Rossi: "Piena luce sull'aggressione degli operai a Prato"

Il governatore "stupefatto" appresa la notizia che alcuni lavoratori pachistani sarebbero stati aggrediti durante uno sciopero. "Nel caso tutto questo sia confermato, si tratterebbe di un fatto molto grave". La Cgil: "Questo sia l'ultimo episodio del genere"


Firenze, 20 giu. - Alcuni operai pachistani sarebbero stati aggrediti ieri a Prato durante uno sciopero. Ferma la presa di posizione del presidente della Toscana, Enrico Rossi: "Ho appreso stupefatto di questo episodio riportato dalle cronache di Prato su una decina di lavoratori in sciopero che avrebbero avuto bisogno di cure perché aggrediti mentre scioperavano per la riduzione dell'orario di lavoro e altri diritti in fabbrica - commenta, in una nota -. Nel caso tutto questo sia confermato si tratterebbe di un fatto molto grave e di un'ulteriore conferma dell'esistenza di una catena di sfruttamento intollerabile per una regione civile come la Toscana, dove i diritti devono essere rispettati". Da parte sua il governatore conferma di avere piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell'ordine: "Sapranno fare piena luce su quanto e' successo. Auspico che gli eventuali responsabili siano puniti in modo fermo ed esemplare".

"È cominciato a scorrere il sangue. Dopo anni di denunce, di descrizione del sistema di produzione illegale e dello sfruttamento sul quale si basa, di indicazioni su come deve essere contrastato, ci ritroviamo alle aggressioni dei lavoratori durante le manifestazioni per rivendicare i propri diritti". È quanto afferma, in una nota, il segretario generale di Filctem-Cgil di Prato, Massimiliano Brezzo, commentando le tensioni di ieri alla Gruccia Creation, l'azienda che produce grucce di plastica, dove alcuni operai pachistani durante una manifestazione di protesta contro i titolari cinesi sarebbero stati aggrediti da un gruppo di cittadini orientali. La Filctem di Prato esprime "tutta la propria solidarietà ai lavoratori della Gruccia Creations, aggrediti mentre rivendicavano orari e salari regolari- aggiunge Brezzo- a quanto si legge, a fine maggio, questi lavoratori erano stati protagonisti di una pubblica denuncia, in piazza del Comune, delle loro condizioni di sfruttamento che, per inciso, è un reato penale. Ci chiediamo come mai, in 20 giorni, non siano state verificate le condizioni denunciate intervenendo di conseguenza". Ancora una volta, in questo territorio, accusa Brezzo "il lavoratore, anche il più debole e ricattabile, non può contare sugli organi di controllo, ma deve trovare da solo la strada per farsi riconoscere i propri diritti. Speriamo che tutti operino perche' questo episodio sia l'ultimo, e non il primo di una pericolosissima escalation".

Redazione Nove da Firenze