Rimpasto di Giunta a Firenze: ma mancano il sindaco ed il nuovo assessore

L'assenza del neo delegato scatena la polemica in Consiglio comunale


 Scoppia il caso a Palazzo Vecchio, dove gli animi non erano ancora distesi dopo le nuove nomine alla presidenza e vicepresidenza del Consiglio comunale, stavolta al centro della polemica c'è il neo assessore Massimo Fratini, reo di essere assente il giorno dell'avvicendamento allo scranno detenuto dall'ex assessora Paola Concia.
All'inizio della seduta c'è stata la nomina di Cristina Giani alla carica di consigliera comunale in surroga del consigliere Massimo Fratini, a sua volta dimissionario perché nominato assessore. Dottoressa in architettura, ha anche insegnato in Facoltà. Nel 2002 collaboratrice dell'allora assessore alla cultura Simone Siliani per "Firenze dei Teatri", per dieci anni Giani è stata al Quartiere 3, prima come presidente della Commissione cultura e in seguito come vicepresidente del Consiglio. 

“È indecente che l’assessore Fratini sia assente in aula il giorno in cui il Consiglio Comunale dibatte della sua nomina. Non conosciamo le motivazioni della sua assenza, ma qualsiasi esse siano, avrebbe potuto chiedere lo slittamento di una settimana di questo dibattimento. L’assenza è una mancanza di rispetto gravissima al Consiglio ed ai fiorentini” così Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale. “La revoca delle deleghe all’ex-assessore Concia - spiega Torselli - rappresenta un’ammissione di fallimento senza precedenti, da parte del Sindaco Nardella, sul tema delle politiche per il turismo. Quando fu nominata Anna Paola Concia, a chi, come noi, sollevava dubbi sul fatto che non conoscesse Firenze e che vivesse addirittura a Francoforte, veniva risposto che le competenze internazionali della Concia avrebbero fatto fare a Firenze un salto di qualità senza precedenti. Dei suoi 18 mesi di attività, l’unica iniziativa di cui ci siamo accorti sono stati gli idranti usati per bagnare i marciapiedi ed evitare che i turisti vi si sedessero, iniziativa peraltro presa dal Sindaco e sempre criticata dalla stessa Concia”. “Con l’assessore Fratini - conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia - la partita invece è appena iniziata: uno dei punti fondanti del programma di mandato del Sindaco era la realizzazione in città di una nuova moschea. Ad oggi niente è stato fatto, al di là dei soliti slogan, in questa direzione: all’assessore Fratini, evidentemente fervente sostenitore della realizzazione di una nuova moschea a Firenze, quindi il compito di avviare questo processo nei prossimi 10 mesi. Su questo tema, siamo pronti alla battaglia...”.

“L'assenza di Fratini è inqualificabile. E' una mancanza di rispetto del Consiglio comunale. Avevamo chiesto, insieme alle altre opposizioni, di essere presente alla prima seduta utile per relazionare sulle sue deleghe. Una situazione che rasenta il ridicolo” così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, attacca, insieme al consigliere Giacomo Trombi e alla consigliera Donella Verdi. E incalzano: “Oggi si è consumato l'ennesimo atto del teatro dell'assurdo. Nessuno che risponda o che sia presente. Neppure il sindaco Nardella. Addirittura si arriva a dire che l'assessora Concia, così brava, aveva già raggiunto tutti gli obiettivi e perciò è stata sostituita. I limiti dell'amministrazione comunale sono sempre più preoccupanti”. “La gestione della fase di rimpasto – concludono Grassi, Verdi e Trombi – è stata gestita con approssimazione ed evidenzia come il Pd fiorentino creda di poter fare e disfare senza rendere conto alla città. Oggi abbiamo assistito all'ennesimo episodio di grave sgarbo istituzionale”. 

"Firenze merita di conoscere le motivazioni della scelta da parte del Sindaco di revocare le deleghe all'assessora Concia, così come previsto dalla legge, e le assenze del Sindaco e del neo assessore Fratini in aula è una mancanza di rispetto istituzionale" afferma Miriam Amato, consigliera aderente a Potere al Popolo. "Secondo il Testo Unico Enti Locali - spiega la consigliera - la revoca degli assessori prevede che il Sindaco faccia una comunicazione in Consiglio, in cui vengano espresse le motivazioni della scelta operata, che possono essere anche meramente politiche, ma necessarie, per individuare la frattura del rapporto fiduciario alla base dell’incarico ricoperto. Davanti ad una frattura di un rapporto fiduciario appaiono schizofreniche le dichiarazioni di stima per mezzo stampa del Sindaco nei confronti dell' ex assessore Concia. Oggi la Vicesindaca non ha riportato neanche una parola sulle motivazioni, eppure sarebbe bastato poco". "Sulle nuove deleghe a Fratini - sottolinea la consigliera - trovo difficilmente comprensibile quella sulle confessioni religiose, in uno stato laico, legate all’associazionismo, alla città metropolitana e alle biblioteche, argomenti svariati e sarebbe stato importante che il neo assessore ci avesse detto in che modo verranno attuate, quali siano gli obiettivi e le strategie che verranno messe in atto per realizzarle: peccato che l’assessore Fratini sia assente oggi". "Purtroppo il Consiglio comunale è svilito e umiliato dell'arroganza del Partito Democratico, che imbavaglia le discussioni, rinunciando al ruolo nobile che ricopriamo come Consiglieri Comunali, ridotto da organo di indirizzo e controllo a passacarte della Giunta", conclude Amato.

"Questa mattina – dichiarano i consiglieri Alessio Rossi e Stefania Collesei - abbiamo assistito ad un’ennesima dimostrazione di quanto scarsi siano il rispetto istituzionale e la considerazione del Consiglio Comunale da parte di questa Giunta. Abbiamo assistito all’insediamento dell’assessore Fratini in assenza sua e del Sindaco. Né il metodo né le motivazioni della defenestrazione dell’assessore Concia sono stati chiariti. Eppure il Sindaco ha pubblicamente riconosciuto “l’ottimo lavoro svolto”. Notiamo poi con profondo rammarico lo sbilanciamento della Giunta a favore del genere maschile; si è scelto di sostituire un’ assessora con un assessore. Tuttavia sulle deleghe attribuite all’assessore lo attendiamo a settembre, a lui chiederemo conto sul Regolamento beni Comuni, abbandonato a sé stesso, sulla mancata adesione al Labsus e sulla situazione dei quartieri che di fatto sono stati declassati".

Redazione Nove da Firenze