Sofia è tornata a casa, ma la lotta dei genitori continua

Donati dai tassisti 2mila euro all'associazione Voa Voa!


FIRENZE - La piccola Sofia è stata dimessa dall'ospedale Mayer dov'era stata ricoverata in seguito ad un aggravamento della patologia di cui soffre, e dopo tutti gli accertamenti è tornata a casa. La lotta dei genitori prosegue affinché la figlia abbia le cure di cui ha diritto. 

Duemila euro per la speranza, l’accoglienza e la ricerca. È quanto la So.co.ta. – Radiotaxi 055 4242 e la Società di Mutuo Soccorso fra Tassisti Fiorentini hanno donato a Voa Voa! Onlus e consegnato a uno dei presidenti, Guido de Barros, padre della piccola Sofia, malata di una grave malattia neurodegenerativa che è diventata il simbolo della ricerca e cura con le cellule staminali.

La consegna è avvenuta a Palazzo Vecchio, alla presenza della presidente del consiglio Caterina Biti. I soldi andranno a beneficio del progetto dell’associazione che consente di ospitare famiglie di bambini malati che necessitano di cure o consulti medici a Firenze. Una prima famiglia è arrivata a giugno, un’altra arriverà domani e soggiornerà in città senza spese.

"Il Comune – ha affermato la presidente Biti – vuole ringraziare i genitori di Sofia che hanno creato l’associazione Voa Voa per aiutare le famiglie che hanno la sfortuna di avere figli malati e devono venire a Firenze per curarsi. E’ ammirevole che questi genitori, Guido e Caterina, in mezzo a tante difficoltà e dolore, abbiamo deciso di mettersi a disposizione di altre famiglie nelle stesse difficoltà. Un gesto di amore e attenzione di cui il Comune non può non essere fiero”. "Grazie anche ai tassisti – ha aggiunto Biti –: spesso si parla di loro per proteste o lamentele, dimenticando le tante iniziative a sfondo benefico che svolgono”.

Redazione Nove da Firenze