Toscana2020: quanti candidati si presentano a sinistra?

Il divisionismo dei progressisti tra lotte fratricide e liste civetta. Ritorna anche Di Pietro e si rivede la falce e martello del Partito comunista italiano


FOTOGRAFIE — FIRENZE- In occasione delle consultazioni elettorali 2020 per il rinnovo dei consiglio regionale, rinviate dalla scorsa primavera al 20 e 21 settembre a causa dell'emergenza Covid 19, la sinistra toscana ha presentato le sue liste. Anche stavolta numerosissime, tanto da rendere impegnativo il compito dell’elettore nell’individuare il simbolo desiderato nella paginata della scheda. Ha fatto notizia su diversi organi di stampa il fatto che a contendersi le poltrone di consiglieri regionali sia un così alto numero di candidati, puntando il dito contro quelle che individuano come "liste civetta".

A destra del Partito Democratico, la nuova forza di Matteo Renzi sarà presente con la propria lista in tutti i collegialle elezioni regionali del 20-21 settembre. E ci sarà anche Più Europa con il proprio simbolo e propri candidati in alleanza con Italia Viva. Si tratta di un'intesa elettorale ma in un quadro più ampio – la stessa cosa sta accadendo in diverse altre Regioni al voto -: creare un polo liberaldemocratico assieme ad altri soggetti che già si collocano in quest'area e che potrebbero farne parte in un prossimo futuro. Un fronte centrale della vita politica italiana che sappia parlare anche ad un un elettorato privo di riferimenti, portato all'astensione o a votare, senza convinzione, per il "male minore".

Si rivede anche Italia dei Valori, che partecipa alla lista Orgoglio Toscana tramite la candidatura del coordinatore regionale Paolo Fidanzi, nella circoscrizione di Pisa, e tramite la candidatura della coordinatrice regionale delle donne Silvia Guidi, nelle circoscrizioni di Pisa e Lucca.

Queste liste sosterranno il candidato presidente Giani, proposto dal Partito democratico, all'interno del quale nelle settimane scorse si sono scatenate battaglie e divisioni interne per la formazione delle liste, tanto da indurre l'assessore uscente Marco Remaschi a rinunciare alla competizione per le regionali: "Mi sono messo a disposizione del Partito Democratico come candidato dell’area Zingaretti. Mi è stato impedito, dagli stessi membri del PD: i motivi? Solo personali e probabilmente, come qualcuno dice, tutti dettati da una profonda debolezza. Impedire a una persona di candidarsi, impedire a un’area politica di esprimere un proprio legittimo rappresentante, per un partito che si definisce democratico anche nel nome, credo sia una scelta, una strada difficile da spiegare agli elettori, ai cittadini, alla gente comune - tanta - che ho personalmente incontrato in tutti questi anni. Inutile dire che per me è stata una delusione totale: non solo politica, ma soprattutto umana. Vedere le persone con cui ho fatto un pezzo - in alcuni casi anche lungo - di strada insieme, vedere le persone per le quali ho fatto tanto in questi anni, vedere rappresentanti istituzionali e di partito, compagni di lotte e di battaglie, giocare con i nomi, con i posti, barattare posizioni come se stessero giocando una partita a Risiko e riconoscere in tutte queste persone una comunità d’intenti nel voler fare a meno di me, mi ha fatto capire che il mio Partito non mi vuole più. E, in un partito che non mi vuole, credo sia poco utile per tutti continuare a stare. Questa non è più casa mia: con la stessa umiltà con cui mi sono iscritto anni fa, aderendo fin dall’inizio al progetto del Partito Democratico, restituisco la tessera, orgoglioso di quanto fatto fino a oggi, orgoglioso di quello che ho portato in questa casa comune, da militante, da consigliere regionale, da assessore regionale, che mai avrei pensato potesse diventare la casa del padrone che comanda, decide e ordina tutto e per tutti”.

A sinistra del PD c’è invece Tommaso Fattori, candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra e Sinistra Italiana, che lancia un appello all’elettorato di destra, a partire da quello di Forza Italia, affinché sostenga Eugenio Giani con un voto disgiunto alle elezioni regionali del 20-21 settembre prossimo. “Ha fatto persino i manifesti in blu, senza il simbolo del PD, per aiutarvi meglio nella scelta. Votate Eugenio Giani presidente e poi mettete una x su Forza Italia. In attesa dell’ultimo cambio di nome: Forza Italia Viva”, ha detto Fattori, secondo il quale “ogni serio analista sa bene che la Toscana non è contendibile da Susanna Ceccardi anche perché Giani, proprio come Nardella e Biffoni, intercetterà una valanga di voti di destra. E lo farà perché ha assorbito, nella sua trentennale carriera politica, molte istanze della destra stessa. A una parte consistente di quel mondo, Giani dà comprensibilmente più garanzie della Ceccardi”.

“Il candidato alla presidenza Tommaso Fattori dichiara che l'obiettivo della sua lista è portare Giani al ballottaggio -ribatte Serena Spinelli, candidata a consigliera regionale per Sinistra Civica Ecologista nei collegi di Firenze 1 e Firenze 2- Certamente anche in politica sognare non è proibito ma lo inviterei a prendere atto del quadro reale della situazione. Le regole sono chiare: al ballottaggio si va se nessun candidato supera il 40%, e lo scenario che si prospetta è che entrambe le coalizioni superino questa soglia. Di fatto, già al primo turno, siamo di fronte a un ballottaggio e occorre quindi scegliere subito da che parte stare”. Sinistra Civica Ecologista è presente con le sue liste in tutta la Toscana. Ha deciso di far parte della coalizione di centrosinistra e si propone come elemento di innovazione e di cambiamento, come asse di sinistra ed ecologista della coalizione.

Ma attenti: sullo stesso lato della scheda elettorale delle prossime regionali ci sono anche i candidati di Europa Verde, che hanno assunto posizioni critiche contro la parte più sviluppista (e dunque distruttiva, energivora e consumatrice di suolo) del Centrosinistra cui, pure aderiscono. E senza dimenticare che c'è anche la lista SVOLTA! a sostegno di Eugenio Giani Presidente.

Il Partito Comunista Toscana è invece presente in tutte le circoscrizioni e presenta un proprio candidato presidente (un lavoratore cooperativa precario) alle prossime elezioni regionali del 20 e 21 Settembre 2020. In Toscana sono state consegnate oltre 4.000 firme superando il numero minimo richiesto, garantendosi la presenza sulla scheda elettorale, come ormai accade dalle politiche del 2018, le europee del 2019 e tante elezioni amministrative in città importanti come: Firenze, Pisa, Massa e Arezzo. Ad Arezzo il Partito Comunista sarà inoltre presente con il simbolo della falce e martello e con il proprio candidato sindaco.

Nicola Novelli