Sanità in Toscana, verso un nuovo modello: arriva l'infermiere di famiglia

 Novità nella sanità toscana, arriva infatti una nuova figura di riferimento per i pazienti


 Il dibattito sul sistema sanitario si intensifica, davanti agli ultimi dati prodotti dagli specialisti in medicina, ma anche davanti ai costi della spesa pubblica. La Toscana rivendica un ruolo da prima della classe, in compagnia dell'Emilia Romagna, ed un servizio che richiama pazienti da tutta Italia e non solo dando vita a quel fenomeno detto "turismo sanitario".
 Quale futuro per la Sanità? "Deospedalizzazione" questa una delle parole chiave, un termine che porta oggi la Toscana verso la creazione di un nuovo punto di riferimento per la comunità assistita: l'infermiere di famiglia.

L'infermiere di famiglia e di comunità, seguirà i pazienti al loro domicilio, prendendo in carico l'individuo e la famiglia.
Obiettivo, secondo la Regione Toscana, è quello di: "evitare inutili ricoveri, favorire la deospedalizzazione, presidiare l'efficacia dei piani terapeutico-assistenziali, e migliorare la qualità di vita della persona nel suo contesto di vita". Una sorta di facilitatore, di tutor o verificatore della bontà del servizio erogato.

Occorre dire che la figura non è del tutto sconosciuta, molte Associazioni di supporto ai malati gravi e terminali, ad esempio, prevedono già da tempo questa figura professionale specializzata non solo sul piano tecnico e scientifico, ma anche e soprattutto umano.
Una figura di mediazione tra il medico curante o lo specialista del presidio ospedaliero circoscrizionale o locale ed i reali bisogni del paziente e della famiglia.

Un nuovo modello assistenziale destinato a produrre importanti ricadute sull'assistenza.
Per questo motivo i parametri del sistema verranno illustrati dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, nel corso di una conferenza stampa fissata per giovedì 21 giugno, alle ore 13, nella sala stampa di Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10.

Antonio Lenoci