Stazione SMN: la pensilina è tutta ingabbiata e super protetta

Due settimane fa a Firenze il crollo del controsoffitto che non fece feriti solo per un miracolo. In questi giorni dovrebbe arrivare in Comune il primo report di Grandi Stazioni. A fine mese la tempistica esatta del cantiere


FOTOGRAFIE. Sono trascorse poco più di due settimane dal crollo di una parte del controsoffitto della stazione di Santa Maria Novella, quel giovedì 25 luglio alle 23. Solo per un miracolo, quella sera, non ci furono feriti: nessuno in quel momento si trovava a passare di là sotto.

La paura però è stata tanta e le contromisure prese da Grandi Stazioni stanno a dimostrarlo. Passando in quei paraggi, lo spettacolo è impressionante. La pensilina è stata interamente ingabbiata, con grande cura, su tutti i lati e per l'intera estensione. Utilizzando una quantità elevatissima di tubi, reti e pannelli super resistenti in serie a protezione totale. Cosicché la pensilina è tanto ingabbiata e protetta da risultare quasi un'altra cosa, irriconoscibile.

Il cedimento è avvenuto, probabilmente, per la formazione di una condensa che nel giro di 80 anni ha causato l'erosione decisiva per il crollo.

In questi giorni, come annunciato il 1 agosto dalla vicesindaca Cristina Giachi (che parlò di "sette-dieci giorni") dovrebbe arrivare in Comune il primo report di Grandi Stazioni che  ha ispezionato e sta ispezionando tutta la struttura con strumentazioni molto sofisticate come un endoscopio. 

Alla fine del mese di agosto il quadro dei lavori da fare e la tempistica del cantiere dovrebbero essere chiari. Il Comune tra l'altro ha chiesto che ogni intervento venga 'raccontato' alla cittadinanza con 'cantieri parlanti'.

Antonio Patruno