Si presenta allo sportello armato e tenta di accoltellare un assistente sociale 

L'episodio presso l'ufficio decentrato dei servizi sociali di piazza Elia Dalla Costa


Avrebbe prima spintonato l'addetto alle pubbliche relazioni per poi dirigersi verso l'assistente sociale ferendolo ad una mano.

L'Unione Sindacale di Base di Firenze denuncia l'accaduto mentre l'uomo è stato fermato dai carabinieri che sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell'accaduto ed il movente che ha spinto l'anziano al gesto violento.

I militari spiegano "Abbiamo tratto in arresto un uomo di origini siciliane, classe ‘44, pensionato, già noto alle Forze dell’Ordine per il reato di lesioni personali aggravate. Nella circostanza, verso le ore 10.00, l’uomo, dopo essere entrato negli uffici, raggiungeva ed aggrediva utilizzando un coltello da cucina un assistente sociale il quale, dopo la colluttazione, riusciva a disarmarlo, riportando tuttavia lieve ferita da taglio alla mano destra, ancora in fase di refertazione presso l’ospedale di Santa Maria Annunziata. L’arma è stata posta sotto sequestro. L’arrestato è stato trattenuto presso la camera di sicurezza in attesa della celebrazione del rito direttissimo".

A lanciare l'allarme sulle condizioni di lavoro ritenute a rischio anche a causa dell'aggravarsi della crisi sociale è il rappresentante dell'USB locale, Stefano Cecchi, che invita ad alzare la guardia e tutelare adeguatamente il pubblico impiego. 

Scrive in una nota Cecchi: "Un utente anziano armato di coltello si è introdotto nella sede degli uffici cercando probabilmente in modo premeditato di accoltellare un Assistente Sociale, ha da prima spintonato l’addetto al front-office e poi ha raggiunto in ufficio l’Assistente Sociale cercando di accoltellarlo, per puro miracolo l’Assistente Sociale è rimasto ferito solo ad una mano, e il pronto intervento degli altri colleghi che erano presenti per una riunione ha evitato effetti più gravi. Non si tratta della prima volta che accadono episodi simili, e più si aggrava la situazione sociale più questi episodi anche in forme diverse si verificano, in quanto alla fine alla controparte diventa l’Operatore che si trovano davanti. Non è più possibile lavorare in certe condizioni, si rendono pertanto necessari interventi strutturali atti a limitare il ripetersi di simili gravi episodi, che mettono a rischio la sicurezza di tutti gli operatori del settore. E' necessario pertanto da subito che l’Amministrazione metta in atto tutte le misure e gli strumenti necessari alla tutela ed alla sicurezza sui luoghi di lavoro".

 “Anche oggi un collega assistente sociale ha rischiato di perdere la vita dopo essere stato accoltellato da un utente dei servizi sociali. E’ accaduto presso la sede distaccata del Centro di assistenza sociale a Gavinana (Firenze) quando un anziano si è introdotto all’interno dell’edificio e si è diretto verso il collega che ha ferito con un’arma da taglio. Si tratta di un episodio gravissimo che solo per il pronto intervento dei colleghi non ha avuto un tragico esito” così Laura Bini, Presidente del Consiglio regionale della Toscana dell’Ordine degli assistenti sociali. “Va denunciata senza indugio – dice ancora - la gravissima situazione in cui si trovano ad operare gli assistenti sociali verso cui si scaricano tensioni e frustrazioni dell’utenza. Ancora una volta appare chiaro che le Amministrazioni non hanno piena contezza dei rischi che corrono i professionisti assistenti sociali. E’ ora di dire basta. La misura è colma. Servono interventi strutturali immediati e mirati a garantire le condizioni minime di sicurezza”. “Nessuno può permettersi di dire: non sapevo - prosegue Bini. Da anni l’Ordine degli assistenti sociali della Toscana denuncia la situazione di insicurezza cui si trovano a operare gli assistenti sociali. Lo si è fatto diffondendo anche recentemente i dati di una ricerca nazionale – di cui la Toscana è specchio fedele - che evidenza come le aggressioni a questa categoria siano drammaticamente in aumento in tutta Italia. I dati parlano chiaro: nel corso della propria esperienza professionale solo poco più di un assistente sociale su dieci (11,8%) non ha mai ricevuto minacce, intimidazioni o aggressioni verbali. Tre professionisti su venti (il 15,4%) hanno subito una qualche forma di aggressione fisica; l’88,2% è stato, dunque, oggetto di violenza verbale, mentre il 61% ha assistito ad episodi di violenza verbale contro i colleghi. Ed ancora: l’11,2% ha subito danni a beni o proprietà addebitabili all’esercizio della professione; il 35,8% ha temuto per la propria incolumità o quella di un familiare a causa del lavoro”, conclude la Presidente degli assistenti sociali toscani.

Redazione Nove da Firenze