La prostituzione al tempo di Internet

Inchiesta di Nove da Firenze sul sesso a pagamento in città


Riaprire le case chiuse, le case di tolleranza che la legge proposta dalla deputata socialista Merlin nel 1958 abolì? Il dibattito sulla prostituzione si riaccende ogni estate per riempire le pagine dei quotidiani cartacei e misura soltanto la superficialità e l’ipocrisia della nostra opinione pubblica. Eppure la prostituzione di strada è andata scemando, rispetto ai decenni passati quando sembrava aver invaso interi quartieri. Le forze dell’ordine sanno bene come sia complesso il fenomeno in termini di diffusione e radicamento sociale. Chiunque ricordi la Firenze dell’epoca precedente l’applicazione della Legge Merlin (1957) sa bene che in concorrenza alle case di via dell’Amorino, già allora, alle Cascine si potevano incontrare «passeggiatrici» anche di pomeriggio, per una elementare ragione commerciale: i prezzi.

Combattere lo sfuttamento della prostituzione e più in generale la mercificazione del corpo è questione culturale, piuttosto che di ordine pubblico. E oggi, nell'era di Internet, la prostituzione si offre sopratutto in appositi siti internet nei quali le offerte convogliano presso abitazioni private o fondi commerciali, mascherati da centri massaggi.

L'estate scorsa i Carabinieri della Compagnia di Firenze hanno arrestato un cittadino cinese 48enne per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, perché gestiva un particolare “centro massaggi” cinese in Oltrarno. Qualche settimana prima un altro centro massaggi era stato chiuso, farmaci e droghe sequestrate a Prato, a seguito di perquisizioni condotte dalla Polizia municipale dopo mesi di indagini della Procura di Prato. Nell'ambito della stessa indagine già all'inizio dell'anno era stato sequestrato un immobile in zona Soccorso, dove si svolgeva attività illecita di centro massaggi e attività di prostituzione. A febbraio 2015 i Carabinieri della Stazione di Firenze Palazzo Pitti avevano sottoposto a sequestro un centro massaggi cinese, ubicato in centro, traendo in arresto la donna cinese che lo gestiva. Le vetrine erano oscurate con i manifesti pubblicizzanti il centro benessere. La titolare e le ragazze che effettuavano i massaggi dormivano nel fondo commerciale. La pubblicità on line prometteva: “Il centro benessere che hai sempre cercato ma non hai mai trovato”. E questa è la forma di prostituzione meno visibile, poi c'è quella di strada ormai in mano a organizzazioni criminali del terzo mondo.

Nell'aprile 2014, a Firenze, ha avuto luogo una rissa tra due gruppi di etnia albanese, armati di coltelli e bottiglie. Nell’episodio rimasero gravemente feriti tre albanesi, uno dei quali, armato di coltello, colpì ripetutamente un altro contendente con l’evidente intenzione di ucciderlo. L'attività investigativa ha permesso di far luce su alcuni gruppi criminali di etnia albanese, dediti non solo al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione nella periferia nord di Firenze, nella zona di Calenzano e nella periferia est di Prato, ma anche al traffico di sostanze stupefacenti ed alla compravendita di armi. L’azione investigativa che ne è scaturita nei mesi successivi, ha consentito di emettere 9 ordinanze di custodia cautelare di cui una agli arresti domiciliari. Durante lo svolgimento delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato quattro persone, una delle quali gravata da mandato di cattura internazionale per un tentato omicidio commesso in Albania, ed un immobile è stato posto sotto sequestro preventivo. L'inchiesta ha dimostrato come il gruppo operasse un capillare controllo delle prostitute su strada, avvalendosi anche di fiancheggiatori italiani che offrivano assistenza a titolo oneroso. E' emerso anche che le prostitute più esperte, oltre ad istruire le novizie, cedevano a pagamento alle colleghe giovani l'abitazione per la consumazione dei rapporti sessuali con i clienti. Un anno fa la Guardia di Finanza di Firenze ha tratto in arresto un latitante di etnia albanese, su cui gravava un ordine di carcerazione, emesso dal Tribunale di Firenze nel 2006 a seguito di una condanna ad 11 anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata alla prostituzione anche minorile.

Secondo uno studio scientifico su questi temi condotto dal Pin Polo Universitario su indicazione del Comune di Prato, in piazza Mercatale è presente una quindicina di donne cinesi, “controllate” da parte di soggetti di origine cinese, che danno l’assenso alle donne, se accettare la proposta dei clienti, per la maggior parte italiani sopra i 60 anni. Gli anziani seguono le prostitute in direzione degli appartamenti nelle vie adiacenti, mentre raramente quest’ultime salgono in macchina dei loro clienti. Spesso l’offerta di sesso a pagamento è preceduta dal tempo dedicato a parlare con i possibili clienti direttamente in piazza. Quasi come un servizio di attenzione, cura e compagnia.

Com'è possibile non comprendere che la diffusione del sesso a pagamento si intreccia con svariati interessi sul territorio? La prostituzione è un mercato regolato dalla legge domanda/offerta e la sua sofisticazione la rende paragonabile alle borse delle materie prime, o dei titoli finanziari. Se si parte dal fattore prezzo, che è il punto di incontro tra acquirente e venditore, si puo’ notare come esso cambi in funzione di un elevato numero di elementi. Il primo e il più semplice è la prestazione. Ad essa si applica una variabile provocata dall’arretratezza del nostro paese: ancora oggi moltissimi clienti chiedono alla prostituta di non usare profilattici, cosa per cui sono disposti a pagare un prezzo maggiorato. Il prezzo muta naturalmente se il rapporto si consuma per strada, o in una casa. La strada resta comunque un luogo di adescamento ideale. Il proverbio «l’occasione fa l’uomo…» si conferma anche in questo ambito. Si noti come le passeggiatrici si offrano preferibilmente proprio lungo le arterie di maggior transito in entrata/uscita dalla città: a Firenze sugli assi Osmannoro/Novoli al termine dell’A11, in viale Talenti alla fine della Fi-Pi-Li, sulla Senese all’uscita dell’A1, e a Sud in viale Europa e sul lungarno dall’altra parte del fiume, tre dei quattro poli dell’abitato, oltre che sui viali di circonvallazione.

La globalizzazione ha portato con se nuovi fattori commerciali. Il prezzo diverge in funzione di un’offerta razziale sempre più varia. Ai transessuali sudamericani degli anni ’80 si sono aggiunte le ragazze dell’Est europeo negli anni ’90 e poi le nere dall’Africa subsahariana, orientali e cinesi. Il prezzo è inversamente proporzionale alla miseria delle disperate nelle mani di organizzazioni internazionali che gestiscono il mercato. Il prezzo è determinato anche dalla domanda. E’ interessante notare come in concorrenza della crisi economica degli ultimi anni si sia verificata una relativa riduzione dell’offerta di prostituzione in strada con un prezzo che a Firenze si colloca intorno ai 30 euro per rapporto. Si tratta di un prezzo che fa media con i massimi delle piazze più danarose del Nord Italia e ai minimi del Sud.

Gli spazi abbandonati della città vengono riempiti da chi non ha altra scelta. I fondi a livello strada cambiano destinazione d'uso e diventano "abitabili". Ecco fiorire un mercato di affitti e subaffitti, più o meno a nero, in cui si inseriscono le organizzazioni criminali in cerca di un posto tranquillo dove ospitare le ragazze. La Polizia interviene e l'offerta si sposta in un'altra zona, con un seguito di affittacamere, autisti, bar, centri benessere, concessionarie d'auto, locali notturni, negozi di abbigliamento ed estetiste, persino agenzie viaggi e finanziarie. Per non parlare della droga. Altro che dibattiti per ridare vita ad una reminiscenza imbarazzante.

E poi basta andare on line, per scoprire l'elenco e il numero di telefono delle case di tolleranza come se la legge Merlin non fosse mai stata approvata. Sarebbe più interessante capire che dimensione ha il racket, quali connessioni abbia con l'economia locale. La tariffa per una prestazione si aggira in strada sui 50 euro, il doppio in appartamento. Il rapporto dura circa un quarto d'ora, ma le ragazze sono costrette a darsi anche per 12 ore. Il giro di denaro prodotto con la prostituzione è enorme con ricadute su diversi settori economici, più o meno consapevolemente. Quanto ci riguarda tutto questo? Fortunatamente la prostituzione in strada ci costringe ad interessarcene almeno inconsciamente per qualche secondo ogni giorno, quando transitiamo distratti in auto davanti alle ragazze in attesa.

Secondo i dati dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni circa 1.000.000 di esseri umani sono trafficati ogni anno nel mondo e 500.00 in Europa. In Italia, per quanto riguarda la tratta per sfruttamento sessuale, pur nella difficoltà di poter avere dati certi sul fenomeno per il suo carattere di clandestinità, si stima una presenza di prostitute straniere che oscilla tra le 19.000 e le 26.000. Vogliamo continuare ad accettare che ciò rimanga parte della nostra vita? C'è ampia documentazione, di provenienza UE, che spiega quali siano le buone pratiche che forze dell'ordine, istituzioni e società civile dovrebbero mettere in atto. Cooperazione e controllo dei flussi, attività investigativa e sostegno alle vittime della tratta. Guai a noi se decidessimo di confinare davvero in quartieri-ghetto tutta la violenza criminale che oggi con molta fatica riusciamo a fare finta di non vedere.

Nicola Novelli