Scabbia a Scuola: a Firenze mamme in rivolta

Nel Quartiere 4 dopo le ultime lettere giunte ai genitori sono in corso assemblee di fuoco


Mamme contrarie all'ingresso dei figli fino a che non saranno presi provvedimenti adeguati, questa la proposta lanciata nel corso di un incontro infuocato che ha visto protagonisti alcuni genitori delle scuole d'infanzia interessate dai recenti casi di scabbia. Altri istituti, infatti, ed altre aule sarebbero coinvolti oltre ai casi segnalati in via Barsanti. L'ipotesi di una protesta è nata nelle ultime ore in vista del rientro di lunedì. All'Isolotto le aule resteranno vuote?

L'assessore Cristina Giachi ha ribattuto agli allarmi lanciati dal consigliere regionale Fdi, Donzelli, e dai consiglieri comunali di Forza Italia: "La scabbia non è un fenomeno infestante che può essere debellato con procedure di disinfestazione, ma una malattia che si trasmette per contatto. La Asl indica specificamente di provvedere con un’accurata e approfondita pulizia dei luoghi, dei mobili e degli oggetti. Lo abbiamo puntualmente fatto con il nostro personale nelle scuole comunali, e abbiamo indicato ai dirigenti scolastici che vi provvedessero negli istituti di loro competenza".

La letterina indirizzata a casa però non è piaciuta affatto, nei metodi, perché si tratta di una comunicazione tra ente e famiglia che lascia fuori la collettività, e nel contenuto visto che ha fatto sobbalzare quelle famiglie che ora si trovano costrette a provvedere alla profilassi.

"Sono state adottate tutte le misure previste dalla profilassi, come l’accurata pulizia delle aule e degli altri locali dell’istituto. E la situazione viene costantemente monitorata" così la vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachi ha risposto a nome di Palazzo Vecchio dopo l'allarme sollevato dalle opposizioni.

"Comune e Asl – ha aggiunto la vicesindaca – lavorano a stretto contatto e di concerto su questo e gli altri casi emersi in questi giorni. Non vi è dubbio che le famiglie debbano provvedere alla profilassi, è fondamentale, e con l’azienda sanitaria locale stiamo accertando che questo avvenga".

Ma cos'è la scabbia? "La scabbia è un’infestazione dovuta a un acaro parassita, lo Sarcoptes scabiei var. homini. Il suo ciclo evolutivo si compie interamente nell’uomo: dopo l’accoppiamento il maschio adulto rimane sulla cute mentre la femmina depone le uova sotto la superficie cutanea, dove vive in genere 30 giorni. Le larve attive emergono dopo 3-4 giorni e invadono la cute circostante, che appare arrossata e rilevata. Il sintomo più comune è il prurito intenso" spiega una nota del Ministero della Salute.

Come si cura? "La scabbia non è bella da vedersi - sottolineano i medici - perché provoca il grattamento e per questo può super-infettare la pelle, ma resta una patologia banale, per la quale si dispone di farmaci efficaci e a basso costo". 

Da dove arriva? "Nell’ultimo decennio in Italia si è riscontrato un aumento dei casi probabilmente a causa della crescente diffusione dei viaggi in Paesi ove la malattia è più diffusa. I fattori che ne favoriscono la diffusione sono la scarsa igiene e la vita in comunità, per esempio sono stati osservati casi di scabbia nelle case di riposo, nei dormitori e nelle scuole materne" conclude la nota del Ministero.

Antonio Lenoci