Elezioni Toscana: all'orizzonte le grandi manovre rosso-gialle ma senza fretta

Il governatore Rossi: "Ci vuole calma, aspettiamo che parta il governo nazionale. Rifletteremo e discuteremo". Il sindaco di Firenze Nardella: "Pd e 5 Stelle si stanno mettendo d'accordo per rimettere l'Italia sul binario giusto". Ceccardi (Lega) avverte: " Ci preoccupa l'ipotesi che insieme possano mettere mano alla legge elettorale regionale"


(DIRE) Firenze, 29 ago. - Pd e M5S "con questo governo si giocano tutto. I gruppi dirigenti davvero si giocano tutta la credibilità. Quindi non penso proprio che affrontino la questione con superficialità o sfrontatezza. Sono consapevoli della sfida in gioco". Lo sottolinea il sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo ad 'Omnibus' su La7. Per questo, aggiunge, "fa bene Zingaretti a parlare di discontinuità e capisco che Di Maio voglia difendere quello che ha fatto in quest'anno e mezzo. Però il fatto stesso che cambieranno vari ministri dei 5 Stelle, dimostra che la discontinuità è nei fatti".

Per quel che riguarda i contenuti, il programma che sosterrà il nuovo governo Conte, "Zingaretti ha fatto bene a porre il tema dell'ambiente, dove si può trovare un'intesa vera" rispetto "al governo giallo-verde che invece non ha fatto niente". Da sindaco, continua Nardella, "posso dire che questioni come la riqualificazione delle periferie, il traffico, l'inquinamento e la salute pubblica sono temi su cui davvero fare si possono fare cose concrete. E spero che il nuovo governo sia quello dei fatti".

Il governo, infine, nasce "dall'incapacità della Lega di dare una soluzione alla crisi di governo. Pd e 5 Stelle si stanno mettendo d'accordo per rimettere l'Italia sul binario giusto, partendo da posizioni diverse ma cercando un'intesa. Non vedo pericoli per la democrazia, come qualcuno ha detto, certamente però lasciare oggi l'Italia in mezzo ad una crisi di questo tipo vorrebbe dire dare un colpo mortale all'economia".

Per quanto riguarda l'addio di Calenda, il sindaco di Firenze ha detto: "Sono rimasto un po' sorpreso per la decisione cosi' radicale e netta presa da Calenda, anche perché appena due mesi fa è stato eletto in parlamento europeo con i voti del Pd. Il punto oggi, però, non è la scelta di Calenda ma la tenuta di tutto il Pd. Perché ieri, al di là di Calenda e Richetti, c'è stata un'unanimità molto forte su Zingaretti, che esce rafforzato da tutto questo e a cui riconosco l'abilità di aver portato avanti un negoziato difficile".

Sulle evoluzioni politiche interviene anche il governatore Enrico Rossi: "Il programma è interessante. Speriamo sia un governo che lavori, che tenga. Sembra che tra le tante cose esposte ci sia la certezza di un cambiamento di chiarezza rispetto alle alleanze internazionali. E' un governo senz'altro filo europeista, dalle dichiarazioni, e anche filo atlantico. Quindi la svolta certa - sottolinea - è sulla politica internazionale, che non è cosa di poco conto, dato il valore dell'Italia in Europa e nell'assetto politico internazionale".
Rossi, poi, suggerisce di focalizzare l'azione dell'esecutivo "un po' più sul tema della crescita, perché questo sarà un anno a crescita zero. Il nuovo governo dovrebbe provare a vedere se l'anno prossimo, invece che crescita zero, faremo un po' di più".

Per un patto tra il Pd e il Movimento 5 Stelle anche in Toscana "ci vuole calma. Aspettiamo che parta il governo nazionale. Condivido pienamente quanto è stato detto dalla segretaria regionale del Pd, Simona Bonafè. Sono allineato con lei. Io non ho fretta, proprio no: rifletteremo e discuteremo", dice Rossi.

Sulla questione interviene Susanna Ceccardi, europarlamentare e coordinatrice della Lega Toscana: "L'eventualità di una bizzarra alleanza tra il Pd e il Movimento 5 Stelle per le elezioni regionali in Toscana non ci spaventa. Ci preoccupa piuttosto l'ipotesi che insieme possano mettere mano alla legge elettorale regionale. Ad un'alleanza fatta alla luce del sole - prosegue - riconosco una dignità politica che invece non hanno le manovre di palazzo a cui stiamo assistendo in questi giorni e che non avrebbe un comune accordo per cambiare in corsa le regole della competizione elettorale regionale. Noto, infatti, che la proposta indecente avanzata da alcuni esponenti del Partito democratico per il momento non è ancora stata rigettata dal M5S".

Per Ceccardi, inoltre, "ognuno si accompagna con chi vuole, ma credo fermamente che allearsi con chi in Toscana ha creato e gestito per decenni un sistema clientelare che conosciamo bene e che ha impoverito la nostra regione, sia contrario alle stesse ragioni fondative del Movimento 5 Stelle". Dello stesso avviso Elisa Montemagni, capogruppo della Lega Toscana in Consiglio regionale: "In questi anni il Movimento 5 Stelle ha fatto con noi le barricate in Consiglio su tanti provvedimenti del Pd, prima fra tutti la disastrosa riforma del sistema sanitario regionale voluta da Enrico Rossi e Stefania Saccardi. Non posso e non voglio credere che quei colleghi possano subire a tal punto il fascino del potere ma, vedendo ciò che sta accadendo a Roma, la cosa non mi meraviglierebbe più di tanto". Di certo, prosegue, "c'è una cosa: sia il governo giallorosso che eventuali alleanze sui territori avrebbero un unico scopo: arginare l'avanzata della Lega".

Redazione Nove da Firenze