Sit-in per la vita degli agnelli a Firenze

E un flash mob ieri pomeriggio in alcuni supermercati di Sesto Fiorentino, in occasione della mattanza pasquale dei capretti


Anche quest’anno volontari e i simpatizzanti di LAV Firenze hanno voluto sottolineare in modo colorato e proattivo l’assurdità della strage di agnelli e capretti che ogni anno sancisce la Pasqua. Reggendo i grandi cartelli LET IT BEEE, che rappresentano un agnello che scorrazza felice in un prato (come dovrebbe essere) posizionati davanti alla Basilica di San Lorenzo, sabato 13 aprile gli attivisti hanno ricordato ai passanti il valore inestimabile dell’esistenza di tutti gli esseri senzienti, animali inclusi. Il sit-in è stato rinforzato dalla lettura di brani in tema di rispetto per i diritti degli animali e ha suscitato l’interesse di chi era in zona mercato, davanti ad un luogo simbolico come la basilica, in un quartiere tanto frequentato del capoluogo fiorentino.

Anche lo scorso anno più di 350 mila agnelli e 50 mila capretti macellati in Italia sono finiti sulle tavole degli italiani solo per Pasqua, in contrasto con la resurrezione che questa Festa rappresenta. Ricordiamo che mangiare l’agnello a Pasqua non è un precetto religioso cristiano, ma una crudele abitudine culinaria, che si può tranquillamente evitare, optando per un gustoso menu 100% vegetale” ha dichiarato Francesca Bucelli, responsabile della sede fiorentina di LAV.

La morte dei piccoli animali è il drammatico epilogo di una vita brevissima: a poche settimane di vita, infatti, i piccoli vengono caricati sui camion e trasportati in condizioni drammatiche. Arrivati a destinazione, attendono terrorizzati il loro turno, sentono le grida dei compagni, li guardano morire. Tre minuti sono una lunghissima agonia, prima della morte per dissanguamento a causa della gola tagliata, talvolta quando sono ancora coscienti perché lo stordimento, obbligatorio per legge, non sempre viene praticato.

In quindici anni, da quando LAV ha cominciato a proporre in occasione della Pasqua un menu vegan, per aiutare le persone ad allontanarsi dalla crudeltà della tradizione, il numero di agnelli uccisi per il consumo festivo è calato in modo molto sensibile (erano più di 638 mila gli agnelli macellati, allora). – conclude BucelliPassi avanti, ma non bastano: il consumo di alimenti di origine animale non è mai giustificabile, perché implica sempre sofferenza e morte, non solo a Pasqua”.

Attivisti in azione anche ieri pomeriggio in alcuni supermercati di Sesto Fiorentino, un'iniziativa di informazione e sensibilizzazione - in occasione della mattanza pasquale di agnelli e dei capretti - per invitare a scegliere non solo a Pasqua ma ogni giorno piatti vegetali, senza crudeltà. "E' stata un'azione per ricordare esseri senzienti privati della libertà di vivere, uccisi e ridotti a pezzi per finire sulle nostre tavole", hanno detto gli attivisti che hanno partecipato alle iniziative all'interno dei supermercati Coop ed Esselunga. "E' importante che le persone possano riconoscere quello che stanno mangiando per ciò che è: il cadavere di un individuo che voleva vivere. Chi si nutre delle vite di altri animali fa finta di non sapere che sta mangiando gli avanzi del corpo di qualcuno. Qualcuno che è stato ucciso e impacchettato, per poi essere esposto e venduto nei banchi frigo di negozi e supermercati. Oggi siamo qui per loro, non solo per gli agnelli e per i capretti ma per tutti gli animali fatti nascere al solo scopo di essere uccisi".

Redazione Nove da Firenze