Rifiuti: la Toscana formalizza i tavoli tecnici dell'economia circolare

Le commissioni Ambiente e Sviluppo economico licenziano a maggioranza la proposta di legge per reimpiego, riciclo, riuso e recupero degli scarti di produzione. Il presidente Stefano Baccelli: “Distretti produttivi avranno ruolo importante. Sosteniamo sviluppo economico e compatibilità ambientale”. Il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) presenterà un’interrogazione, dopo la notizia che un notevole flusso di rifiuti invaderà i siti di stoccaggio di Massarosa e Massa


Firenze – “Licenziamo una legge sull’economia circolare molto importante, che vede un ruolo attivo dei nostri distretti produttivi e una interlocuzione costante della Giunta per trovare le modalità tecnologiche, amministrative e progettuali migliori a rafforzare la nostra politica di rigenerazione”. Il presidente della commissione Ambiente, Stefano Baccelli (Pd), a margine della seduta di oggi, martedì 3 marzo, commenta il voto sulla proposta di legge che formalizza i tavoli tecnici per la promozione dell’economia circolare in Toscana.

A maggioranza la commissione guidata da Baccelli, riunita in seduta congiunta con quella presieduta da Gianni Anselmi (Pd), ha licenziato il testo proposto dalla Giunta che adesso passa all’esame del Consiglio. “La Toscana – continua Baccelli – ha una lunga storia di economia circolare. Con questa nuova legge, molto apprezzata già nella fase di consultazione con tutti i soggetti interessati, procediamo verso il modello di riuso, riciclo e riutilizzo per migliorare l’ambiente e il benessere dei cittadini”.

Apprezzamento per il testo lo esprime anche il vicepresidente della commissione Ambiente Giacomo Giannarelli (M5S) che ricorda di aver “orientato e guidato la maggioranza verso scelte importanti”. “Abbiamo messo particolare attenzione al tema dell’economia circolare e avanzato spunti che sono stati ripresi in questa proposta” spiega, pur ripetendo la “necessità del Piano regionale sui rifiuti, ad oggi ancora mancante”.

Critico, invece, Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) che commenta: “Per raggiungere l’obiettivo, condivisibile, probabilmente bastava una delibera di Giunta ben fatta. Resta l’ambiguità di fondo di cosa si intende davvero per economia circolare”. “Questa prevede il recupero di materia e non la sua distruzione come pare sia l’intenzione della Giunta” chiarisce citando il gassificatore Eni di Livorno o il pirogassificatore Kme di Barga. Fattori annuncia emendamenti in aula, che potrebbero cambiare il voto di astensione espresso in commissione, per scongiurare quelli che ha definito “piccoli cavalli di troia: pratiche che lasciano aperta la strada al cosiddetto recupero di energia tramite distruzione di materia”.

In sede di votazione sono stati accolti emendamenti presentati da Movimento 5 stelle e Lega. In particolare quello illustrato da Luciana Bartolini (Lega) prevede che gli esiti dei tavoli tecnici siano ricondotti ad un documento di azione, per la promozione dell’economia circolare per la riduzione della produzione di rifiuti, che la Giunta dovrà approvare entro il 31 dicembre 2021, oltre che prevedere aggiornamenti periodici.

“Nel marzo 2018 la Regione vietò lo smaltimento negli impianti di discarica regionali di rifiuti prodotti fuori dal territorio toscano perché c’era un’evidente problema di smaltimento regionale, alla luce della volontà di non portare a compimento gli impianti di trattamento e smaltimento toscani (in particolare il termovalorizzatore di Case Passerini). Adesso, a distanza di due anni, preso atto che non è cambiata una virgola dal punto di vista degli impianti, il Presidente Rossi spieghi ai toscani, ed in particolare ai residenti dei comuni di Massarosa e Massa, perché ha accettato un patto scellerato che comporta l’arrivo, in 7 mesi, sul territorio toscano di 13.500 tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti da Roma capitale - sottolinea Capogruppo regionale Paolo Marcheschi (Fdi)- Dal punto di vista ambientale certamente non ci sarà alcun vantaggio, e allora Rossi spieghi quali vantaggi tecnico/economici porterà questo accordo per la Toscana. L’unica certezza è l’aumento di tir sulle nostre strade, l’aumento di rifiuti in discarica con la preoccupazione che tali accordi si moltiplichino, e che la Toscana diventi la pattumiera d’Italia. Entro il 2021 le discariche toscane andranno in esaurimento. Dall’ultima modifica al piano regionale, datata luglio 2019, risulta che in Toscana il 33% dei rifiuti va in discarica e che le discariche operative sono 7”.

Redazione Nove da Firenze