Salva Banche: ad Arezzo risparmiatori davanti Banca Etruria

I cittadini titolari delle obbligazioni azzerate si sono dati appuntamento questa mattina ad Arezzo


Urla e slogan presso la sede centrale di Banca Etruria ad Arezzo da parte dei titolari delle obbligazioni rimaste senza valore che hanno formato il Gruppo Vittime del Salva Banche.
 #iononmuoioperlebanche l'hashtag scelto dalle vittime per i canali social.

Il capogruppo Toscano della Lega Nord, Claudio Borghi interviene in mattinata sul Gruppo Facebook: "Ricordo a tutti che ho fatto approvare in Toscana (e passato il testo ad Alan Fabbri che l'ha fatto approvare in Emilia) uno stanziamento della regione per assistenza legale ai risparmiatori truffati. Sono pochi soldi e occorre un ISEE inferiore a 40.000 ma di più, stando all'opposizione, non potevo fare".

"Solidarietà e sostegno ai manifestanti di Banca Etruria truffati per gli interessi privati del governo, che adesso deve adottare immediatamente provvedimenti per restituire i soldi ai piccoli risparmiatori. In qualsiasi altro paese Renzi e Boschi sarebbero stati costretti a dimettersi per il conflitto d'interesse che li vede coinvolti" così il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Giovanni Donzelli.
"Altro che 'salva-banche' - attacca Donzelli - il governo è evidentemente intervenuto con un provvedimento ad hoc in favore della banca del papà di Maria Elena Boschi e dell'ultimo presidente Lorenzo Rosi, in affari con il papà di Matteo Renzi e con Andrea Bacci, fedelissimo di Matteo Renzi nominato in numerose partecipate fiorentine. Gli intrecci societari che abbiamo già dimostrato per la realizzazione degli outlet in varie città mettono in stretta relazione le società in cui ha avuto ruoli Rosi con Tiziano Renzi. Si tratta di legami mirati ad un interesse privato che non può coincidere con quello pubblico - conclude Donzelli - siamo pronti a sostenere i risparmiatori truffati nelle loro battaglie, staremo dalla loro parte anche nelle cause collettive che stanno intentando".

"Esproprio di Stato" così lo definiscono le vittime. "Più di 100.000 persone si sono viste azzerare i risparmi di una vita dal decreto-legge "Salva-Banche": un atto che salva solo i banchieri e manda in rovina famiglie, giovani e pensionati italiani. La colpa di queste persone è solo quella di essere nati in Italia, un Paese dove al lavoro onesto si risponde con un esproprio di Stato. La truffa di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e Cassa di Ferrara, che fino all'ultimo hanno farcito i clienti con titoli spazzatura, non informandoli dei rischi e della situazione della Banca, è stata legalizzata dal Governo Italiano e Banca Italia. Questa rapina vuole essere pubblicizzata come la conseguenza del rischio assunto dagli "speculatori". Ma come può essere preventivato il rischio che un decreto legge, in una notte di domenica, azzeri il valore dei tuoi titoli? Come può essere calcolato il rischio che lo Stato arrivi a toglierti tutto, perfino la dignità?"

Redazione Nove da Firenze