Tramvia: cantieri tra nuova viabilità, proteste e negozi in crisi

​Il futuro corre sui binari, ma a quale prezzo?

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
24 Ottobre 2026 18:55
Tramvia: cantieri tra nuova viabilità, proteste e negozi in crisi

La grande trasformazione infrastrutturale di Firenze, guidata dall'espansione della rete tranviaria, sta ridefinendo gli equilibri e la fisionomia dello spazio pubblico cittadino. Se lo sviluppo di una mobilità elettrica e su sede propria rappresenta una tessera fondamentale per il futuro della mobilità urbana, le cantierizzazioni massive portano con sé una complessa scia di criticità quotidiane per chi a Firenze vive, lavora e gestisce un'attività commerciale.

Qual è, dunque, il reale prezzo della modernizzazione a Firenze? Tra comitati civici in prima linea per la salvaguardia degli alberi storici, il grido d'allarme dei commercianti di vicinato e una mappa della viabilità riscritta tra deviazioni e cantieri, la convivenza con i nuovi tracciati impone un'analisi rigorosa sul punto di equilibrio tra transizione ecologica, tenuta economica e partecipazione cittadina.

Attorno al tracciato del braccio 3.2.2 (Libertà-Rovezzano) si è consolidata una decisa mobilitazione civile coordinata dall'associazione Italia Nostra Firenze. Non si tratta di una semplice opposizione preconcetta, ma di un lavoro istruttorio strutturato, basato su studi scientifici, documenti tecnici e alternative progettuali volti a tutelare il patrimonio arboreo cittadino e la salute pubblica.

Approfondimenti

La sequenza degli eventi evidenzia una tensione crescente tra cittadinanza e organi decisionali:

  • L'istanza di luglio: In piena emergenza climatica, l'associazione ha formalmente richiesto al Comune un provvedimento di divieto di abbattimento e sostituzione degli alberi sull'intero territorio comunale, unito a una moratoria sui cantieri lungo i viali interessati dalla linea 3.2.2 per consentire una revisione del progetto.
  • Il nodo procedurale e la VIA: A fronte del rigetto dell'istanza (giunto con oltre un mese di ritardo), Italia Nostra ha presentato una richiesta di accesso agli atti focalizzata sull'istruttoria della Valutazione di Impatto Ambientale.

    Il progetto risulta infatti escluso dalla procedura di VIA fin dal 2009 (Determinazione Dirigenziale n. 9657), un'esclusione formalmente riconfermata nel 2025 (Deliberazione di Giunta n. 357).

  • La risposta popolare: In appena due settimane di mobilitazione nel Quartiere 2, avviata a ridosso della manifestazione del 9 ottobre, l'associazione ha raccolto circa 900 firme. Ben 568 sono risultate perfettamente valide ai sensi dell'art. 91 dello Statuto e dell'art. 90 del Regolamento del Consiglio Comunale — superando di oltre il doppio il quorum richiesto dall'amministrazione.

I 96 fogli numerati contenenti le sottoscrizioni sono stati depositati il 23 ottobre 2026 presso l'Archivio Generale del Comune di Firenze. L'obiettivo dichiarato non è unicamente bloccare le motoseghe, ma percorrere ogni strada istituzionale per ottenere un confronto diretto e formale con la Sindaca, sollecitando un dibattito pubblico trasparente con i residenti e i lavoratori del Quartiere 2. Il lavoro dei comitati dimostra come la sostenibilità non possa essere calata dall'alto, ma debba fondarsi su un dialogo partecipato capace di proteggere i beni ambientali già esistenti.

Accanto alla questione ambientale, emerge con forza la vulnerabilità del tessuto commerciale di vicinato di fronte ai cantieri di lunga durata. La questione è arrivata al centro del dibattito politico in Consiglio comunale grazie a un question time presentato da Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, focalizzato sui disagi patiti dagli esercenti e sulle garanzie necessarie in vista delle future cantierizzazioni della linea 3.2.2 Campo di Marte–Rovezzano.

Nel corso della risposta in aula, l'assessore allo sviluppo economico Jacopo Vicini ha tracciato il quadro degli strumenti ad oggi operativi e già predisposti dall'Amministrazione:

  • Uno stanziamento complessivo superiore a 1 milione di euro destinato a garantire abbattimenti TARI fino al 50%.
  • Misure di agevolazione sul canone per l'occupazione del suolo pubblico.
  • Contributi specifici a sostegno dei Centri Commerciali Naturali.
  • L'apertura di un tavolo tecnico con la Camera di Commercio per valutare indennizzi diretti sul calo del fatturato.

Tuttavia, il quadro strutturale del settore resta complesso: negli ultimi anni il capoluogo ha registrato la chiusura definitiva di 983 negozi di vicinato, mentre nel solo 2025 l'intera provincia di Firenze ha conteggiato 5.011 cessazioni d'impresa a fronte di 5.585 nuove iscrizioni. Sebbene la crisi sia alimentata anche dal caro affitti e dalla concorrenza delle vendite online, le recinzioni dei cantieri rischiano di rappresentare il colpo di grazia per molte attività.

Per questo motivo, la mozione n. 00823/2025 (proposta da Masi e già approvata sia dalla Commissione 1 che dalla Commissione 6) chiede una svolta più incisiva attraverso tre direttrici:

  1. Azzeramento totale (100%) del canone per l'occupazione del suolo pubblico lungo le aree di cantiere.
  2. Abbattimento TARI dall'80% fino al 100% per le attività artigianali e commerciali che si affacciano direttamente sui lavori.
  3. Erogazione di indennizzi e ristori preventivi, strutturati prima dell'apertura dei cantieri, per evitare che gli operatori arrivino al collasso finanziario.

Come sottolineato dallo stesso Masi, la difesa del commercio locale travalica il mero dato economico: «quando chiude un negozio non perdiamo soltanto un'attività economica, ma anche un pezzo della vita dei nostri quartieri».

Parallelamente al dibattito politico e ambientale, l'avanzamento dei lavori per la linea diretta a Bagno a Ripoli impone modifiche concrete alla viabilità urbana. A partire dalle ore 21 di lunedì 26 ottobre sono scattati nuovi assetti di cantiere in diversi snodi strategici della città:

  • Viale Europa:
    • Tra piazza Nencini e via Olanda il cantiere si sposta e si attesta al centro della carreggiata.
    • Viene garantita la riapertura di una corsia di marcia per ciascun senso di circolazione.
  • Lungarno Pecori Giraldi:
    • Chiusura: Viene totalmente interdetta la corsia in direzione viale Amendola (sul lato adiacente alla Caserma Baldissera) per consentire il completamento delle lavorazioni.
    • Svolte e direttrici: Il collegamento verso viale Amendola viene recuperato consentendo la svolta a sinistra al semaforo all'incrocio con il Ponte San Niccolò.

      La corsia centrale resta riservata ai veicoli diretti verso lungarno del Tempio, mentre la corsia lato fiume canalizza il traffico in svolta sul Ponte San Niccolò.

  • Piazza Beccaria e isolato circostante:
    • Lato Centro: Completate le lavorazioni, scatta il divieto di transito nel tratto compreso tra viale Gramsci e Borgo La Croce; via Manzoni diventa di conseguenza una strada senza sfondo.
    • Lato viale Amendola: Viene riaperta la corsia di accesso da viale Amendola in direzione di via Scialoja, realizzata sulla nuova pavimentazione completata, con la contestuale eliminazione della corsia provvisoria che collegava viale Gramsci a via Scialoja.
    • Rimodulazione del Trasporto Pubblico (At): Il capolinea dei bussini viene trasferito in via Leopardi (con contestuale istituzione di divieti di sosta).

      L'itinerario alternativo per la circolazione diretta in via Leopardi è così articolato:

      • Viale Giovine Italia
      • Via dell'Agnolo
      • Via Santa Verdiana
      • Via della Mattonaia
      • Via Niccolini
      • Via Leopardi

L'estensione della rete tranviaria mette a nudo la complessità del governo urbano in una città dalla forte identità storica e sociale come Firenze. La mobilitazione del Quartiere 2 a tutela del verde, le rivendicazioni di commercianti ed esercenti per non soccombere ai cantieri e la continua riorganizzazione del traffico stradale dimostrano che la transizione verso la mobilità sostenibile non può essere valutata esclusivamente in termini di chilometri di binari posati.

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