Ristoratori: oltre la metà dei locali a rischio chiusura entro ottobre

Oggi il presidio a Firenze davanti alla Regione Toscana. Stella (FI): "Si corra in loro aiuto, tempo scaduto". Il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi): “Poco sostenute partite Iva e aziende”. Cellai (FI): “In piazza al fianco di chi è stato lasciato colpevolmente indietro dal governo. Serve anno bianco fiscale”. Torselli (capolista FdI): "Se vogliamo dare veramente una mano, esiste una sola strada: aiuti a fondo perduto. Il resto sono chiacchiere elettorali e promesse da marinaio"


Firenze, 31 agosto 2020- Manifestazione dei ristoratori in piazza Duomo, oggi a Firenze, davanti alla sede della Regione Toscana. Secondo i dati di Confcommercio e Confesercenti, ad agosto le attività della ristorazione hanno perso l’80% rispetto al 2019.

"Siamo totalmente a fianco della battaglia dei ristoratori fiorentini e toscani. Perché le loro attività possano riprendere a pieno regime, occorre che la Regione Toscana prenda subito misure urgenti a favore di imprese e attività: se questo non verrà fatto, la colpa di chiusure e disoccupazione sarà della sinistra". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia) "La tragedia del ristoratore che si è tolto la vita alcuni giorni fa nella nostra città - sottolinea Stella, capolista di Forza Italia nel collegio Firenze 1 - è la punta dell'iceberg di un malessere che cova nel mondo della ristorazione e del turismo in Toscana, messo in ginocchio dalla pessima gestione dell'emergenza Covid da parte del Governo e delle istituzioni. Senza aiuti economici e veri sgravi fiscali, circa il 60% dei ristoranti toscani rischia concretamente di chiudere entro metà ottobre, come da allarme lanciato dall'associazione Ristoratori Toscani". "Non possiamo stare a guardare, oltre al Governo (che ha dato poche briciole), anche la Regione Toscana - è l'invito di Stella - deve intervenire subito con aiuti a fondo perduto per i ristoratori e le loro attività. Il PIL toscano nel 2020 segnerà un - 9%, e si calcola una perdita di 100.000 posti di lavoro, di cui almeno 29.000 in ambito turistico (previsioni Irpet). Purtroppo il 70% dei ristoratori non ha avuto sconti sull'affitto del fondo, solo il 25% ha raggiunto un accordo e può beneficiare di una significativa riduzione del canone di locazione. Servono aiuti economici concreti e immediati, che consentano ai ristoratori di respirare".

Le istituzioni non possono abbandonare i ristoratori toscani. Stiamo parlando di 15.000 aziende solide e sane travolte dall’emergenza Covid, che si sono ritrovate con fatturati azzerati e gli aiuti per il settore della ristorazione sono stati assolutamente insufficienti. Servono urgenti interventi sul credito e sulle locazioni, tema diventato la spada di Damocle di ogni proprietario che sta decidendo, nella maggioranza dei casi, o di non riaprire o di chiudere definitivamente -dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi), che ha partecipato, a Firenze davanti alla Regione Toscana, al presidio dei ristoratori toscani- Governo e Regione non possono più rimanere sordi davanti al grido d'aiuto che è poi quello di tutto il commercio, ambulanti, tassisti, partite Iva. La Regione toscana è quella che meno ha sostenuto partite Iva e aziende. Il Covid e la forte diminuzione di presenze turistiche ha avuto un effetto a dir poco devastante per le finanze delle moltissime attività ristorative e ricettive del centro storico di Firenze: in tre mesi è stato perso 1 miliardo di euro”.

“Ristoratori ma anche commercianti, partite iva, tassisti: persone abituate a rimboccarsi le maniche e che oggi meritano di essere aiutate. Per questo ho voluto essere in piazza oggi, da ristoratore, per unirmi alla richiesta di sostegno fiscale di tanti altri imprenditori che rischiano di veder sfumare investimenti e sogni” dichiara Jacopo Cellai, che sarà presente stamani alla protesta in Piazza Duomo. “Il primo punto – spiega Cellai – è un intervento normativo sui canoni di affitto dei locali delle attività commerciali che non può limitarsi al credito di imposta riconosciuto per i mesi di chiusura forzata del lockdown. Qui a Firenze inoltre – aggiunge – ci vuole un impegno forte sul fronte della riduzione delle imposte e delle tasse locali a carico delle imprese. Meno tasse comunali significano meno entrare comunali, ma già a maggio abbiamo proposto come compensare le minori entrate attraverso una coraggiosa sforbiciata alle partecipate comunali. Solo così – conclude Cellai – possiamo avere un anno bianco fiscale, indispensabile per salvaguardare il nostro tessuto economico martoriato dalla crisi”.

"Scena vergognosa questa mattina in piazza Duomo. Il candidato governatore del centro-sinistra, Eugenio Giani, è scappato dal sit-in che i ristoratori stavano facendo davanti alla sede della Regione Toscana in solidarietà alla famiglia di Luca, il proprietario del locale in Santa Croce che si è tolto la vita 8 giorni fa. I ristoratori hanno dovuto rincorrerlo per poterci discutere, mentre io e Susanna Ceccardi eravamo in mezzo a loro a portare la nostra vicinanza alle categorie economiche in protesta. Ma non solo, il signor Eugenio è stato duramente contestato da un fiorentino che gli ha ricordato gli esorbitanti buchi fatti dalla sinistra nella gestione della sanità e che i piccoli imprenditori e gli artigiani sono stati lasciati soli. Giani è rimasto ammutolito mentre il signore si è preso gli applausi dalla piazza". E' il commento di Francesco Torselli, capolista di Fratelli d'Italia a Firenze per il Consiglio Regionale, che questa mattina era presente in piazza Duomo assieme ai ristoratori. "La sinistra è completamente assente, vive su un altro pianeta, non è in grado di ascoltare le persone. Il comportamento tenuto da Giani questa mattina è gravissimo e dimostra che la sinistra e il popolo sono ormai due entità distinte e distanti. Noi siamo dalla parte di chi lavora e chiediamo che sia istituito quanto prima un fondo perduto per coloro che a causa della pandemia stanno vivendo una crisi economica devastante. A Firenze la situazione degli operatori del settore ricettivo, del food e di quello turistico è gravissima ma il governo regionale e quello comunale non fanno niente. Qui serve una riduzione delle addizionali locali a carico delle imprese altrimenti si rischia il disastro. Non c'è più tempo: qualsiasi proposta diversa dall'aiuto a fondo perduto è un mero spot elettorale o una promessa da marinaio".

Redazione Nove da Firenze