Sanità: Toscana al primo posto della Griglia Lea

San Giovanni di Dio "Amico dei Bambini" con Unicef. Presentata la mozione di Amato (AL) sul Presidio Santa Rosa. Interrogazione del Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (FI) sull’Ospedale di Nottola. Convegno la mattina di lunedì 16 ottobre, sul professionista tecnico sanitario di radiologia medica


FIRENZE - Toscana sul podio della Griglia Lea per il quarto anno consecutivo. Anche quest'anno la Toscana si conferma al primo posto per quanto riguarda l'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza relativamente ai servizi sanitari. I risultati, resi noti dal ministero della salute, assegnano alla Toscana, per il 2015, il punteggio di 212, il più alto tra le Regioni. il trend è costante dal 2012. Nella Griglia Lea 2015 la Toscana fa registrare il miglior punteggio a livello nazionale. Tra i risultati positivi, va posta particolare enfasi su due indicatori di altissima qualità e appropriatezza clinica: il tasso di ospedalizzazione in età pediatrica per asma e gastroenterite, che rappresenta in assoluto il miglior risultato a livello nazionale; e il tasso di ospedalizzazione in età adulta per le complicanze del diabete, anche questo il miglior risultato a livello nazionale. I due indicatori ritenuti critici riguardano invece: il tasso di copertura della vaccinazione Mpr (morbillo, parotite, rosolia), che nel 2015 ha raggiunto il tasso di copertura di 88,7, lontano dal valore ottimale del 95%; e i controlli sanitari svolti negli esercizi di commercializzazione di alimenti, che ha un valore di 48,6 (di gran lunga inferiore al valore minimo di 160). Per far fronte a queste criticità, già dall'inizio del 2016 la Regione ha messo in atto progetti finalizzati al superamento delle criticità organizzative e professionali che sono all'origine di questi risultati. Soprattutto l'indicatore riferibile alla sanità veterinaria, da verifiche effettuate, ha risentito del processo di unificazione dei Dipartimenti di prevenzione avviato nella seconda parte del 2015 a seguito del riordino del sistema sanitario toscano.

Ieri è stata una giornata di festa per tutti gli operatori dell’area materno infantile del San Giovanni di Dio, che ha ricevuto dall’UNICEF il riconoscimento di “Ospedale Amico dei Bambini”. Con i suoi oltre 1800 nati ogni anno l’Ospedale di Torregalli rappresenta il secondo punto nascita di Firenze, e si aggiunge ad altre realtà già riconosciute come Baby Friendly Hospital, facendo sì che tutti i reparti di maternità del territorio fiorentino siano accreditati e quindi operino nell’ambito del programma dell’OMS-UNICEF. Ottenere questo prestigioso riconoscimento per il San Giovanni di Dio significa aver adottato le migliori pratiche assistenziali nei confronti di madri e bambini (i “Dieci Passi” per la promozione, la protezione ed il sostegno dell'allattamento e le Cure Amiche della Madre), sempre nell'ambito del rispetto del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno. “Ospedali Amici dei Bambini” (che vede ad oggi accreditati oltre 23.000 ospedali in più di 150 paesi, 26 in Italia) fa parte del progetto OMS/UNICEF “Insieme per l’allattamento”, e rappresenta uno dei più vasti programmi di sensibilizzazione ed educazione sanitaria condotti nel mondo. Il percorso è stato lungo e faticoso perché la maternità di Torregalli è un presidio per le gravidanze a rischio dotato anche di Terapia Intensiva Neonatale, struttura nella quale la promozione dell’allattamento esclusivo è ancora più importante ma allo stesso tempo difficile da mettere in pratica. Torregalli diventa il 26° ospedale “Amico del Bambino” in Italia, ma sarà solamente il quarto punto nascita italiano con una TIN ad essere riconosciuto dall’UNICEF come ospedale BFH. Tale iniziativa si è rivelata lo strumento più efficace messo finora in campo per promuovere l’allattamento, e più in generale, il benessere materno-infantile: ovunque è stato applicato il programma BFHI, i tassi di allattamento, e quindi la salute di mamme e bambini, sono sensibilmente migliorati, con un rilevante impatto positivo sulla salute pubblica e sull'intera società.

“Conferma e potenziamento del presidio sociosanitario di Lungarno Santa Rosa nella sede attuale: per il trasferimento dell'assessorato della Regione sia quindi individuata un'altra collocazione in altro immobile di proprietà pubblica”. E’ quanto chiede Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera, che ha presentato una mozione per la salvaguardia dei servizi socio sanitari erogati in Lungarno Santa Rosa. “Il ridimensionamento e la riduzione di tali servizi sanitari creerebbe una grave carenza nel contesto cittadino - afferma la consigliera - dato che il presidio serve circa un bacino d'utenza riferibile a tutto il Q.1, a parte del Q.4 e del Q.3”. “La vicenda sarebbe grave in particolare se, per far posto a uffici amministrativi, oltre al taglio di ambulatori specialistici - continua la consigliera - dovessero essere trasferiti funzioni essenziali quali il servizio di salute mentale-Infanzia-adolescenza ed età adulta, e il Serd. Inoltre va anche considerata - prosegue Amato - l'ottimale ubicazione della struttura, facilmente accessibile dalla Stazione S.M.Novella, sia a piedi, sia con varie linee del trasporto pubblico Ataf". Per questo Miriam Amato ha presentato una mozione, con la quale chiede al sindaco di prendere l’iniziativa politica verso la Regione Toscana perché il Presidio socio sanitario di Lungarno Santa Rosa venga mantenuto nella sede attuale con tutti i servizi attualmente presenti e a potenziarlo, fino a renderlo "a dotazione completa", non essendo stato realizzato tale presidio completo, come previsto, a Montedomini. Nella mozione si chiede infine al sindaco di invitare la Regione Toscana "ad utilizzare per il trasferimento dei propri Uffici dell'Assessorato alla Sanità altri immobili nella disponibilità del patrimonio pubblico cittadino”.

Posti letto reparto per reparto, liste d’attesa ad oggi suddivise per specialità, prospettive per il complesso ospedaliero e in particolare per la dotazione di personale sanitario: suona come un’operazione verità la carica che il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Capogruppo di Forza Italia) muove alla giunta regionale sull’ospedale di Nottola, punto di riferimento sanitario per la Valdichiana senese che si trova a Montepulciano. La forma? Quella di un’interrogazione che ha appena preso la via del protocollo e, quindi, dei tavoli del governo regionale. «Sorto in seguito alla revisione della rete ospedaliera nei primi anni 2000 – ricorda Mugnai – è spesso al centro della stampa che denuncia – si legge nell’incipit dell’atto – le croniche carenze di personale medico e problemi legati alla programmazione aziendale sia delle liste di attesa che del personale sanitario». Una ribalta scomoda, insomma, quella che ciclicamente punta i riflettori sul «blocco ospedali riuniti della Valdichiana senese». E’ accaduto anche in questo periodo: «Recentemente – scrive Mugnai – anche i sindaci della zona avrebbero preso posizione su tali carenze spesso definite “strutturali” dell’ospedale. Si apprende sempre dalla stampa che le liste di attesa in ortopedia e chirurgia protesica siano di oltre un anno e che invece le possibilità di risposta dell’ospedale siano piuttosto limitate». Su questa base, e «valutata la riforma dell’organizzazione della sanità toscana messa in atto dalla giunta regionale in questa legislatura», Mugnai interroga per ottenere in forma scritta una sorta di fotofinish sulla situazione ospedaliera. Nello specifico l’esponente di Forza Italia chiede di conoscere «i posti letto suddivisi per reparto, le liste di attesa suddivise per specialità (ad oggi)» e «le prospettive del complesso ospedaliero di Nottola, in particolare per la dotazione del personale sanitario nelle diverse unità ed in particolare per chirurgia, protesica, cardiologia e pediatria».

Martedì 17 ottobre nell'Ospedale del Mugello, a Borgo San Lorenzo, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale(che si celebra il 10 ottobre), saranno offerti servizi gratuiti clinico-diagnostici e informativi dedicati alle donne che soffrono di ansia, depressione, disturbi dell’umore e del sonno, psicosi e disturbi del comportamento alimentare. L’iniziativa fa parte del progetto dell’(H)-Open day ed è stata promossa da Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, con il patrocinio della Società Italiana di Psichiatria e della Società italiana di NeuropsicofarmacologiaDalle 9 alle 18, presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, sarà disponibile personale sanitario per consulenze psichiatriche, test di screening, visite ed esami gratuiti e consegna di materiale informativo per le donne ed i loro familiari, senza bisogno di nessuna prenotazione. I servizi offerti sono consultabili sul sito www.bollinirosa.it, dove è possibile visualizzare l’elenco dei centri aderenti con indicazioni su date e orari. Tutte le strutture sul territorio nazionale che aderiscono all’iniziativa dell’(H)-Open day, giunta alla sua quarta edizione, durante la settimana dal 10 al 17 ottobre apriranno le porte alla popolazione femminile. L’obiettivo del progetto non è solo quello di migliorare l’accesso alle cure di disturbi psichici ma soprattutto quello di favorire la nascita di un ambiente, sia familiare che sociale, in cui le donne si sentano libere di parlare e chiedere aiuto, superando lo stigma che ancora oggi affligge chi soffre di patologie psichiche.

Giornata dedicata alla sanità a tutto tondo, lunedì 16 ottobre a palazzo del Pegaso, a partire dalle 9, con il convegno “Il professionista Tecnico sanitario di Radiologia medica”, su aspetti normativi, regimi fiscali, contrattuali e assicurativi”. Ad aprire i lavori, in Auditorium Giovanni Spadolini, i saluti del presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, cui seguiranno gli interventi su fabbisogno formativo regionale toscano, regimi fiscali applicabili, contrattuali e assicurativi, importanza del volume d’affari per aprire o no la partita Iva. I lavori proseguono nel primo pomeriggio con la presentazione del volume di Massimo Tosini “La Sanità nel XXI secolo. Meno e meglio”, un saggio sulla storia e il ruolo della Radiologia (oggi Cura e Diagnostica per Immagini), che fa proprie tutte le contraddizioni di un mondo sempre più inadeguato a comprendere i bisogni di una società anziana, frammentata e fragile e propone un’ipotesi feconda di futuro. L’empatia tra operatore sanitario e paziente, il meno ma meglio, la cultura della salute e non della malattia. Infine, il tecnico e il medico radiologo non più peones di una specialità condannata a una condizione ancillare, ma co-protagonisti della sanità del XXI secolo.

Redazione Nove da Firenze