Rossi: "30 casi non sono pochi, siamo lontani dal contagio zero"

Coronavirus, il governatore è intervenuto in Consiglio regionale. "Negli ultimi tre giorni i contagi in Toscana sono stati 13, 27 e 30. Non sono i picchi dei mesi scorsi ma non bisogna sottovalutare il pericolo. Dobbiamo ripartire in sicurezza e temperare esigenze economiche e di salute". Stoccata a Conte: "Ancora non conosco le linee guida del governo nazionale”


Firenze - Servono prudenza e gradualità nelle riaperture, anche per non dare l’impressione di un “liberi tutti” che può essere molto dannoso. Servono comportamenti responsabili da parte di tutti i cittadini toscani. Serve, infine, che il sistema sanitario agisca prontamente per “circoscrivere gli incendi” e dunque per individuare i nuovi contagi, isolarli, tracciare la mappa dei loro contatti. Lo ha affermato il presidente della Giunta regionale della Toscana Enrico Rossi, intervenuto nella seduta odierna del Consiglio regionale per chiarire le strategie da adottare in vista del 18 maggio.

Ho ancora bisogno di capire che cosa ha deciso il Governo nazionale – ha detto Rossi – perché non ci sono le linee guida su tutto e non c’è il disegno di legge che specifichi come la Toscana risulti nella graduatoria delle regioni che possono o no riaprire e quali siano le possibilità che mi vengono date”. Intanto il presidente ha fornito gli ultimi numeri sull’emergenza Covid-19: i contagi negli ultimi tre giorni sono stati 13, 27 e 30. “Non sono i picchi dei mesi scorsi ma 30 casi non sono pochi, siamo lontani dal contagio zero – ha commentato ancora Rossi -. Quindi non bisogna sottovalutare il pericolo. Per tenere la situazione sotto controllo occorre che i cittadini toscani si comportino in modo appropriato, cosa che fin qui hanno fatto nella stragrande maggioranza. Io non credo che il virus si sia indebolito; si diffonde meno perché stando in casa abbiamo diminuito la possibilità di farlo circolare”.

Secondo il presidente della Toscana occorre dunque temperare tra le esigenze economiche e quelle della salute. “Io avevo proposto al ministro Boccia di riaprire i negozi di vicinato già dall’11 maggio, una cosa che rispettando regole ferree si poteva a mio parere fare. Trovo rischioso fissare la riapertura generale in un solo giorno, sia perché si rischiano assembramenti e congestionamenti sia perché si rischia di dare il messaggio, sbagliato, di un ‘liberi tutti’. Vorrei invece uno scaglionamento ragionato”. Fondamentale, per Rossi, che il sistema sanitario riesca a intervenire rapidamente, e quando c’è un caso positivo che si riesca entro 24 ore a isolarlo, a ricostruire la catena dei suoi contatti e a mettere in sorveglianza chi è a rischio.
“Siamo in contatto con tutte le associazioni di categoria e i sindaci”, ha spiegato ancora il governatore. “Da parte di ristoranti e bar c’è molta preoccupazione per le linee guida nazionali, vorremmo discutere della possibilità di trovare spazi fuori e moltiplicare i tavolini all’aperto”. Anche per quanto riguarda le spiagge le reazioni delle categorie alle linee nazionali sono state “durissime” e “noi stiamo cercando di avanzare e valutare proposte per consentire una ripartenza in sicurezza”.
“Quando mi chiedono se si deve riaprire tutto io rispondo sì – ha detto Rossi – ma trovando il modo di convivere con il Covid e tenendo assolutamente sotto controllo i contagi, perché dover tornare indietro sarebbe estremamente negativo, anche per l’economia. Alle Regioni è stata riconosciuta una responsabilità importante”. Quindi, ha proseguito il presidente della Giunta, “io apprezzo gli sforzi del Consiglio regionale e il fatto che abbia prodotto documenti unitari; è necessario ragionare con lucidità senza farsi prendere da entusiasmi né invocare rinunce non necessarie”.
Al termine dell’intervento del governatore, il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani ha comunicato che trasmetterà immediatamente la proposta di risoluzione approvata all’unanimità. “E’ evidente – ha precisato Giani - che il fatto che allo stato attuale non ci sia alcun decreto del presidente del Consiglio dei ministri, diversamente da quanto annunciato, sposti i termini del dibattito su un piano diverso da quanto si legge sui giornali, perché l’autonomia di azione dei governatori dipende da un disposto normativo che al momento manca”.

Redazione Nove da Firenze