Santo Spirito, i bagni indispensabili: il servizio pubblico due anni dopo

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Nell'estate del 2016 Santo Spirito esultava: aprivano i bagni pubblici. "Attesi da anni" era il commento che accompagnava a luglio l'apertura dei bagni pubblici attigui al complesso di Santo Spirito, una zona cool ricca di vita diurna e notturna e di odori molesti. "Indispensabili" secondo i residenti della zona costretti ad imbattersi spesso in cantonate alluvionate.

"Indispensabili" anche per l'amministrazione, che dopo aver raccolto le segnalazioni ne ha curato l'allestimento presentandoli alla cittadinanza come un baluardo di civiltà.

Così indispensabili che dopo 24 mesi non dispensano più.
 I servizi, a pagamento, mostrano alcune carenze e si presentano ai turisti come locali vissuti e vecchi di anni. 

Ad indicare il bagno degli uomini c'è un foglio di carta ritagliato con disegnato un omino alla maniera delle toilette. Per le donne vale il principio della esclusione. Sarà l'altro.

All'interno mancano i dosatori del sapone. Un contenitore perde il liquido per le mani che viene raccolto da una bacinella di plastica posata sul pavimento ed attaccata al muro.

L'asciugatrice a parete è alimentata dai contatti elettrici che provengono da una scatola scoperta.

Le piastrelle presentano graffiti evidenti in varie lingue, dalle offese agli sfottò. 

L'accesso al bagno pubblico costa 1 Euro. A contribuire alla spese per i servizi offerti ai turisti c'è una Tassa di Soggiorno che vale 3 Euro al giorno per persona. Forse la manutenzione potrebbe essere più curata.

Redazione Nove da Firenze