Sanità, spesa e rendimento: Toscana fuori dalle regioni virtuose

Fuori rosa dai conti 2015 e con un 2016 ancor peggiore


Toscana fuori dalle cinque regioni che caratterizzano i parametri di riferimento per la spesa sanitaria nazionale. al primo posto c'è il Piemonte, tra le altre Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Marche.
L'esclusione non causa perdite ulteriori, ad esempio in termini di redistribuzione di fondi nazionali, se non in termini di prestigio dato che la Toscana è tradizionalmente tra le regioni di alta gamma con un servizio sanitario oggetto di cosiddetta migrazione per quanto concerne operazioni e cure. 

 "L’avevamo purtroppo preconizzato già nel giugno scorso. Se infatti era stata messa fuori rosa già per i bilanci del 2015, quelli 2016 sono ancora peggiori per cui non c’era scampo. E visto che nel 2017 per annualità pregresse le Asl toscane hanno lamentato al ministero perdite di esercizio di 195.068.956,27 le prospettive non lasciano sperare alcuna inversione di tendenza, anzi. Del resto è dal 2013 che la nostra Regione scivola indietro, e la responsabilità è nella gestione del comparto sanità messa in piedi completamente da Enrico Rossi prima assessore competente e poi governatore" commenta il coordinatore regionale di Forza Italia in Toscana l'onorevole Stefano Mugnai già vicepresidente della commissione regionale sanità, ruolo rivestito dal 2010 fino alle elezioni politiche del marzo 2018 che lo hanno dirottato su Roma. Con lui l'attuale Capogruppo azzurro in Consiglio regionale Maurizio Marchetti.

"Questo triste risultato la cui china sarà dura da risalire – affermano Mugnai e Marchetti – è l’ennesima bocciatura delle politiche sanitarie attuate sin qui e ormai da lustri da parte del Pd e della maggioranza di sinistra che ha governato e governa la Regione. Ma in Toscana chi dice sanità dice Rossi, e la responsabilità è tutta a suo carico. Ha spremuto dal settore il succo del consenso elettorale e lo ha ricambiato con tagli oltremisura che i cittadini e i lavoratori della sanità, professionisti e non, pagano quotidianamente. Si è incaponito in una riforma, quella del 2015, che non aveva altro scopo che tentare di mitigare il disequilibrio economico rimescolando le carte e questi sono i risultati. La spesa farmaceutica che cresce? Certo, la popolazione invecchia e i bisogni di salute aumentano. Questo era ed è fisiologico e prevedibile», osserva Forza Italia. Peccato che nessuno abbia saputo gestire questa informazione se non imponendo ai medici linee guida prescrittive al risparmio e raschiando il fondo di un barile sanitario già liso al limite. E così la Toscana è fuori dal quintetto delle migliori nella spesa sanitaria. Ineleggibile a tutti gli effetti".

Al di là del prestigio, quel che preoccupa Forza Italia sono i riverberi sulla qualità del servizio ai cittadini: "Questo è uno di quei casi in cui dover ricordare ‘ve l’avevamo detto’ non ci fa piacere – riflettono Marchetti e Mugnai – perché a rimetterci sono i toscani. Certo è che questa davvero è la pietra tombale sulla leggenda della sinistra che proponeva la sanità toscana come virtuosa e modello per tutte le altre, vessillo su cui si è costruita larga parte del consenso elettorale degli ultimi decenni. Purtroppo la verità è che il sistema salute è stato piegato alla ragion politica di Pd e sinistre a discapito dei servizi, e oggi va a picco insieme con loro. Lo squilibrio di liquidità diviene strutturale, mentre Rossi e Saccardi fanno i pianisti sul Titanic di una Toscana ancora una volta fuori dalla premialità nel riparto del fondo nazionale riservata alle migliori".

Redazione Nove da Firenze