni con le quali si viaggia in Toscana. A nostro avviso bisogna incentivare le persone ad utilizzare mezzi pubblici che ancora oggi vengono utilizzati in maniera molto ridotta rispetto agli stessi mesi degli anni scorsi , ma lo strumento non può essere un quadro normativo frammentato, contraddittorio o addirittura incerto”. “Pertanto - conclude la missiva -, chiediamo chiarezza in merito all'accesso a mezzi di trasporto tutti che circolano all'interno della nostra regione e chiediamo di aprire una discussione che metta al centro la ripartenza alquanto incerta che ci attende dal mese di settembre, discussione che tenga insieme risorse, riprogrammazione, riapertura delle scuole, traffico pendolari avendo cura di partire sempre dalla sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri. Certi che il nostro allarme non cadrà inascoltato, rimaniamo in attesa di un vostro riscontro”.

Redazione Nove da Firenze