Sanità Toscana: avviso ai pazienti in lista di attesa per ricordare la visita

​La Regione Toscana dovrà introdurre un meccanismo di preavviso per ricordare ai cittadini, in tempo utile, le visite prenotate negli ospedali


A dicembre 2018 sono arrivati migliaia di avvisi in tutta la Toscana, ma si riferivano agli appuntamenti presi nel 2014 ed erano accompagnati dalla richiesta di pagamento del ticket che risultava comunque dovuto. Anche da questo episodio nasce la richiesta di modificare il sistema.
 L'obiettivo dell'iniziativa proposta, ovvero l'automazione del richiamo, è di diminuire drasticamente il numero di appuntamenti non rispettati e lo prevede la mozione approvata in Consiglio regionale presentata da Sì-Toscana a Sinistra

“Si possono studiare varie forme di alert, ma probabilmente la più efficace sembra essere l'sms - spiega il consigliere di Sì, Paolo Sarti - Il mancato rispetto degli appuntamenti, senza che siano disdetti rappresenta una perdita di tempo sia per il personale clinico, per i servizi amministrativi e soprattutto danneggia gli altri utenti che vedono allungare inutilmente le liste di attesa. A dicembre dell’anno scorso migliaia di cittadini hanno ricevuto un avviso perché non avevano disdetto l’appuntamento e hanno dovuto pagare il ticket della prestazione e questo è giusto, da un punto di vista formale. Il problema - osserva Sarti - è che questi avvisi sono stati mandati in riferimento all’anno 2014, addirittura quindi quattro anni dopo: bisogna considerare che quando si disdice un appuntamento, il cittadino deve conservare un numero che serve a dimostrare l'avvenuta disdetta in caso di contestazione".

Già nel 2016 era stata approvata una mozione che chiedeva alla giunta di dare precise indicazioni alle Asl per una diffusa e puntuale informazione all'utenza sulle procedure di annullamento e si sottolineava la criticità dovuta al notevole lasso di tempo tra la mancata presenza all'erogazione della prestazione e la lettere di avviso di pagamento della sanzione. Nulla però era cambiato. 

 "Ritengo quindi necessario - conclude il consigliere Sarti - oltre a rivedere il meccanismo di recupero, attraverso l’avviso bonario così in ritardo, trovare una soluzione che preservi i cittadini fragili e più in generale eviti situazioni di persone che pur avendo ottemperato hanno difficoltà a produrre l’onere della prova con il rischio di un ulteriore e non dovuto onere”. 

Redazione Nove da Firenze