Rifiuti pericolosi a Prato: scoperti dietro segnalazione dei cittadini

I Carabinieri Forestali hanno riscontrato varie irregolarità nella gestione dei rifiuti pericolosi e dei rifiuti speciali presenti in azienda


Un gruppo interforze composto da oltre 20 unità in forza a sette reparti ha messo al setaccio una ditta con proprietari cinesi operante in Prato nell’area industriale del Macrolotto.

Le attività sono state organizzate dal Nucleo Investigativo (NIPAAF) del Gruppo Carabinieri Forestali assieme all’ARPAT di Prato, col prezioso coinvolgimento di altri reparti di specialità dell’Arma quali la Compagnia d’Intervento Operativo ed il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro accompagnato dagli Ispettori dell’INPS e dell’INAIL nonché da due interpreti di lingua cinese. Gli operatori di terra si sono giovati della copertura aerea assicurata da un elicottero HH-412 in forza al 4° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pisa.

L’obiettivo da controllare è stato individuato grazie all’analisi di alcune segnalazioni giunte da parte dei cittadini, che lamentavano l’emissione in atmosfera di sostanze maleodoranti.

Carabinieri Forestali e Tecnici dell’ARPAT hanno così deciso di eseguire un controllo congiunto cogliendo l’occasione per coinvolgere anche altri reparti di specialità dell’Arma così da poter eseguire verifiche sulle autorizzazioni ambientali, sulla gestione dei rifiuti e sulla regolarità dei lavoratori impiegati.

I Carabinieri Forestali hanno riscontrato varie irregolarità nella gestione dei rifiuti pericolosi e dei rifiuti speciali presenti in azienda. In particolare, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro penale tre fusti contenenti rifiuti pericolosi costituiti da acque oleose prodotte dalla separazione olio/acqua che non figuravano sul registro di carico/scarico e pertanto costituivano un deposito incontrollato di rifiuti pericolosi. Altri rifiuti, stavolta non pericolosi ma speciali di natura tessile, sono stati incautamente affidati ad un trasportatore non iscritto allo speciale Albo: due illeciti che costituiscono reati ai sensi del Testo Unico Ambientale per i quali la titolare dovrà rispondere di gestione illecita di rifiuti davanti alla Procura della Repubblica.

I Carabinieri Forestali hanno riscontrato anche varie irregolarità formali nella tenuta del registro di carico/scarico rifiuti (errori e omissioni), che comporteranno l’irrogazione di consistenti sanzioni amministrative di natura pecuniaria.

I tecnici dell’ARPAT hanno rilevato la ripetuta violazione dell’atto autorizzativo (AUA) per inosservanza delle prescrizioni ivi contenute relativamente alla manutenzione d’uso dei sistemi di abbattimento sia per le pelurie tessili sia per le emissioni derivanti dalle due ramose. Come conseguenza, alla luce della recente depenalizzazione di alcuni reati previsti dal Testo Unico Ambientale, è stata elevata una pesante sanzione amministrativa accompagnata dalla richiesta di diffida da parte della Regione Toscana.

Durante le operazioni, l’elicottero HH 412 dell’Arma è atterrato per due volte nel Parco cittadino di Maliseti, dove ha attirato l’attenzione dei passanti e di una piccola folla di curiosi tra cui anche qualche bambino che ha chiesto ai Carabinieri Aviatori di poter osservare il velivolo da vicino.

Redazione Nove da Firenze