Toscana, la foto di Enrico Rossi e lo sfogo del web

La foto di Enrico Rossi produce uno "sfogo violento e irrazionale"


"Vi presento i mie vicini - scrive su Facebook Enrico Rossi a corredo della fotografia (a lato) - Siamo sul marciapiede davanti alle nostre case. Da sinistra Cassandra, Andra, Verdiata e Francesco con in braccio la piccola Narcisa. Accanto a me a sinistra Robert, il papà di Narcisa, e Dragos a destra, suo cugino. Papina, Papusa in ginocchio e Nadia in piedi, la mamma di Narcisa. L'ultima a destra è Dana, la moglie di Dano che ride dietro l'obiettivo e scatta questa bella foto di domenica pomeriggio a Firenze"
Si tratta di una immagine che ricorda le vecchie foto di famiglia o di fabbrica, ma che scatena immediate reazioni da parte dei toscani, non tutte negative, c'è chi difende l'integrazione, ma il tono degli interventi crea botta e risposta al vetriolo tra gli stessi commentatori.

Oltre 1500 i 'like' al commento di Riccardo: "Caro Presidente, loro non pagano il suo stipendio né quello della giunta. E soprattutto non pagano la nostra sanità e i nostri servizi di welfare pur essendone i principali fruitori. Vada a farsi fotografare con quelli a cui gli zingari hanno svaligiato la casa o quelli a cui non è stata concessa una casa popolare o un posto per il figlio all'asilo perché scippato da una famiglia rom. Non abbiamo debiti nei loro confronti, loro sì nei nostri".

Tra chi sostiene Enrico Rossi c'è il consigliere regionale Mauro Romanelli (Sel) che si complimenta: "Ti chiamo Enrico - scrive - e non presidente" sottolineando l'umanità dello scatto. 
Stefano Mugnai (FI): "Ricandidatura, cosa non si fa per te..? Dopo le dichiarazioni ubique a favor di telecamere e taccuini, gli annunci in contropiede, le sconfessioni di sé medesimo, le censure al proprio quindicennale operato tra assetti sanitari e premi ai dirigenti, lo smistamento colpe e responsabilità a mo’ di coriandoli, ecco per Enrico Rossi giunto il momento del selfie presidenziale con vicini di casa rom". Il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai commenta la foto: "Ultimamente il governatore annuncia la qualunque comprese azioni che procedono in senso inverso rispetto al suo operato per dieci anni da assessore alla sanità e per cinque da presidente della Regione. Così ha annunciato un piano di riduzione delle aziende sanitarie da far impallidire la sua maggioranza, ha predicato la dismissione delle quote regionali dalle partecipate cui la Regione era finora rimasta avvinta come l’edera, ha esternato sulla inutilità della difesa dell’articolo 18, roba insomma che avrebbe lasciato senza argomenti il più liberista tra i liberisti, continuando però a definirsi comunista democratico. Non pago, si è prodotto in sfuriate plurime e reiterate contro capri espiatori cui ha attribuito colpe ora di quello ora di quell’altro dal crac della Asl 1 di Massa, agli scandali in sanità, alle alluvioni, come se in questi anni lui fosse stato dall’altra parte del mondo, ma al contempo si è impettito nel proclamare che se per la Asl 1 verrà rinviato a giudizio pace, si ricandiderà ugualmente… e ora ecco il selfie a sorpresa. Dopo aver appreso che la componente della sinistra interna del suo partito, quella che oggi si definisce area civatiana e che era la sua area politica almeno fino al momento in cui Rossi si è messo a rincorrere Renzi per ottenerne la ricandidatura, ha presentato una candidatura alternativa alla sua, evidentemente Rossi deve aver ripensato a quel film di Nanni Moretti, “Aprile”, ed alla scena in cui l’autore-attore implora D’Alema attraverso lo schermo di una tv di dire qualcosa di sinistra. Ed ecco arrivare, puntuale, il selfie con i vicini rom. Bene! Ovviamente ognuno è libero di farsi selfie con chi preferisce, ci mancherebbe altro, ma la domanda, l’unica, è: cosa ancora Rossi è disposto a fare, pur di farsi ricandidare?"

“La furia del pregiudizio e la gabbia della paura ci lasceranno solo più tristi, arrabbiati e abbrutiti” così Gianluca Mengozzi, presidente di Arci Toscana, commenta, condannandolo, il vortice di reazioni: “Purtroppo – prosegue Mengozzi – registriamo un pericoloso innalzamento dei livelli di intolleranza, che sempre più spesso è strumentalmente alimentato da forze politiche che non nascondono la loro matrice xenofoba”. “Rimaniamo convinti che anche in questa delicata fase di difficoltà economica di tante e di tanti non si possano giustificare odio o semplificazioni di natura lombrosiana, perchè – conclude il presidente di Arci Toscana – a perdere sarà sempre la convivenza civile”.

Al Presidente Rossi va tutta la nostra solidarietà e ci uniamo alla sua richiesta rivolta a Facebook Italia affinchè aderisca pienamente a No Hate Speech Movement (http://www.nohatespeechmovement.org), iniziativa del Parlamento europeo diretta a contrastare il linguaggio intollerante sul web.


La reazione del presidente Rossi su Facebook è quella di distendere gli animi, interviene per rispondere e placare le critiche, ma la discussione che ne scaturisce e che il governatore commenta come "sfogo violento e irrazionale" rappresenta ben presto un'altra foto, quella del web con le riflessioni della popolazione.

"Caro presidente - commenta Ilaria - sicuramente lei sapeva che con questa foto avrebbe scatenato un putiferio, quindi immagino che lei ha voluto provocare il popolo del web... Altrimenti non avrebbe senso il suo messaggio. Cosa vorrebbe far capire? Che lei è una persona civile, tollerante e non razzista? Io allora domani mi faccio fotografare con quel delinquente che un paio di settimane fa ha mandato in ospedale una ragazza di 20 anni prendendola a calci nella pancia , ubriaco e forse drogato, e magari visto che lei è in confidenza con il popolo Rom senta se hanno conoscenze a Prato e magari aiutatemi a ritrovare tutto quello che mi hanno rubato in 7 o 8 volte (ho perso il conto ) di intrusioni in casa MIA"

Chiara: "Caro Sig. Presidente, sono una guida turistica di Firenze e sono a dir poco OFFESA dalla foto che vedo qui pubblicata. Tutti i giorni quelli che lei definisce i suoi vicini chiedono soldi ai turisti in modo aggressivo offendendo e spintonando chi non glieli lascia. Più di una volta sono stata aggredita verbalmente e fisicamente da loro (spinte e calci) in seguito alla richiesta di allontanarsi dal gruppo perché nessuno voleva dare loro soldi. Rifiutano qualsiasi tipo di lavoro gli venga loro offerto, vendono ombrelli e impermeabili per strada in modo ASSOLUTAMENTE ILLEGALE, e mi fermo qui perché la lista sarebbe interminabile..... Mi preme ricordarle che il 58% di quello che guadagno va in tasse grazie alle quali lei e i suoi esimi colleghi ricevete uno stipendio. Direi che sarebbe il caso che iniziasse a si vergognarsi di pubblicare simili foto perché sono davvero UN'OFFESA INACCETTABILE PER TUTTI I CITTADINI ONESTI DELLA REGIONE TOSCANA (di cui le ricordo lei è Presidente) che pagano le.tasse e ci tengono al decoro dei luoghi in cui vivono"

Rossi interviene sui commenti, ma ad un certo punto pubblica un nuovo post: "Il mio post sui rom oltre che "like" e "condivisioni" ha generato una sequenza di commenti in gran parte impregnati di odio razziale. L'uso dei social media non può essere limitato in alcun modo ma quando il discorso pubblico diventa sfogo violento e irrazionale occorre alzare il livello della discussione. Esiste un'iniziativa del Parlamento europeo che si chiama No Hate Speech MovementRitengo che Facebook Italia dovrebbe sostenere questa iniziativa e darle risonanza. Sono in gioco la cultura democratica e la convivenza civile".

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Non un pensiero dedicato ai toscani, ma una foto che ritrae il presidente Rossi assieme a un gruppo di rom suoi “vicini di casa”, il tutto nel giorno della Festa della Toscana: una scelta che rimarca quali siano per Rossi le priorità e che ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, la sua appartenenza a quella sinistra buonista che, aprendo le porte ad un’immigrazione incontrollata e tollerando situazioni di grave illegalità ha portato al degrado in cui versano moltissime realtà, anche in Toscana. Degrado di cui sono vittime, è bene ricordarlo, le fasce più deboli – bambini ed invalidi – proprio di quel popolo rom al centro delle attenzioni del presidente - così il coordinatore regionale di Forza Italia Massimo Parisi commentando il post - Siamo sicuri che tra i suoi vicini di casa ci sono anche numerosi cittadini toscani che versano in non facili condizioni economiche, che attendono una casa popolare, un posto in un asilo nido per i loro bambini, un aiuto per il pagamento delle bollette. A loro Rossi dovrebbe rivolgere la sua primaria attenzione, e non a chi negli anni ha beneficiato di sussidi e cospicui finanziamenti per un definitivo ritorno a casa che nei fatti non è mai avvenuto, disconoscendo allo stesso tempo le regole di civile convivenza, a partire dall’obbligo scolastico per i minori" conclude Parisi.

Questa sera alle 21 presso l'Hotel Mediterraneo di Firenze (Lungarno del Tempio, 44) si terrà un incontro sulle proposte di modifica alle liste d'accesso per le case popolari a cui parteciperanno il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri e i consiglieri regionali di Forza Italia, firmatari di una proposta di legge che chiede di modificare i criteri di formazione delle graduatorie per l'accesso alle residenze di edilizia pubblica.

Redazione Nove da Firenze