Agitazione dei lavoratori di Toscana Energia contro il trasferimento di funzioni a Italgas

Annunciata una riorganizzazione delle attività aziendali che prevede il passaggio al socio di maggioranza di alcune funzioni amministrative e finanziarie finora svolte da personale interno. I sindacati denunciano possibili ricadute negative sul territorio


Firenze 12.10.2020- I sindacati di categoria di Cgil Cisl Uil hanno indetto lo stato di agitazione dei lavoratori di Toscana Energia e con lettera ai Prefetti hanno chiesto l’apertura della procedura di raffreddamento. Sul tappeto c’è l’annunciata riorganizzazione delle attività aziendali con il passaggio ad Italgas (socio di maggioranza) di alcune funzioni strategiche amministrative e finanziarie (da cui poi Toscana Energia dovrà riacquistarle), finora svolte da personale interno.

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil sono nettamente contrarie a questa operazione che avrebbe possibili e probabili ricadute negative sui lavoratori e sul territorio. Le motivazioni della contrarietà dei sindacati è stata ribadita con forza in una lettera inviata ai sindaci dei comuni soci di Toscana Energia in cui si legge: “Le annunciate scelte organizzative riguardanti il trasferimento di attività da Toscana Energia a Italgas (da cui poi Toscana Energia dovrà riacquistarle) confermano, a parere delle scriventi, come il modello di collaborazione tra pubblico e privato stabilito con le modifiche allo Statuto della Società approvate nel 2018 non riesca a garantire in maniera appropriata l’interesse dei cittadini e dei territori per un servizio sicuro e di qualità a garanzia di un equilibrato sviluppo delle realtà locali, oltre a produrre un forte impatto negativo su lavoratrici e lavoratori e sull’occupazione nei territori interessati”.

Nella lettera si ricordano, nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato, gli impegni a suo tempo sottoscritti: “In tale ambito Italgas, anche per Italgas Reti ai sensi e per gli effetti di cui all’art.1381 c.c., ed i Soci Pubblici Aderenti condividono e confermano gli obiettivi circa il mantenimento della dotazione organica di Toscana Energia nonché il mantenimento della distribuzione del personale negli attuali presidi territoriali impegnandosi a far sì che la Società ne concordi i relativi termini e modalità previo confronto con le organizzazioni sindacali”.

Impegni formali che rischiano di essere disattesi a distanza di poco meno di un anno dall’avvenuta privatizzazione.

"La sinistra di opposizione di Palazzo Vecchio aveva denunciato da tempo i rischi e i pericoli a cui stava andando incontro Toscana Energia, sia con Potere al Popolo che con Firenze Riparte a Sinistra. Come in altre vicende di privatizzazione ecco che una realtà importante rischia di sgretolarsi progressivamente, a danno di chi lavora, oltre che della qualità del servizio. Il passaggio a Italgas di alcune funzioni dell'azienda è possibile registri ricadute importanti sui territori -dichiarano Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune- La decisione deve essere rivista, così come occorre iniziare un percorso che inverta la direzione intrapresa nel 2018, di ritiro del pubblico da questo settore strategico. La partecipazione del Comune di Firenze in Toscana Energia era sinonimo di utili, quindi non c'è neanche una questione di costi che può avvalorare le logiche di privatizzazione. Esternalizzazione di funzioni e rischio di demansionamenti erano già nei comunicati stampa di chi ci ha preceduto in Palazzo Vecchio. Non serve a nulla evidenziare chi avrebbe avuto ragione. Occorre agire, il più tempestivamente possibile, perché poi la politica non si ritrovi a commentare una vicenda di licenziamenti o ridimensionamento dei livelli occupazionali. Chiediamo inoltre che urgentemente la Commissione Controllo possa affrontare questa vicenda".

Redazione Nove da Firenze