Rubrica — Agroalimentare

Scherzo della natura a Firenze, un cavolo in piazza San Marco!

Sotto una siepe di bosso e rose, dalla parte dell'Accademia, stasera spiccava un esemplare in ottimo stato. Il seme era nel terriccio o è stato portato da un uccello?


Tecnicamente dovrebbe trattarsi di un cavolo da foraggio, del tipo 'boma', uno di quei cavoli molto rustici usati nelle campagne per gli usi più vari. Simile al cavolo nero, ma di foglie molto più chiare e ampie. Un cavolo comune, banale se vogliamo, mentre non comune e non banale è invece il luogo dove stasera spiccava un esemplare in ottime condizioni: piazza San Marco, a Firenze, in centro. Protetto da una siepe di bosso attaccata a piante di rose in fiore, al riparo da troppo sole e innaffiato dall'acqua data alle piante regolarmente messe a dimora. Verrebbe da dire: ecchecavolo!!! 

Dalla parte della Galleria dell'Accademia, dietro la statua bronzea dedicata a Manfredo Fanti, non lontano dalla fontanella pubblica, il cavolo si stagliava sano come se fosse in una qualunque campagna, non in una città e per di più in un punto trafficatissimo, lo snodo degli autobus urbani. Un cavolo in quel punto c'entra come il cavolo a merenda, per fare un gioco di parole!

Il seme sarà stato portato da un uccello, o forse era dentro il terriccio usato per concimare le piante di bosso o più probabilmente le rose? 

Impossibile saperlo. Comunque sia, la natura ha fatto un bello scherzo, sorprendente. Non finisce mai di stupire, la natura, con la sua straordinaria forza di adattamento che si rende capace di trasformarsi, resistere, rigenerarsi all'infinito.

Redazione Nove da Firenze