Matteo Salvini a Scandicci con le ruspe sul campo Rom

Mugnai (Fi): «Il 31 maggio non andate al mare! Cambiamo la Toscana, rendiamola migliore»


Una pagliacciata con le ruspe oggi al campo rom di Scandicci. Una rappresentazione dell'odio e dell'intolleranza leghista che sfrutta l'esasperazione della nostra regione. L'ennesima messinscena di Matteo Salvini.

Ma le famiglie Rom (180 persone) dell'ex Cnr di Scandicci negli ultimi 7 anni sono già state oggetto di sgomberi, distruzione di beni, coseo. Il 24 aprile 2008 i primi sgomberi e le prime baracche rase al suolo all'Osmannoro. Il 15 gennaio 2010 le baracche vengono ancora distrutte dalle ruspe sempre alla periferia di FIrenze. Il 31 gennaio 2011 muore Ion Grancea colpito da polmonite. Il 12 febbraio 2011 alcune famiglie rom occupano una casa a Scandicci, ma vengono arrestati per essersi allacciati abusivamente alla corrente elettrica. Nel 2011 a Quaracchi le famiglie Rom vengono ancora una vola sgomberate. Si dorme in terra, in Piazza Santissima Annunziata, a pochi passi dal Duomo, nei giardini pubblici, a poche metri dallo stesso campo appena sgomberato. Il 15 marzo 2012 le famiglie che avevano trovato riparo a Scandicci vengono nuovamente sgomberate dalla propria precaria abitazione. Dopo pochi mesi, il 9 aprile 2012, le baracche degli stessi vengono nuovamente rase al suolo a Quaracchi. Nel dicembre 2013 un nuovo sgombero colpisce le famiglie Rom a Scandicci. Matteo Salvini si sveglia nel 2015 e dice: radiamo al suolo i Campi Rom con le ruspe.

"I campi nomadi sono illegali, su questo non vi sono dubbi, e vanno chiusi come tutti i ghetti. Ma vanno chiusi per aprire percorsi d'inclusione sociale e abitativa e non per alimentare derive xenofobe e violente. Anche nel '900 qualcuno partì con le ruspe per terminare con i campi di concentramento. La Toscana è una terra civile, se qualcuno a caccia di voti pensa di trascinarci nella barbarie si sbaglia" commenta il candidato alla Presidente della Regione Toscana per la Lista Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori.

"Le ruspe sono un giocattolo affascinante a tutte le età. A Salvini e ai leghisti che oggi hanno inscenato la vergognosa ed infantile pantomima di Scandicci consigliamo però di non dimenticare, la prossima volta, anche trenini elettrici, tricicli e costruzioni di legno. Le situazioni di marginalità e difficoltà che la Lega cerca di strumentalizzare sono drammi dietro ai quali si nascondo le persone e non giocattoli elettorali da utilizzare per raccattare due voti in più, facendo leva sui più bassi istinti razzisti". Lo afferma Angelo Hu, consigliere comunale a Campi Bisenzio e responsabile provinciale SEL per le Nuove Cittadinanze. "Invece di giocare con le ruspe o a fare a gara a spararla ogni giorno più grossa - prosegue Hu - Salvini farebbe bene a porsi in maniera critica e costruttiva tanto di fronte alle marginalità delle nostre città quanto al tema più ampio dell'interazione culturale. Qui nella Piana fiorentina, terra di pace e di accoglienza, abbiamo tanti esempi di buona politica di cui potrebbe far tesoro. A differenza sua non abbiamo pregiudizi e, casomai avesse voglia di smettere di agitare il comodo spauracchio dell'invasione e di invocare uno strano concetto di legalità a senso unico, saremo ben lieti di mostrargliene qualcuno".

“La Toscana è una terra civile che sa riconoscere chi ha bisogno di aiuto. Noi siamo contro gli imprenditori della paura che distruggono i valori della Toscana. Noi siamo per una reciproca umanità: solidarietà per chi viene accolto ma anche solidarietà verso chi accoglie”. Così si è espresso oggi Enrico Rossi, candidato presidente regionale, al gazebo del PD allestito nel mercato di Fucecchio, dove è stato accolto da decine e decine di militanti e cittadini a cui si è rivolto pronunciando al megafono un sentito discorso. Rossi ha poi compiuto in giro tra i banchi del mercato salutato da cittadini e ambulanti. Tema del giorno, naturalmente, l'immigrazione: “Non saremo noi – ha proseguito Rossi - ad alimentare focolai di tensione. Le preoccupazioni dei cittadini sono giuste, sappiamo che in Toscana tante persone soffrono le conseguenze della crisi. Per questo dobbiamo metterci ventre a terra per dare risposte a chi chiede un lavoro e a chi, come gli over 55, rischia di rimanere fuori dal mercato del lavoro”. “Vogliamo anche – ha detto ancora Rossi - che chi viene accolto dia qualcosa in cambio. Non esiste buona accoglienza e integrazione adeguata senza un impegno, da parte di chi viene accolto, a restituire alla comunità che accoglie un servizio di pubblica utilità, una attività che dovrà essere svolta senza remunerazione. Allo stesso tempo sappiamo e chiediamo che l'Europa faccia qualcosa senza perdersi in stupidaggini come i blocchi navali o gli affondamenti dei barconi. Che faccia qualcosa per affrontare quella che papa Francesco ha chiamato la terza guerra mondiale”.

«Mi raccomando niente mare, il 31 maggio. C’è da cambiare la Toscana per renderla migliore. E allora: facciamolo con un toscano. L’anti-Rossi è Stefano Mugnai». Questo ha ripetuto stamani a Fucecchio il candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Toscana Stefano Mugnai a quanti lo fermavano per una stretta di mano o un in bocca al lupo durante il suo tour tra i banchi del mercato settimanale. Dopo il giro in piazza Mugnai, che come Consigliere regionale uscente è Vicepresidente della Commissione sanità, si è recato in visita al Centro Eccellenza Sostituzioni Articolari Toscana (CESAT), collocato presso l’ospedale locale. Qui ha potuto farsi illustrare le funzionalità della pedana dinamometrica, un’apparecchiatura all’avanguardia per quanto riguarda lo studio e la cura delle articolazioni: «Ecco, questa struttura è un punto di eccellenza per la nostra regione che attrae pazienti anche da fuori Toscana. Vedete – ha spiegato Mugnai – noi non siamo quelli che affermano che in Toscana tutto va male , ma siamo quelli che sanno come fare meglio, in una Toscana dove ormai il Pd, più che governare, gestisce il potere creando percorsi obbligati di burocrazie entro i quali poi il cittadino deve muoversi con il cappello in mano anche solo per ottenere ciò che gli spetta di diritto. Questo sistema va ribaltato. I toscani devono essere messi in condizione di liberare le loro forze. Ecco cosa serve alla nostra terra, che sarà la terra dei nostri figli».

“Una sfida da vincere insieme”. E Paolo Bambagioni la affronta con paio di guantoni da boxe rosso fiammante, con l’obiettivo di “mettere al tappeto la cattiva politica”. Questo il messaggio lanciato per la campagna elettorale da Paolo Bambagioni (PD), candidato al consiglio regionale della Toscana per il collegio della Piana. Bambagioni, che per la campagna ha adottato lo slogan “un impegno concreto”, durante la prima cena elettorale a sostegno della sua campagna, che si è tenuta ieri a Campi Bisenzio, ha lanciato un singolare match, invitando i cittadini a sostenerlo e partecipare con lui alla sfida.

“Partiamo da Piazza Dalmazia e dal Quartiere 5, da un luogo molto vivo della città di Firenze, un luogo storico che, con il monumento ai caduti, ricorda coloro che si sono battuti per la Liberazione dell’Italia e con una lapide in memoria di Samb e Diop, commemora i due senegalesi uccisi nel 2011 dall’odio razziale. Una piazza viva grazie anche al Centro Commerciale Naturale, al mercato rionale e alle numerose attività presenti”. Così Donata Bianchi, candidata nel PD al Consiglio Regionale della Toscana, commenta l’appuntamento di domani mattina dalle 9,30 alle 12,00 quando in Piazza Dalmazia incontrerà i cittadini. “Questa è una zona ricca di storia e di umanità: le lotte dei lavoratori, la presenza della Madonnina del Grappa e di Don Facibeni. La Manetti & Roberts e la Galileo hanno dato lavoro a tante famiglie ed è da qui che vogliamo partire per portare i valori in cui crediamo nel Consiglio Regionale della Toscana”.

E' partita lunedì sera dalla Casa del Popolo di Fiesole la campagna elettorale di Serena Spinelli, candidata per il Pd nel Collegio Firenze 2 (Fiesole, Mugello, Chianti, Valdarno, Valdisieve). Un incontro sincero, ma anche concreto e ricco di contenuti. “Così come è nel carattere di Serena” - hanno commentato vecchi e nuovi amici presenti. Serena Spinelli, 41 anni, pediatra al Pronto soccorso del Meyer di Firenze, nonché mamma di Pietro e Agnese, si presenta infatti ai suoi elettori prima di tutto come una donna di sinistra, un medico, una mamma che tutti i giorni cerca di superare la difficile impresa di conciliare famiglia e lavoro.

Redazione Nove da Firenze