Rifiuti monitorati a Firenze: ma le telecamere non bastano, se i cittadini non collaborano

Il capoluogo non vive una emergenza rifiuti, ma il fenomeno degli abbandoni e la propensione alla raccolta indifferenziata stanno mettendo in crisi il sistema


Firenze ha messo in campo ispettori e telecamere, più o meno nascoste, per monitorare le aree trasformate in discariche e per intercettare, risalendovi tramite indagini mirate all'interno dei sacchetti, gli autori di un illecito smaltimento.
Un problema occulto però, quello che sembra essere un bug del sistema, è la condotta del cittadino tipo, che spesso, per esigenze pratiche e per ribellione contro un servizio che non si presenta perfetto, porta ad adeguarsi alle cattive abitudini.
Gli smaltitori notturni, i pirati del cassonetto, sono spesso degli insospettabili.

  Mentre proseguono le segnalazioni da varie zone della città, dove i residenti come i Comitati di zona si sono impegnati nel fare da ripetitori verso le istituzioni locali. Lodevole iniziativa civica, ma quante telecamere occorrerebbero? 
Il sistema rischia comunque di andare in tilt senza una reale collaborazione che non si limiti a segnalare illeciti, ma anche a condividere buone consuetudini. 
La collaborazione si misura in termini di differenziazione. I comuni in cui si registrano alti livelli di raccolta differenziata presentano storie forse poco interessanti, ma presentano una condivisione di vedute sulla vivibilità urbana.

 Nelle ultime ore Comune di Firenze ed Alia hanno rilanciato la campagna informativa sul corretto smaltimento dei rifiuti stringendo un accordo con gli host, coloro che ospitano turisti in appartamento e la notizia è stata accolta come se fossero stati individuati i colpevoli "Ecco chi era...". No, non è così, non solo almeno.
La campagna informativa è più una sensibilizzazione ad un problema che riguarda tutti e si basa anche su strumenti digitali quali la geolocalizzazione dei cassonetti attraverso una Mappa consultabile online.

Esistono poi una Guida alla raccolta Differenziata ed un Vademecum per le buone pratiche domestiche che sembrano però non interessare a chi non è chiamato a rispettare una differenziata obbligatoria.
Eppure in molti casi ne gioverebbe anche la gestione dell'attività domestica, come ad esempio la riduzione del volume dei sacchetti operando scelte adeguate negli imballaggi o la produzione di compost da scarti organici.
Ma se non è obbligatorio, non vale la pena "perderci del tempo"

Nelle ultime ore il fenomeno dei Falsi Codici identificativi apposti ai rifiuti ingombranti lasciati sui marciapiedi stradali, non sembra aver sorpreso più di tanto gli utenti, mentre a giudicare dai commenti sui Social il caso è stato raccolto quasi come un diabolico suggerimento all'emulazione.
rifiuti di grandi dimensioni, detti appunto ingombranti, vengono ritirati a domicilio su prenotazione.
Occorre contattare l'Azienda ed attendere di essere richiamati per fissare giorno ed orario. Molto spesso accade che la risposta non sia immediata, a volte occorre attendere diversi giorni ed è qui che entra in gioco l'opzione Fai da te giustificata intimamente dal ritardo del servizio.
Altri casi di disobbedienza sono dovuti alla specificità dei materiali come ad esempio alcuni rifiuti che non vengono ritirati e per i quali occorre organizzarsi diversamente.
Questo accade perché non tutti hanno conoscenza delle materie prime e dunque di cosa sono composti i singoli oggetti, quali materie possono avere una seconda vita e quali sarebbe stato meglio che non avessero avuto neppure la prima.
Doversi informare è visto come un impedimento sulla via del cassonetto: uno qualunque.

In ogni caso esistono dei Centri di Raccolta presso i quali è possibile trovare dei contenitori con le indicazioni per lo smembramento degli oggetti da depositare. Ma anche in questo caso, a volte risulta fastidioso persino dover separare il polistirolo dagli scatoloni di cartone.

Scattare una foto e segnalare l'incivile è più facile. Ma quanto potrà durare?

Antonio Lenoci