Sanità Toscana, "Buona" e il Social si sfoga con Enrico Rossi

​"La Toscana si può considerare una Regione in buona salute” scrive il presidente.


"Vallo a raccontare al mi suocero e chi passa da oncologia di Pisa..." scrive Tiziano sul profilo Facebook di Enrico Rossi. "Una sanità dove molti esami vengono fatti dopo mesi e mesi è decisamente buona" commenta Antonio. Claudia scrive "Il personale sta scoppiando perché ne manca tantissimo" e Barbara aggiunge "Mancano tantissimi infermieri, quelli che ci sono coprono turni massacranti". Questo impone una lettura critica dell'analisi.

"La speranza di vita alla nascita è 80,2 anni per i maschi ed 85 per le femmine: in Toscana si vive in media circa 10 mesi in più per gli uomini e 6 mesi in più per le donne rispetto al resto del Paese" è il primo punto che Enrico Rossi evidenzia nel commento dei dati forniti da "OsservaSalute 2013" che analizza la salute delle popolazioni e la qualità dell’assistenza sanitaria nelle diverse regioni. "In Toscana ne usciamo bene, direi decisamente bene. Ringrazio di questo tutti gli operatori sanitari. Non siamo perfetti ma questo risultato è uno stimolo a fare meglio e a impegnarsi di più" fare paragoni con altre realtà e non con standard qualitativi è sempre rischioso, il fatto che altrove si stia peggio può giovare all'orgoglio, non è detto che giovi alla salute.

 "I maschi toscani hanno guadagnato 153 giorni di speranza di vita grazie alla riduzione della mortalità per tumori (guadagno medio nazionale di 116); per le donne il guadagno maggiore si è avuto per riduzione della mortalità per malattie del sistema circolatorio (181 giorni contro 117 giorni di guadagno medio italiano), a cui fa seguito un guadagno di 107 giorni per riduzione della mortalità per tumori (a livello nazionale: 31 giorni)" se poi quella giornata in più di vita la perdi per rincorrere un dottore o una cartella clinica, per ripetere un esame o chiedere un consulto, poco conta.

"La Toscana è tra le Regioni italiane più interessate dal fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, con ben 187,3 anziani (over- 65) ogni 100 giovani (0-14 anni), a fronte di un valore nazionale 148%" non a caso è la patria della rottamazione.

"La più alta percentuale di ultra65enni maschi con disabilità che vivono soli (41,59% vs dato italiano del 19,93%) da cui deriva un elevato carico economico e sociale sulla popolazione attiva. La minore percentuale in Italia di anziane sane che vivono sole (28,17% vs dato nazionale del 35,39%)" questa è concepita in modo algebrico ed è da capire: gli uomini che restano soli sono per lo più disabili, le donne che restano sole non si sentono troppo bene.

"La Toscana si riconferma al primo posto per consumo di antidepressivi, con 55,1 dosi giornaliere per 1000 abitanti (vs valore nazionale del 36,8)" definirla una buona cosa appare cosa ardua.
 Però "Risulta diminuito, seppur di poco, il tasso di suicidio (7,56 per 100.000 vs 7,81 dello scorso anno)" come dire, non lamentiamoci.

Quanto alle performance economico-finanziarie, "Continuano a decrescere il rapporto toscano spesa/PIL, raggiungendo il 6,43%, 0,6 punti percentuali in meno rispetto al valore medio italiano e la spesa pro capite per consumo di farmaci a carico del SSN, diminuita di 14,3 euro rispetto al 2011" si prescrivono meno farmaci perché sono inutili o perché costano troppo?
"I toscani contribuiscono di meno alla spesa farmaceutica mediante ticket rispetto alla media italiana, spendendo di tasca propria il 9,3% della spesa totale, a fronte del 12,2% della media italiana" c'è anche chi si rivolge a strutture private per accelerare i tempi e per maggiore fiducia.

"Buona la pagella, come sempre negli ultimi anni, per le performance di assistenza ospedaliera, come testimoniato dai suoi indicatori di efficienza ed appropriatezza:

il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere (valore toscano 143,5 per 1.000 vs dato italiano di 163,5), più basso di circa 5 punti rispetto al 2011;
• la degenza media preoperatoria, che in Toscana è di circa 0,4 giorni in meno rispetto alla media nazionale" ricordiamo che la degenza è legata alla disponibilità dei posti letto, quindi la durata della preospedalizzazione comporta una valutazione attenta del rapporto causa effetto. "La Toscana mostra un saldo di mobilità positivo che identifica una capacità di attrattiva di pazienti ospedalieri (11,2%), superiore alla percentuale di pazienti residenti “fuggiti” in altre Regioni (5,7%)" qui il dato preoccupante è rappresentato dal quel 5,7% di pazienti che pur vivendo una situazione idilliaca decidono di eplorare l'ignoto.

"Il quadro positivo che emerge è il frutto del perseguimento di una virtuosa programmazione sanitaria regionale indirizzata alla qualità ed alla equa accessibilità delle cure, come testimoniato dal trend degli ultimi anni. Anche i dati 2012 del Programma Nazionale Esiti, attribuiscono alla Toscana la più alta percentuale di prestazioni ospedaliere migliori della media" conclude il presidente Rossi.

Redazione Nove da Firenze