San Lorenzo, vietato tornare indietro, dehor al posto delle bancarelle

"Firenze dal punto di vista dei bottegai la conoscete, parlate anche di noi"


Quello che arriva da parte dei residenti di San Lorenzo è un vero e proprio schiaffo alla stampa locale, "Abbozzatela" ci dicono "di parlare dei bancarellai, come se ci fossero solo loro" qualcuno alza la voce "i proprietari delle licenze dove sono? Vediamo solo gli affittuari ed i sindacalisti, chi ci guadagna stando dietro le quinte dov'è?" sulla linea del pensiero renziano che con Nardella Assessore alle Attività Produttive, ed oggi ancor più con Nardella vicesindaco persegue la teoria della Firenze appetibile, ma non ad ogni costo (leggesi che il "pacco" del David, forse, non è un brand dignitoso). Matteo Renzi arrivò a definirli "pantofolai".
Vietato tornare indietro. La piazza libera piace a tutti, ma proprio a tutti, meno che ai bancarellai. Le attività di ristorazione su strada hanno chiesto subito il permesso di sistemare i dehors: "Abbiamo fatto domanda diverse volte, e le domande costano anche se ti rispondono negativamente, prima ci hanno detto di no perché c'erano i banchi, adesso dicono di no perché non sono sicuri di cosa accadrà".

I residenti non hanno dubbi "la battaglia dei posti con il Comune di Firenze sta diventando ridicola, ci ridono dietro tutti. Ogni giorno c'è una sistemazione diversa".
Alzi la mano chi non ha visto un rendering con la sistemazione dei banchi "ci manca solo di vedere i banchi che galleggiano sull'Arno come delle zattere" sorride un anziano del rione, ed a pensarci bene, anche questa, potrebbe essere un'idea interessante, a Roma i mercati lungo il Tevere d'estate non vanno affatto male.
Tornando a via Panicale e vie limitrofe "qui il passaggio c'è per San Lorenzo e per le Cappelle Medicee, mica per il mercato che non si sa più cosa vende" sbotta una signora che sorprendiamo mentre osserva i teli stesi dai negozi che fino a pochi giorni fa erano "Murati vivi".
Le attività su strada hanno colto subito la differenza "Adesso si fa il pieno a pranzo - è quanto ci dice il cameriere di un ristorante - prima non si accorgevano di noi". Il lavoro è aumentato? "Come dalla notte al giorno" esclama un ristoratore che adesso si trova nella condizione di dover assumere personale. 
Ma il problema non è solo la visibilità: "Quando ho preso l'attività - spiega il gestore di un bar - sono dovuto ricorrere all'aiuto dei miei fratelli per controllare che non prendessero il muro per orinatoio all'aperto. Molte volte ho chiamato la Polizia Municipale, poi però visti i tempi di reazione ho dovuto cavarmela da solo e molto spesso mi è capitato di accompagnare in albergo i clienti che temevano di fare spiacevoli incontri". 

La sicurezza. I proprietari degli esercizi storici si dicono pronti ad investire di tasca propria sul controllo privato dell'area. "Noi abbiamo deciso di investire su Firenze - spiega ad esempio Ludovico - io non sono fiorentino, ma amo questa città ed ogni giorno pago con il lavoro mio e della mia ragazza per mantenere vivo il locale che mi costa 4500 euro al mese di affitto. Firenze non merita di essere sfruttata, il turismo è una risorsa e la nostra filosofia è di accogliere il turista offrendo un servizio. Nessun 'giochetto' sui menù, nessun sovrapprezzo al cappuccino, non è così che si lavora per far tornare i clienti. Noi dobbiamo farli tornare, altrimenti cosa ci stiamo a fare?".
L'aspetto commerciale non è trascurabile in una città che vive di turismo, ad ogni cambiamento però subentrano malumori e la la coabitazione forzata presenta sempre il conto. 
Fino a che punto i turisti restano ignari? "Speriamo solo che non si accorgano di tutto quello che c'è dietro - sussurra una passante - perché è vero che ci adorano per il nostro passato, ma se guardassero al presente perderemmo ogni rispetto".

Antonio Lenoci