Rissa ai Ciompi di Firenze: like, pancia ed elezioni

Il Video ha iniziato immediatamente a circolare sui Gruppi frequentati dai fiorentini


 C'è chi la definisce "politica dei like" altri hanno interpretato la viralità del video amatoriale che riprende la scena dell'aggressione consumatasi all'ombra della Loggia del Vasari come una ricerca della conferma al sentiment popolare sulla percezione di insicurezza, infine c'è il clima da campagna elettorale giustificato dalle amministrative in programma tra pochi mesi. Non è uscito esente da accuse chi ha usato il termine "rissa" anziché "pestaggio" o "spedizione punitiva" ma neppure chi il video lo ha girato, perché secondo alcuni commentatori sarebbe stato necessario un altro tipo di intervento.
Le accuse rivolte agli aggressori dell'uomo rimasto ferito a terra, sono poi diventate polemica indirizzandosi sulla chiusura del Commissariato di zona

 La violenza andata in scena in piazza dei Ciompi ha registrato in poche ore numerose reazioni da parte dei comuni cittadini, ma anche da parte dei politici suscitando così riflessioni sulla piazza virtuale dove non si prenderebbero calci e pugni, ma neppure decisioni risolutive dedicando invece gli interventi a sottolineare le proprie opinioni. Come occorre leggere i dati del fenomeno? La rappresentazione di quanto accaduto è una notizia. Cosa comporta oggi la propaganda a mezzo social? Farne buono o cattivo uso a chi spetta? Con quali limiti? 

 Luca Milani, consigliere del Partito Democratico, è intervenuto a Palazzo Vecchio sulla vicenda: "A pochi minuti dall'aggressione avvenuta in piazza dei Ciompi, subito si è scatenato sui social un polverone. Come se non aspettassero altro, che un evento brutto e riprovevole, per infangare la città. Ecco finalmente l'evento è servito e via, subito tutti a postare il commento che nulla aggiunge e tutto demolisce".

Tra le reazioni che vengono citate in Palazzo Vecchio: la coordinatrice regionale della Lega, Susanna Ceccardi: “costi quel che costi riporteremo l'ordine in città”.
Il Senatore Achille Totaro: “Io saprei bene cosa fare”. Il deputato Giovanni Donzelli: “Firenze è un far west”. Il consigliere regionale Jacopo Alberti: “la Lega è sempre stata per la tolleranza zero alla Rudolph Giuliani. E se vincessimo noi gli chiederemo di fare l'assessore”

Milani commenta "Fuori dai social, nella realtà però non si legge mai una parola, una proposta, da parte della destra, su cosa vogliono fare per Firenze; non sono capaci di trovare un candidato sindaco, ma pontificano sulle cose fatte da questa amministrazione. Perché non chiedete a gran voce al Ministro dell'Interno che rispetti gli impegni e mandi più agenti, almeno si potrà tenere aperto fino a sera il commissariato di via Pietrapiana? Oggi la politica si fa da casa, senza essere presenti, denigrando e snobbando le Istituzioni, demolendone il valore ed il prestigio, comodamente seduti sul divano di casa postando commenti e like" ha concluso l'esponente PD.

Nel Salone la discussione sulla Sicurezza prosegue però anche sul piano politico tradizionale “Perché il sindaco e la giunta comunale non ci spiegano come hanno investito 1,7 Milioni di Euro stanziati dal governo nazionale per la sicurezza in città? Eravamo curiosi di capire, vista la situazione di molte piazze, strade e rioni, come Nardella e i suoi hanno speso questi soldi, ma da parte della giunta, nessuna risposta” hanno domandato Francesco Torselli e Arianna Xekalos, consiglieri comunali di Fratelli d’Italia e Firenze in Movimento. "Lasciamo volentieri a Nardella ed ai suoi assessori il tifo da stadio per Renzi e contro Salvini; a noi interessa soltanto sapere perché, se il governo ha stanziato 1,7 milioni di Euro per la sicurezza a Firenze, continuano ad accadere episodi come quello di martedì scorso in Piazza dei Ciompi”.

Redazione Nove da Firenze