Taxi e Ncc della Toscana: rivolta congiunta contro una proposta Pd

Il consigliere regionale Baldi vorrebbe modificare la legge sul turismo e consentire alle agenzie di viaggio di utilizzare anche mezzi propri per il trasporto dei turisti. Presto una manifestazione di protesta


(DIRE) Firenze, 14 nov. - Il consigliere regionale del Partito democratico Massimo Baldi presenta una proposta di legge per consentire alle agenzie di viaggio di utilizzare anche mezzi propri per trasportare i turisti. E con un solo articolo scatena la rivolta congiunta di taxi e ncc. Per la prima volta, in effetti, quindici associazioni fra cooperative di taxi e noleggio con conducente si uniscono per manifestare il proprio dissenso. 

La modifica alla legge sul turismo, è il monito che lanciano, "andrebbe a discapito della sicurezza stradale con forti ripercussioni in termini di concorrenza nei confronti degli operatori professionali del trasporto pubblico non di linea". 

Dare facoltà alle agenzie di viaggio di usare ogni mezzo per il trasferimento dei propri clienti rappresenterebbe "un colpo" per le 2.168 imprese e i 4.532 addetti del settore. 

Aziende di taxi e ncc si sentono a rischio e per difendere le proprie tesi pensano a una manifestazione di protesta regionale contro l'iniziativa di Baldi. Il timore è che la nuova norma possa introdurre un modello economico di trasporto sostanzialmente esente da quei vincoli ai quali sono sottoposti tassisti e autisti. "Non a caso - aggiungono - una conseguenza inaccettabile che si profilerebbe nella modifica introdotta sarebbe la totale esclusione dei conducenti non professionisti da ogni controllo". 

Si andrebbe a creare ad avviso delle associazioni una sostanziale disparità di trattamento, e questo entrerebbe in conflitto con le disposizioni statali e comunitarie sulla concorrenza. Differenze nei titoli abilitativi e dei requisiti professionali potrebbero poi avere un riverbero negativo, sostengono, sulla sicurezza stradale dei passeggeri. In definitiva, taxi e ncc chiedono un equo bilanciamento dei diversi interessi e che la Regione faccia marcia indietro sulla proposta di legge. (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze