Sciopero della cultura venerdì 12 giugno

A Firenze l’appuntamento è alle 9:30 al piazzale degli Uffizi

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
11 Giugno 2026 17:31
Sciopero della cultura venerdì 12 giugno

Domani, venerdì 12 giugno, la cultura italiana si ferma. A Firenze l’appuntamento è alle 9:30 al piazzale degli Uffizi, dove lavoratrici e lavoratori del settore incroceranno le braccia per il primo sciopero nazionale della cultura proclamato da FP CGIL, NIdiL CGIL e FILCAMS CGIL insieme ad altre realtà. La mobilitazione arriva al termine di un percorso durato oltre un anno, costruito da associazioni e sindacati che hanno deciso di dare voce a una condizione che definiscono ormai insostenibile.

Il punto di partenza è un paradosso: l’Italia fonda parte della propria identità e del proprio prestigio internazionale sulla cultura, ma chi quella cultura la produce ogni giorno lavora troppo spesso senza tutele, con salari bassi, contratti impropri o inesistenti.

I sindacati denunciano carenze di organico strutturali che aprono la strada a esternalizzazioni e precarietà diffusa, part time involontari, assenza di coperture previdenziali e sociali per chi vive di contratti discontinui. È una fotografia che riguarda musei, biblioteche, archivi, teatri, siti archeologici: luoghi simbolo che reggono su un lavoro frammentato e sotto remunerato.Lo sciopero chiede quindi un cambio di passo netto. Al centro delle rivendicazioni c’è il riconoscimento della dignità professionale ed economica del lavoro culturale.

Questo significa applicare contratti di filiera che diano forza alla contrattazione collettiva, superare la precarietà con la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e un piano straordinario di assunzioni nel Ministero della Cultura e nelle istituzioni pubbliche, stabilizzare chi oggi lavora in somministrazione. Si chiede poi un reddito di discontinuità per tutte le professioni culturali segnate da intermittenza strutturale e lavoro autonomo, insieme alla piena applicazione delle norme su salute e sicurezza anche per chi ha contratti atipici. 

Altro nodo è il superamento del falso lavoro autonomo e dei compensi imposti unilateralmente.La piattaforma non è solo sindacale ma anche politica. Le categorie confederali contestano la scelta di tagliare i finanziamenti alla cultura per finanziare la corsa al riarmo.

“Noi scegliamo la Cultura, il Lavoro, la pace” è la sintesi che chiude il documento.

In questo senso lo sciopero del 12 giugno vuole essere anche un segnale sulla direzione delle risorse pubbliche: investire nei settori culturali viene indicato come priorità, perché senza diritti, tutele e retribuzioni adeguate non esiste produzione culturale.

Sul piano locale, FP CGIL e FILCAMS CGIL ricordano che a Firenze servono assunzioni e stabilizzazioni, il superamento dei part time involontari e l’applicazione del miglior contratto di settore. Un percorso, sottolineano, già avviato negli appalti dei musei civici e delle biblioteche del territorio, dove la contrattazione d’anticipo ha permesso il passaggio di 230 operatori della provincia di Firenze al CCNL Federculture, il contratto nazionale dedicato ai lavoratori privati della cultura.

L’iniziativa di domani riguarda tutte le tipologie di rapporto di lavoro. È questo uno degli elementi che i sindacati tengono a evidenziare: la mobilitazione nasce per tenere insieme dipendenti pubblici, esternalizzati, partite IVA, precari, stagionali. La cultura italiana, scrivono, non esiste senza le persone che la producono ogni giorno. Il presidio al piazzale degli Uffizi vuole rendere visibile proprio quel lavoro che spesso resta dietro le quinte, ma che tiene aperti i luoghi e le attività su cui si fonda l’offerta culturale del Paese.

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