Tramvia, Tram e Taxi a Firenze: tra licenze e tariffe, utenti bloccati

Aumentare le licenze? Meglio adeguare le tariffe come farà Ataf. Nel mezzo i passeggeri


Da Palazzo Vecchio giungono notizie in merito ad un aumento delle licenze taxi in città. La categoria risponde accusando il Comune di mancata organizzazione durante Pitti e punta il dito sull'intenzione di voler scaricare le responsabilità.

A cosa servono più macchine se poi restano tutte bloccate nel traffico? Si domandano gli interessati. Lo stesso potrebbe dirsi per i mezzi di Ataf ed abbiamo visto come i ritardi comportino il passaggio di vetture vuote.
Ataf aumenta il biglietto? Allora i tassisti vogliono adeguare le tariffe ferme da 8 anni.

C'era una volta il servizio pubblico nella città del "Lasciate l'auto a casa". Sia gli autisti di Ataf che dei Taxi lamentano un blocco totale della circolazione, i passeggeri costretti ad attese snervanti ed a lunghi tragitti, che comportano notevoli costi, si ritrovano a subire i disservizi e l'aumento delle tariffe.
Quanto potrà durare?

"L’assessore Bettarini dice che lo sforzo della modernità vale per tutti e che dei disagi dobbiamo farci carico tutti, ma evidentemente questo non vale né per lui, né per il Comune di Firenze che, anche questa volta, scaricano le proprie responsabilità e non trovano di meglio che attaccare i tassisti fiorentini, che invece stanno svolgendo un lavoro egregio e di grandissimo sacrificio all’interno di una città bloccata e stritolata da cantieri che interrompono proprio le nostre principali direttrici di servizio così Marzio De Vita, vicepresidente di Confartigianato Taxi, sulle ultime dichiarazioni rilasciate dall’assessore.

“Si potrebbero mettere in strada anche tutti i 14.000 taxi di New York: sarebbero 14.000 macchine in più bloccate nel traffico. Approcciare così il problema è assolutamente inaccettabile e poco rispettoso verso la nostra categoria. Bettarini si lamenta del servizio durante Pitti, ma ommette di dire che l’amministrazione non ha trovato di meglio che attivare nuovi cantieri della tramvia proprio all’apertura della manifestazione. Per non parlare della Stazione di Santa Maria Novella in cui, nello stesso periodo, sempre causa cantieri, è stato trasferito il principale stallo taxi, disorientando tutti i passeggeri e costringendoli ad attendere le vetture sotto il sole. Come sempre, anche in questa occasione, siamo stati noi, i tassisti fiorentini, ad informare ed aiutare l’utenza indirizzandola verso il nuovo stallo e ottimizzando il servizio” continua De Vita.

Piuttosto che aumentare il numero delle licenze, Palazzo Vecchio pensi alla trattativa sull’adeguamento delle tariffe (e non l'aumento, come ama definirlo). Si tratta di tariffe che, responsabilmente, abbiamo mantenuto inalterate per 8 anni, consci della crisi in atto. Così non è stato per i costi che noi sosteniamo (per esempio quelli assicurativi, di riparazione e revisione auto, nonché l'aumento delle varie tassazioni sia nazionali che locali) che hanno continuato a crescere. La cosa appare ancora di più paradossale visto il paventato rialzo delle tariffe Ataf. Più 25% per il biglietto via sms (che è utilizzatissimo) ed in dirittura d'arrivo anche l'aumento di quello cartaceo ed abbonamenti. Non è forse anche il nostro un servizio per la mobilità pubblica?" prosegue De Vita.

“Bettarini continua a parlare di tariffe predeterminate. Ok, ma solo quando la rete viaria della città lo permetterà. Sarebbe sciocco approvare tariffe fisse in una città in cui il tempo di percorrenza è costantemente un'incognita causa lavori della tramvia. Per le cosiddette utenze "deboli", come anziani e disabili, l'ok a soluzioni tariffarie agevolate è incondizionato” conclude De Vita.

Per evitare la guerra delle tariffe e restare fuori dalle divergenze intestine delle categorie trasportistiche, spesso ai ferri corti con l'Amministrazione, i cittadini armati di pazienza e sani propositi hanno guardato alle due ruote come ad una zattera di salvataggio. Problema. I ciclisti fiorentini si sentono abbandonati.

"Firenze si attraversa a piedi in 15 minuti"
diceva Matteo Renzi e forse non era una mera osservazione urbanistica, ma un consiglio.

Antonio Patruno