Texprint: SiCobas picchetta lo stabilimento

TEXPRINT: OPERAIO AMMANETTATO MENTRE PROTESTA

Il sindacato ha deciso di estendere lo stato di agitazione e le iniziative di protesta che proseguono da quasi un mese al Macrolotto


Da ormai un mese va avanti la vertenza alla Texprint. Da venerdì i lavoratori sono in presidio permanente davanti alla fabbrica. "Chi sciopera non sta chiedendo di non lavorare 12 ore al giorno per sette giorni la settimana. Di poter usufruire di malattie, ferie, permessi" spiegano Sarah Caudiero e Luca Toscano di SiCobas

Un gruppo di 10 lavoratori, nel pomeriggio di ieri, si è scontrato con circa 40 tra poliziotti e carabinieri. I lavoratori si erano spostati su una piazzola laterale a via Aldo Moro, dove l’azienda stava caricando merce su un camion. Per evitare il contatto e il rischio alla sicurezza delle macchine che percorrono la strada la polizia, presente sul posto, dopo aver bloccato via Aldo Moro, ha respinto gli operai, strattonandoli e immobilizzandoli con la faccia a terra, Durante l' intervento un operaio della Texprint è stato ammanettato, prima che un funzionario ordinasse di liberarlo.

"Ci troviamo, ancora una volta, a dover denunciare un grave abuso operato dalla polizia contro operai in sciopero. Credevamo e speravamo di esserci lasciati alle spalle l’atteggiamento di repressione violenta verso l’esercizio del diritto di sciopero che ha caratterizzato l’operato della Questura di Prato tra il 2018 e il 2019, con continui interventi contro i lavoratori che denunciavano le vergognose condizioni di sfruttamento del distretto tessile -commentano da S.I. Cobas Prato- Si lotta per la vita, in una fabbrica dove le condizioni di sfruttamento hanno prodotto anche gravissimi infortuni, l’ultimo dei quali ha portato alla perdita di una falange delle dita ad un operaio. Anche in questo caso siamo di fronte al solito grande paradosso: lavoratori che con coraggio decidono di denunciare illegalità imprenditoriale, mafia e caporalato chiedendo che vengano rispettati diritti e legalità, vengono trattati come criminali".

Redazione Nove da Firenze