Stadio Franchi: il punto sui lavori

Avanzano gradoni, copertura e interventi strutturali. Parla il direttore dei Servizi Tecnici Alessandro Dreoni

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
23 Aprile 2026 17:02
Stadio Franchi: il punto sui lavori

Proseguono secondo cronoprogramma i lavori di restyling dello Stadio Artemio Franchi, con l’avvio di una fase significativa legata al montaggio dei gradoni e allo sviluppo delle principali strutture portanti. A fare il punto in Commissione 5 è stato il direttore dei servizi tecnici Alessandro Dreoni che prima di concentrarsi sull’impianto in cui gioca la squadra viola ha scattato anche una fotografia sull’impiantistica sportiva comunale, dalla Floriagafir per cui è stata presentata ufficialmente una proposta di project financing da parte della società sportiva passando per San Marcellino di cui è stato approvato il progetto e che si sta per bandire la gara e per il Paganelli, sia piscina che campo sportivo.

“Dall’inizio della settimana è partito il montaggio dei gradoni, con la posa dei primi elementi di allineamento (dal 20° al 23°) - ha spiegato il direttore dei servizi tecnici Dreoni -. L’intervento prosegue settore per settore, sviluppandosi dalla zona Maratona verso la tribuna principale, con una modalità operativa pensata per ottimizzare tempi e lavorazioni. Il completamento delle file fino alla 44ª consentirà successivamente l’avvio delle attività legate alla copertura. Parallelamente avanzano le lavorazioni sulle strutture principali, con l'avvio della fase di realizzazione delle due mega colonne e della grande trave reticolare, elemento cardine per il sostegno della copertura.

In cantiere sono già presenti i primi componenti strutturali, tra cui elementi tubolari di dimensioni rilevanti. Procedono inoltre altri interventi fondamentali: la realizzazione dei diaframmi, ormai in fase di completamento; l’esecuzione dei micropali per il sostegno dei pilastri esterni; e il restauro del cemento armato, con operazioni di sabbiatura e successivo ripristino. Con l’arrivo di condizioni climatiche più favorevoli, è previsto anche l’avvio del recupero dell’estradosso della gradinata”.

“Per quanto riguarda il tema energetico, l’impianto fotovoltaico, previsto per una potenza di circa 1 MW - ha continuato Dreoni - sarà realizzato in una fase successiva rispetto al primo stralcio dei lavori. Il progetto tiene conto delle prescrizioni della Soprintendenza, che prevedono l’utilizzo di pannelli di colore grigio, con una conseguente riduzione del rendimento rispetto alle soluzioni standard. Per quanto riguarda la Torre di Maratona si è optato per la sostituzione del ‘pennone’ che non ha comportato costi ulteriori per l’amministrazione per i ponteggi. Dopo l'intervento si procederà con l’imbiancatura e il progressivo smontaggio dell’impalcatura. Vogliamo rendere visibile uno dei simboli dello stadio in occasione del centenario”.

“Quanto al cronoprogramma, si tratta di uno strumento concordato con l’impresa e la direzione lavori, che definisce le principali fasi del cantiere, mentre la gestione operativa quotidiana avviene attraverso strumenti più flessibili, adattati all’evoluzione delle lavorazioni - ha concluso Dreoni -. Proseguono, poi, le attività di risanamento delle armature in cemento armato delle strutture esistenti, con interventi più estesi rispetto al passato per contrastare fenomeni di infiltrazione e ossidazione. Le lavorazioni in corso sono finalizzate a garantire maggiore sicurezza e durabilità nel tempo, sfruttando anche i vantaggi che derivano dalla copertura dello stadio. Infine, per quanto riguarda la riprofilatura della Maratona sarà definita in un atto aggiuntivo e la realizzazione della porzione attualmente interessata dal cantiere avverrà in estate, prima del montaggio della copertura”.

Per quanto riguarda il sacrario dedicato alle vittime dell’eccidio di Campo di Marte, è confermata la volontà di preservarne la presenza. È in corso una valutazione per una possibile ricollocazione che ne migliori visibilità e valorizzazione: il tema sarà oggetto di ulteriori approfondimenti e confronto.

Sono stati inoltre votati, entrambi all’unanimità, con gli emendamenti proposti dalla maggioranza, due atti: “Garantire il fotovoltaico per il futuro del Franchi” e “A tutela del Sacrario dei martiri di Campo di Marte”.

“La Commissione è stata un ulteriore momento importante di approfondimento e chiarimento sull’avanzamento dei lavori in questa fase. Il direttore dei Servizi tecnici ha fornito risposte puntuali su tutti gli aspetti operativi e sui dettagli richiesti - ha detto il presidente della Commissione 5 Cultura e Sport Marco Burgassi -. Il lavoro della Commissione prosegue nel solco di quanto ci siamo dati come indirizzo, ma è fondamentale distinguere tra cronoprogramma amministrativo, che rientra nelle competenze dell’amministrazione, e cronoprogramma di cantiere, che è invece nella responsabilità di chi esegue i lavori.

Su entrambi i livelli continueremo a esercitare il nostro ruolo di monitoraggio, anche attraverso sopralluoghi periodici. Registriamo una volontà condivisa di attenzione ai temi del risparmio energetico e dello sviluppo del fotovoltaico. In questo senso, riteniamo importante approfondire anche la possibilità di attivare strumenti come le comunità energetiche rinnovabili, per rendere l’intervento sempre più sostenibile. Per quanto riguarda il sacrario dei Martiri di Campo di Marte, ribadiamo la necessità di garantirne la tutela, insieme a una maggiore accessibilità e valorizzazione.

Su questo punto accogliamo con favore la disponibilità dell’amministrazione ad aprire un confronto, coinvolgendo anche il Quartiere 2 e tutti i soggetti interessati”. 

“Premesso sempre che lo stadio lo avrebbe dovuto fare la Fiorentina oggi dobbiamo però solo andare avanti. E fare il meglio e il più presto possibile. Prendiamo atto degli aggiornamenti emersi oggi in Commissione sull’avanzamento del cantiere, con il montaggio dei gradoni e lo sviluppo delle strutture portanti. È positivo che i lavori proseguano, ma non possiamo limitarci a registrare lo stato di avanzamento: servono risposte chiare su alcune questioni fondamentali”, dichiara Francesco Casini, consigliere di Italia Viva – Casa Riformista in Consiglio Comunale “La prima riguarda la capienza dello stadio al momento della riapertura al pubblico, prevista – se tutto andrà bene – per la stagione 2027-2028. È indispensabile sapere quanti posti saranno effettivamente disponibili per i tifosi, considerando che i lavori proseguiranno su una parte rilevante dell’impianto”.

“La seconda riguarda la capienza complessiva durante le fasi successive del cantiere. Se i lavori interesseranno ancora porzioni importanti dello stadio, quale sarà la reale disponibilità per il pubblico? È una questione concreta, che incide anche sulla sostenibilità sportiva ed economica del progetto”.

“C’è poi un tema di credibilità sui tempi. Si parla dell’ambizione di chiudere i lavori entro il 2029, ma è lecito chiedersi come si possa immaginare di completare una parte così rilevante dell’opera in un solo anno, quando per il resto del cantiere sono stati necessari quasi quattro anni. Serve realismo, non annunci”.

“Infine, resta aperto un punto politico decisivo: perché il Comune non accoglie le richieste avanzate dalla Fiorentina per arrivare a un accordo definitivo? Se davvero vogliamo che il privato giochi un ruolo centrale nel completamento dell’opera, serve chiarezza anche su questo fronte. Le trattative non possono rimanere indefinite”.

“La nostra posizione non cambia: lo stadio doveva farlo il privato ma indietro non si torna. Proprio per questo è necessario che tutte le istituzioni lavorino insieme, con trasparenza e responsabilità, per arrivare a un risultato finale all’altezza delle aspettative della città”.

“Firenze merita uno stadio moderno, funzionale e sostenibile. Ma per arrivarci servono certezze, non zone d’ombra”.

"Esprimiamo, almeno in parte, soddisfazione per l'esito di oggi in Commissione 5: due atti hanno ricevuto parere favorevole unanime, dopo alcuni emendamenti, a seguito degli interventi dei gruppi di maggioranza, del Presidente della Commissione e del Direttore della Direzione Servizi Tecnici. Non è un risultato formale e ringraziamo tutte le parti che hanno concorso al risultato, con cui si testimonia una volontà istituzionale chiara, su due questioni che avevamo posto e che meritavano una risposta -dichiara Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune con Lorenzo Palandri al Quartiere 2- Il progetto originario del "nuovo" Franchi prevedeva un impianto fotovoltaico — un'infrastruttura rilevante non solo per lo stadio ma per l'intera area di Campo di Marte, con la prospettiva di una Comunità Energetica Rinnovabile.

I problemi di copertura finanziaria, secondo noi, rischiavano di farlo sparire silenziosamente. L'ordine del giorno approvato oggi lo dichiara necessario, impegna l'Amministrazione a cercare soluzioni tecniche ed economiche concrete — incluse forme di coinvolgimento di società di servizi energetici come le ESCo. Su questo siamo soddisfatti, anche se rimangono i problemi più generali.

Il contesto in cui questi atti maturano è quello di una gestione complessiva della vicenda Franchi che non ci convince. La Commissione d'Indagine proposta con la delibera DPC/2026/00003 — a cui l'ordine del giorno è collegato — era stata proposta proprio perché il percorso che ha portato alla situazione attuale non è mai stato portato davanti al Consiglio comunale in modo trasparente e completo. Sul piano economico, i conti non tornano ancora: il costo complessivo della ristrutturazione si attesta ora intorno ai 265 milioni di euro, ma le risorse pubbliche disponibili — fondi PNRR, PNC, mutui — coprono circa 205 milioni.

Restano scoperti circa 60 milioni e probabilmente la cifra va aggiornata. La Fiorentina ha mostrato disponibilità a partecipare a un project financing, e si è parlato di 85 milioni complessivi tra completamento del secondo lotto e opere accessorie. Ma nessun accordo è stato firmato: le trattative sono in corso, e chi le segue sa che "servirà più tempo per la fumata bianca". Oggi ci è stato confermato: tecnicamente, sul nodo economico non c'è nulla di definito, tutto è fermo al primo cronoprogramma firmato con la ditta che sta portando avanti i cantieri.

Sull'ipotesi Padovani — che avrebbe potuto essere la soluzione temporanea per ospitare la squadra durante i lavori più impattanti — non si è mai andati davvero avanti. La Fiorentina stessa aveva dichiarato l'opzione "non percorribile" e tanto è bastato, nonostante Palazzo Vecchio sia proprietario degli impianti. Continueremo a seguire questa vicenda con gli strumenti che abbiamo: atti, commissioni, e la richiesta che le decisioni che riguardano uno degli stadi più importanti d'Europa — patrimonio della Città e della squadra che ci gioca, oltre le singole proprietà - vengano prese con il Consiglio comunale e di Quartiere 2".

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