Tassa di soggiorno: a Firenze i turisti pagheranno di più

Il Comune prepara il piano per l'aumento dell'imposta. Preoccupazione in Confesercenti, Federalberghi e Confindustria che preferirebbero la tassa di scopo


(DIRE) Firenze, 24 ott. - Una delibera ancora non c'è, ma il dado è tratto: a Firenze i turisti pagheranno di più per la tassa di soggiorno. Nei giorni in cui il sindaco Dario Nardella nei tavoli nazionali è tornato a chiedere al governo uniformità della misura tra le città d'arte, ad esempio rispetto alla norma cucita su Roma (innalzando il contributo soprattutto a chi pernotta nei 5 stelle), il Comune prepara il piano per la rimodulazione verso l'alto dell'imposta nei limiti che la legge impone al capoluogo toscano. E' stato l'assessore al Bilancio Federico Gianassi ad illustrare il senso dell'operazione stamattina durante un incontro organizzato con le categorie economiche e gli albergatori. I dettagli della manovra, attesa tra qualche settimana, saranno svelati più avanti. Da quanto appreso dalla 'Dire' circolano, però, già alcune ipotesi di aumento: tutta la locazione turistica e ricettiva, coperta in larga parte da Airbnb, dovrebbe passare da 3 a 4 euro a notte; gli alberghi a 4 stelle, da 4,80 a 4,90 euro, mentre i tre stelle da 4 a 4,50.

Restano a 5 euro gli hotel a 5 stelle: la fascia ricca cioè su cui Nardella è intenzionato a dar battaglia per innalzare i limiti del prelievo. Le previsioni del 2019 su Firenze fissano a 43,5 milioni il gettito della tassa di soggiorno e con questa operazione, si stima, potrebbero entrare nella casse di Palazzo Vecchio 3, 4 milioni in più. Ed il Comune, sempre stando a quanto detto durante la riunione, è disponibile a condividere con le categorie alcuni investimenti su obiettivi mirati e sovvenzionati dal turismo. Come la lotta al degrado, chiesta dal presidente di Confartigianato Imprese Firenze Alessandro Sorani: "Siamo favorevoli ad un aumento della tassa di soggiorno, purché queste risorse siano indirizzate alla lotta al degrado e per contribuire a mantenere il decoro della città". Sorani è contrario invece "a qualsiasi tassa di scopo, perché colpirebbe tutte le imprese e quindi indirettamente anche i cittadini. La tassa di soggiorno è lo strumento più efficace, se utilizzato nel modo giusto, per destinare risorse al reale miglioramento della città".
(Dig/ Dire)

Assohotel Confesercenti, Federalberghi Firenze e Confindustria Firenze Sezione industria alberghiera non sono per niente soddisfatti: "Con riferimento alla riunione odierna con l’assessore al Bilancio Federico Gianassi - si legge in una nota congiunta -  dove ci è stata comunicata la proposta di rimodulazione in aumento dell’imposta di soggiorno, le tre associazioni di settore maggiormente rappresentative e firmatarie del CCNL, esprimono preoccupazione per l’impatto negativo che avrà sul mondo delle imprese. Siamo consapevoli che la scelta dell’Amministrazione Comunale sia finalizzata a individuare risorse da investire per migliorare la qualità della nostra città ma non possiamo che evidenziare che la nostra categoria rischia, così, di scontare un peso importante. Il prospetto degli aumenti previsti va, infatti, a generare difficoltà particolari al segmento delle strutture ricettive di fascia più bassa, come gli hotel a una e due stelle e alle piccole strutture ricettive extralberghiere che addirittura vedrebbero un aumento dell’imposta di un euro a persona/notte.

A questo si aggiunge il problema dei rapporti con i tour operator che hanno già acquistato i pacchetti viaggio per i prossimi mesi.

Essendo una scelta politica, abbiamo sollecitato un’ulteriore riflessione sulle conseguenze, e avanzato una serie di criticità, non ultima la situazione del settore che risente di una congiuntura non estremamente favorevole e di una concorrenza sleale da parte di chi opera senza alcuna trasparenza.

Abbiamo per altro chiesto di destinare parte dei proventi proprio alla lotta contro il sommerso e al miglioramento della qualità urbana, ma anche affermato la necessità di una maggiore informazione sulla destinazione annuale dell’imposta di soggiorno, ovvero un effettivo “rendiconto d’utilizzo, oltre favorire con strumenti di premialità coloro che scelgono di soggiornare nella nostra città. Questo rappresenterebbe un valore aggiunto per il nostro sistema turismo, creando maggiori ricadute sul territorio. Un vero e proprio benefit che valorizzi e coinvolga l’ospite, rendendolo cittadino consapevole.

Sull’ipotesi di istituzione della tassa di scopo, ipotizzata ieri dal Sindaco, abbiamo espresso un parere favorevole di massima, purché questo significhi mandare in archivio la tassa di soggiorno. E’ un provvedimento meritevole di discussione perché potrebbe generare anche maggiori risorse e coinvolgerebbe tutte le categorie e non solo il turismo come avviene con l’attuale formula, anche se dei turisti a beneficiare è l’intera città.

Ma questa scelta deve avvenire all’interno di una discussione più complessa e completa su come governare questa città ad alta vocazione turistica, investendo le risorse per migliorare la qualità del territorio e del turismo", concludono Assohotel Confesercenti, Federalberghi Firenze e Confindustria Firenze Sezione industria alberghiera.

Redazione Nove da Firenze