Tassa di Soggiorno: prezzo o stelle, zona e stagione

​La proposta di Marcheschi (Fratelli d'Italia) alla vigilia dell'aumento del 50%


Alla vigilia della giunta comunale che deciderà l'aumento della Tassa di soggiorno a Firenze che ha fatto scoppiare la polemica sul "maltrattamento economico" riservato ai turisti, arriva la proposta di tassare il prezzo della struttura e non solo le stelle.

"Le regole per la tassa di soggiorno sono inique e penalizzanti per gli albergatori. La giunta comunale riveda i criteri per quantificare la somma da applicare in base al prezzo della camera anziché alle stelle". E' la proposta formulata dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia Paolo Marcheschi insieme al capogruppo in Regione Giovanni Donzelli e quello in Comune Francesco Torselli.
"Aumentare di 50 centesimi la tassa di soggiorno significa innalzarla del 50%, un aumento importante per gli albergatori che già vivono fra mille difficoltà - aggiungono Marcheschi, Donzelli e Torselli - chiediamo che il Comune pensi almeno di rimodulare il costo in base a criteri più equi: non si possono non considerare la stagione in cui si applica la tassa, o le zone della città. Per questo crediamo che rivedere la tassa in base al prezzo pagato per la camera sarebbe una soluzione più giusta".

Secondo gli esponenti politici il Turismo di cui vive Firenze sarebbe messo a rischio non solo dall'indebolimento degli albergatori, ed il relativo aumento degli oneri economici per i turisti "spremuti", ma anche a causa di una mancata redistribuzione degli utili al settore. A cosa servono gli introiti della Tassa?

"L'aumento della tassa di soggiorno è l'ennesima mazzata sugli albergatori - proseguono gli esponenti di Fratelli d'Italia - che lamentano una concorrenza non paritaria con altre tipologie di strutture. Una situazione aggravata dalla recente approvazione delle nuovo norme regionali del turismo. Fratelli d'Italia ha provato in Consiglio regionale ad uniformare i vincoli per tutte le strutture ricettive, in modo da non creare eccessive disparità. La sinistra ha preferito invece continuare col doppio binario tra gli hotel e case vacanza o Bed and Breakfast, mettendoli ingiustamente gli uni contro gli altri".

"Per di più - aggiungono Marcheschi, Donzelli e Torselli - il gettito dell’imposta di soggiorno dovrebbe essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, a sostegno delle strutture ricettive, dei beni culturali ed ambientali locali, oltre che dei servizi. Ma tutto ciò finora non è mai accaduto: il Comune finora ha agito senza alcuna trasparenza, mettendo i proventi genericamente a bilancio. Inoltre oggi i clienti che saldano il conto con carta di credito o bancomat pagano le commissioni anche sulla tassa di soggiorno. La giunta ripensi le regole - concludono - servono norme che consentano agli albergatori di lavorare in condizioni eque".

Redazione Nove da Firenze