Toscani in Europa: specializzarsi in nuove attività, o cambiare vita

Non è solo il lavoro a spingere verso il cambiamento, non tutti pensano di restare e ci sono anche esperienze negative


Prosegue il nostro viaggio in Europa assieme a quei toscani che hanno vissuto e vivono esperienze professionali all'estero, al fine di raccontare attraverso i loro occhi e le loro avventure quelle opportunità che fanno guardare alla fuga dall'Italia come una opzione percorribile. Non tutte sono scelte necessariamente lavorative e non tutte si concludono con un lieto fine.

Roberto è un amico di Nove da Firenze, ha visto crescere il nostro Quotidiano fin dal 1997, è un dipendente pubblico, ha 50 anni e vive nel Chianti fiorentino "Ho iniziato da ragazzo, dopo la laurea in Giurisprudenza, ad affrontare le prime prove a concorso per passare in Regione Toscana e poi al Comune di Firenze impegnato nel settore del sociale. Attraverso un concorso bandito dal Ministero dell'Interno ha assunto la qualifica di Segretario Comunale svolta presso alcuni comuni del territorio toscano come il Valdarno, il Casentino e la Garfagnana".


Nel 2013 la svolta "Negli enti locali si inizia a parlare di riorganizzazione e la figura professionale del Segretario viene messa in discussione".
Un ruolo determinante "In Italia la gestione di un ente pubblico richiede grande responsabilità davanti a decisioni che spesso risultano essere segnate dall'incertezza data soprattutto dalla scarsità delle risorse. Una sfida quotidiana che sottopone ad un enorme stress".

Come matura la scelta di trasferirsi? "Davanti alla prospettiva di vedere il mio profilo professionale in via di estinzione e confrontandomi con alcuni colleghi che già avevano vissuto esperienze all'estero colloquio di selezione e mi sono ritrovato distaccato a Bruxelles grazie alle mie competenze acquisite nella gestione del personale, contrattualistica e lavoro. Dal 2015 sono all'ufficio legale presso la Direzione Risorse Umane della Commissione Europea".


Come si trova? "Bene, anche se la lingua all'inizio mi ha dato alcuni problemi avendo a che fare con un ambiente di lavoro che parla francese dove però si lavora in inglese. Oggi studio e sono iscritto ad un Istituto francese attraverso il quale partecipo ad incontri volti a migliorare la conoscenza della lingua e della cultura locale. La vivo come una esperienza di crescita: l'obiettivo è tra due o tre anni rientrare in Italia 'specializzato' così da potermi rimettere in discussione nel settore statale. Restare qui comporterebbe affrontare nuovi Concorsi ed a 50 anni credo di avere già dato. Diversi colleghi distaccati come me hanno deciso di restare: chi con altri incarichi presso le istituzioni Europee, chi addirittura avviando altre attività, nel settore della consulenza o del del turismo".


Lo stile di vita? "La città è cara. Ho trovato però un appartamento di grandi dimensioni che costa di affitto meno di una metratura equivalente a Firenze, 1000 Euro al mese per 100 metri quadrati. Purtroppo la famiglia ha scelto di non seguirmi, perché le spese scolastiche per mia figlia qui sarebbero state agevolate"


Alessandro e Daniela sono due commercianti toscani che hanno scoperto Tenerife grazie ad alcuni amici ed oggi, dopo alcuni anni di sola vacanza, sono pronti a trasferirsi definitivamente. "Non c'è solo il clima favorevole. Ci sono anche numerose possibilità per aprire un'attività. Molti italiani si sono dati alla ristorazione, altri al mercato ambulante".

Il mercato giornaliero produce un reddito invidiabile? "In maniera impressionante. Qui la tassazione sul dichiarato era, fino a gennaio, del 5%. Da gennaio è salita al 7%. Non esistono registri di cassa, c'è l'autodichiarazione. Dalle 7 del mattino tra i banchi ci sono già migliaia di persone che non guardano.. comprano!".

I servizi? "Trasporti e Sanità sono all'altezza dell'Italia. Gli autobus ci sono ogni 15 minuti ed alcuni sono gratuiti".

Lo stile di vita è competitivo? "Abbiamo trovato sistemazioni in appartamenti con piscina condivisa a 500 Euro al mese comprese tutte le utenze. Il gas si consuma poco perché qui non esiste riscaldamento.. con 25 gradi tutto l'anno. Tutto è aperto 24 ore su 24. Vi raccontiamo una curiosità: alcuni italiani trascorrono a Tenerife l'inverno perché con i soldi che spenderebbero di riscaldamento in Toscana ci fanno 4 mesi ed avanzano pure".

Qualche prezzo? "Al ristorante non spendi più di 15 Euro a testa. La Benzina costa 80 centesimi al litro ed il Gasolio 60, al martedì e venerdì c'è uno sconto ulteriore di 10 centesimi. Il pesce fresco arriva la mattina e viene venduto a 3 Euro al Kg.. una scatola di tonno da 1 Kg costa 4 Euro".

Ci sono molti italiani? "La comunità è numerosa. All'ultima riunione organizzata dalla Uil, il sindacato che è qui presente da anni, c'erano 900 persone. Durante gli incontri alcuni esperti spiegano come muoversi in ambito burocratico e come ricevere la pensione ad esempio. Se si decide di trasferire i propri soldi nelle Banca locale l'Istituto di credito riconosce 150 Euro su 1000 depositati perché incentiva al deposito".

Invitereste i connazionali a seguirvi? "Di italiani ce ne sono già molti, esiste anche un giornale in italiano, è un mensile molto letto, nel quale troviamo tutte le informazioni necessarie. Sono circa 35mila gli arrivi ogni giorno tanto che ci sono giorni in cui finiscono i mezzi a noleggio e la situazione diventa complicata, il tutto esaurito è caratterizzato da arrivi ai due aeroporti soprattutto dal nord Europa".

Sandra è una insegnante che ha seguito il marito in una avventura che si è rivelata traumatica. Nel 2008 l'attività di ristorazione avviata nel centro storico di Firenze risulta stritolata dalla tassazione "All'ennesimo controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate mio marito ha addirittura consegnato le chiavi ai funzionari... In pratica per calcolare il ricavo ipotetico dell'attività valutavano la grandezza del forno ed il numero dei coperti come se il forno fosse sempre pieno ed i coperti uno per cliente pagante. Da qui la decisione di vendere, ma ci siamo trovati in difficoltà con i sindacati poiché nell'atto di cessione non era stato previsto il passaggio del personale al nuovo gestore".

Degli amici consigliano di investire a Formentera. "Siamo stati a novembre del 2008 restandone affascinati. Nel gennaio 2009 eravamo pronti per partire con la nuova attività di cucina veloce con alcune specialità importate da Firenze, ma i clienti non c'erano. Abbiamo scoperto che i clienti venivano intercettati online attraverso varie promozioni: ad esempio il locale accanto al nostro era pieno perché regalava t-shirt e noi no, eravamo vuoti e sconsolati".

Avete investito nella promozione? "No. Abbiamo invece scoperto un mondo che non ci aspettavamo in cui il traffico di stupefacenti condizionava molto lo stile di vita e davanti ad alcuni ragazzi in evidente difficoltà a causa dell'assunzione di alcool e droga ci siamo interrogati sul da farsi. I nostri giovani ed intraprendenti soci ci hanno abbandonati e neppure l'aiuto di mia figlia arrivata da Firenze è servito a risollevarci. In meno di un anno abbiamo chiuso".

Suo marito ci ha riprovato? "Ha fatto solo il consulente per alcuni amici, due professionisti fiorentini stanchi del loro lavoro che si sono uniti, si sono trasferiti ad Ibiza ed hanno aperto una attività nell'entroterra dell'isola. Ha però litigato presto con il cuoco napoletano che, nonostante si fosse fatto trasportare un forno intero da Napoli, secondo mio marito sbagliava l'impasto e per questo le pizze tornavano indietro".

Cosa le resta di questa esperienza? "Devo dire che ho scoperto quanto sia facile aprire un'attività all'estero. Basta una settimana per ottenere tutte le utenze ed i permessi necessari. Apri senza problemi. Nel nostro caso purtroppo abbiamo anche chiuso quasi subito".

Antonio Lenoci