Scuola: lunedì 22 giugno flash mob della Cgil in piazza Santa Croce

Appalti scolastici, lavoratrici senza coperture salariali e previdenziali. Classi pollaio" e pochi docenti, Grieco: "Regioni al lavoro per le linee guida su riapertura". Il sindaco di Bagno a Ripoli Casini: “Decisioni gravi e incomprensibili, il Ministero le corregga al più presto”


Firenze, 20-6-2020- Cgil Firenze, Filcams Cgil Firenze, Fp Cgil Firenze e Flc Cgil Firenze sono preoccupate per le sorti delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti scolastici, settore in prevalenza femminile con contratti poveri e salari bassi (tra Firenze e Provincia sono oltre 4 mila). Per sensibilizzare sulla situazione dei lavoratori e delle lavoratrici degli appalti scolastici, la Cgil Firenze ha organizzato una manifestazione per lunedì 22 giugno dalle 10 alle 11:30 in piazza Santa Croce (attese tante persone, nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid): ci sarà un flash mob sul tema “Noi siamo quelli col contratto sospeso ma non col cappello in mano”.

"Si tratta di servizi fondamentali per il sistema scuola: si occupano di dar da mangiare ai nostri figli (mense), li accompagnano (scuolabus), permettono ai genitori di portarli prima a scuola (pre e post scuola), si occupano degli alunni con disabilità (educativa scolastica) e degli alunni non di lingua italiana (centri di alfabetizzazione) -si legge in un documento di Cgil, Filcams Cgil, Fp Cgil e Flc Cgil Firenze- Oggi queste lavoratrici e lavoratori si trovano in una condizione di forte precarietà per la prossima conclusione degli ammortizzatori sociali Covid19. La loro precarietà è resa ancora più pesante dal periodo di sospensione estiva della scuola in cui non hanno retribuzione e nel quale non si riconosce neanche la copertura previdenziale. Tutto questo fa emergere forte il contrasto tra il loro ruolo, che è essenziale e riconosciuto nel sistema educativo della scuola e va per questo inquadrato nella completa offerta formativa, e la loro assurda situazione lavorativa. Inoltre: come e quando rientreranno in servizio a settembre?"

Le Regioni intanto sono al lavoro insieme al ministero dell'Istruzione per definire linee guida comuni per consentire alle scuole una riapertura in sicurezza. Lo ha ribadito l'assessore Cristina Grieco coordinatrice della Commissione istruzione formazione e lavoro della Conferenza delle Regioni annunciando che, per la prossima settimana, è già stata messa in calendario una riunione straordinaria: “L’obiettivo comune del Ministero e delle Regioni – ha spiegato Cristina Grieco- è quello di consentire agli istituti scolastici la riorganizzazione delle attività e la formazione delle classi in tempo utile. Siamo insomma di fronte a un lavoro concertato, per il quale ringrazio i tecnici del ministero e delle Regioni, che porterà ad una soluzione condivisa nella riunione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni, che il ministro Francesco Boccia ha già programmata per la prossima settimana”.  “Le Regioni, come è noto – ha proseguito Cristina Grieco - hanno presentato già alcune prime proposte che saranno ulteriormente valutate, anche alla luce delle indicazioni che proverranno dal mondo scientifico, e su cui è già in corso un confronto proficuo con il ministero”.

Anche il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, interviene sul taglio delle cattedre previsto dal Ministero dell’Istruzione per il prossimo anno scolastico, che comporterà l’accorpamento delle classi e la creazione di “classi pollaio” anche in alcuni istituti del territorio ripolese. In particolare all’Isis Gobetti-Volta, dove si prevede una classe con 29 studenti, nella scuola primaria “Michelet” all’Antella dell’Istituto comprensivo Caponnetto, dove si avrebbe una classe prima con 24 bambini, e all’Istituto comprensivo Teresa Mattei, dove si teme che possa replicarsi la stessa dinamica: “Si tratta di decisioni gravi e incomprensibili, specialmente alla luce della recente crisi sanitaria – afferma il sindaco Casini - . Siamo al fianco dei nostri Istituti nella richiesta al governo di rivedere e correggere quanto prima queste direttive che avrebbero, se confermate, ricadute negative sull’intera comunità scolastica. Si pone innanzitutto con la massima urgenza il tema della sicurezza di alunni e docenti: con l’accorpamento delle classi, non verrebbero minimamente rispettate le norme sul distanziamento che sono il presupposto fondamentale per il ritorno in classe a settembre in assoluta sicurezza. Non meno preoccupanti sono le ben note difficoltà e le ricadute negative sulla didattica e l’apprendimento legate alla gestione di classi sovraffollate con quasi trenta alunni. Non possiamo accettare simili soluzioni. Significherebbe vanificare tutti gli sforzi che la nostra amministrazione comunale sta facendo insieme agli Istituti per la ripartenza a settembre e l’impegno messo in campo in questi anni per fornire ai nostri ragazzi e ragazze scuole sempre più accoglienti, sicure e funzionali e progetti didattici d’eccellenza e all’avanguardia. Penso ad esempio ai 10 milioni di euro investiti dal Comune in 5 anni per la riqualificazione dei plessi scolastici, al lavoro fatto sulle rette dei nidi, gratuiti per i redditi più bassi, e a quello per riattivare a tempo record i Centri estivi e i baby campus 0-3 anni con agevolazioni importanti per le famiglie. Il nostro obiettivo è avere sempre più una scuola pubblica di eccellenza. Per questo stiamo portando la questione in tutte le sedi possibili, in sinergia con Anci e gli altri Comuni che si trovano nella stessa situazione. Ci affidiamo alla Direzione scolastica regionale e al Ministero affinché si possa trovare una soluzione che non mandi in fumo fatto finora e agisca concretamente per il bene dell’intera comunità educante e dei nostri studenti, che rappresentano il futuro delle nostre collettività”.

Redazione Nove da Firenze